Parole Silenziose

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Normalmente tornando a casa a fine giornata il mio primo desiderio è quello di mettermi ai fornelli. E ‘ un po’ come staccare in maniera naturale da una giornata inevitabilmente pesante. E’ il confine tra lo spazio necessario e lo spazio intimo. Solo per me, o per chi decido sia con me. Ai fornelli non ci sono doveri, nel mio mondo. In cucina sono la regina e posso dipingere come voglio. Stasera sono sola a casa e posso stare in quel regno per un po’! Avevo bisogno di parole silenziose dopo il chiasso della giornata. Un po’ di pace nel rumore del mondo. Allora mi concedo un pic-nic, uno spuntino veloce così…senza apparecchiare…senza badare ai dettagli straordinari delle piccole cose. Un piatto, una torta pasqualina con carciofi e un po’ di funghi trifolati. Forse davanti al computer…..

Così ho tempo, tempo per scrivere..in silenzio….ogni tanto solo una piccola canzone scelta con cura. Ma poco perché la giornata ha già avuto troppe parole e non ne servono altre. Il lusso è il silenzio, il privilegio è sentire la pioggia fuori. Stasera bastano i pensieri.  Peccato che non si possa fare una mostra di soli pensieri. O forse sì. Sicuramente qualcuno ci ha già pensato. Di certo qualche artista è già riuscito, molto prima di me, a rendere i pensieri una mostra d’arte.  Altrimenti avrei potuto esporre al Fuorisalone, mannaggia! Questo week end ho avuto la conferma che la città è divisa a metà anche in queste occasioni. La Milano che vorrei (ah sì…abito a Milano) è quella che ho visto in Via Ventura, in Via Conte Rosso, insomma a Lambrate. Una Milano animata, una Milano vibrante che ti chiede che un sabato pomeriggio non finisca mai. Una città curiosa, non necessariamente colta o impegnata, ma almeno desiderosa di conoscere. E finalmente , dopo non so neanche quanto tempo, l’ho vista. Girando per le vie l’aria aveva il sapore di East London in una normale domenica di autunno, di Berlino in un giorno qualunque. Non c’era una categoria precisa…c’erano tutti, in giro, a spasso per una delle manifestazioni più settoriali che esistano. Ma non importa. Il design è stato per tutti, lo scorso week end. Chiunque avesse voglia di nutrire gli occhi ne ha avuto la possibilità. E chi non l’ha fatto?!?!? beh ..devo dire davvero peggio per lui. Lo stesso non posso dire della sera prima in Brera o Tortona. Decisamente popolate da un’altra Milano. Quella che è troppo occupata a rincorrere l’omologazione dell’essere. Che peccato! Potrei vivere in una città dalla quale non mi venga troppo spesso il desiderio di scappare. E invece no, purtroppo. Ma almeno, lo scorso fine settimana, ho scoperto anche che non sempre vorrei andar via. Ogni tanto vorrei restare ed esserne orgogliosa.

dal prezioso suggerimento di ogni mattina:

In una valle a due passi dal mare ora galleggia un paese in una minestra scura di ruote di corda di navi elicotteri e case Lo vedi che non c’è preghiera, che non c’è muro forte abbastanza, e non c’è altezza né distanza che basti E allora in cosa credi? Non hai una frase una parola chiave? Un altare per inginocchiarti, una statua antica da baciare? Credo alla stranezza del tutto. All’ingegnosa perversione che ci ha messo al mondo certi ad imparare questa confusione Non credi che ci sia un momento di sfuocata comprensione al primo suono emesso da tuo figlio, alla perdita di un genitore? Credo alla stranezza del tutto, all’istante fatale in cui tutto si compie, che sia nascita, amore, morte o incontro E le parole, tutte questa parole? Questi libri di avventura e amore sono tetti di paglia, rifugi, trincee per resistere a tanto insistito dolore E gli abbracci, i sorrisi, e le candele accese i pochi mezzi di cui disponiamo, le nostre piccole armi E allora in cosa credi? Non hai una frase mandata a memoria più duratura di qualsiasi legge Credo che scivola e sfugge, e quanto è breve lo capisci alla fine E’ una sfuriata e non resiste appiglio, e ricomincia tutte le mattine Si vive, è solo questo, si vive e non c’è altro da fare E dai forza a chi cade in salita e dolcezza a chi vuol farla finita Ogni giorno è inaspettato e tutto arriva senza spiegazioni e ti confonde con le emozioni E ti commuove e non dà soluzioni E le parole, tutte queste parole? Questi libri di avventura e amore sono tetti di paglia, rifugi, trincee per resistere a tanto insistito dolore E gli abbracci, i sorrisi, e le candele accese i pochi mezzi di cui disponiamo, le nostro piccole armi E le parole, tutte queste parole, queste nuvole di nebbia e fumo sono prati di neve, torrenti di poggia, momenti di ombra e respiro E i sogni, le carezze ai figli addormentati le poche cose di cui disponiamo, le nostro piccole armi In cosa credi… In cosa credi…

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2 commenti su “Parole Silenziose”

  1. L.
    24 aprile 2012 a 9:21 am #

    credo che ci voglia un dio, e anche un bar (ah no, questa è un’altra canzone) 🙂

    • 24 aprile 2012 a 9:51 am #

      le due cose insieme non mi piacciono molto…lo sai.
      Ma Dio c’è e devi solo ascoltarlo….

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