archivio | settembre, 2017

di una casa blu cobalto di fronte all’oceano

_DSC7273©Marco Varoll 2017_1A volte il tempo sfugge di mano. E’ così per me. Mi sono gettata in questa avventura avvincente tanto che sono passati due anni e mezzo . In questo tempo ho dedicato anima e cuore al luogo che ho sempre desiderato. Insieme a Teto, mio fratello, abbiamo fatto nascere il SulleNuvole , lo abbiamo nutrito e fatto crescere e il tempo è volato. Abbiamo preso decisioni , stretto i denti, cambiato opinione e continuiamo ad investire in questo progetto ambizioso. Stiamo imparando tanto, tutti i giorni e da tutte le persone che incontriamo. Il mestiere del ristoratore è un turbine di emozioni , richiede un impegno e una dedizione incredibile e una passione che non puoi improvvisare. SulleNuvole è arrivato come un tornado e ha stravolto noi stessi e la vita di chi ci sta intorno. Non è una passeggiata, lo ammetto. Ma oggi non voglio parlare del SulleNuvole. Per quello ci sarà tempo….Voglio parlare di me, di quanto mi sia mancato questo spazio, di come i pensieri diventano parole (seppur nella mente) ogni volta che vedo qualcosa che vorrei raccontare, quando vivo occasioni che vorrei condividere e quando cerco un posto dove metabolizzare parole che altrimenti prenderebbero forme che certamente non vorrei. Nella mia testa ho scritto ogni giorno di questi due anni e mezzo; nella mia testa ho condiviso ogni secondo. Ma farlo realmente è una sensazione tutta diversa…che quasi non ricordavo. E’ un gesto di attenzione verso me stessa, è un ritaglio di cuore in una vita troppo frenetica. Questa è la mia vera terapia per l’anima, il luogo dove ho riposto per tanto tempo ogni pensiero, parola, idea e speranza. Diciamo pure che i sogni sono sempre fatti di quelle sfumature pastello che nella vita reale tendono a sbiadire. Io ho cercato di dare forma a quei colori. Ho cercato di mantenerne vivi i pigmenti. Il problema è che mantenere sogno e realtà non è sempre possibile. La convivenza delle due cose mi appare ancora confusa ma probabilmente c’è un luogo e un mondo dove questo è veramente possibile. La cosa più complessa di tutte, oggi che torno a scrivere, è la consapevolezza che in questi due anni e mezzo il mondo è cambiato. E’ cambiato per me, nella mia piccola vita; ma è cambiato in modo incredibile intorno a me, intorno a questo piccolo mio angolo di mondo. E’ un mondo dietro al quale si fatica a stare, è un mondo in cui tutto deve essere comunicato, gestito, organizzato e messo a frutto. E’ una sensazione molto precisa quella che percepisco tutti i giorni. Bisogna stare al passo, rinnovarsi, non chiudere mai entrambi gli occhi per cercare di anticipare, prevenire, stare attenti. Ma qui no. Qui posso ascoltare musica per rilassarmi, posso fare tardi la notte mentre lascio che le parole prendano la forma che desiderano, posso dimenticare cosa sta accadendo nel mio ristorante, posso ricordare l’oceano che ho appena respirato in vacanza e posso sperare che questa sensazione non finisca mai immaginando di essere seduta in quella casa cobalto che guarda il mare, fino a quando non troverò le risposte che cerco alle domande che continuo a pormi e a porre a chi credo possa darmi delle risposte vere.

Il mondo è complesso, gente, ma guardiamolo con occhi lucidi che cercano la magia

Vi racconterò della mia avventura nel settore della ristorazione molto presto. La cosa certa è che continuo a mangiare. La cosa più strana è che ormai cucino molto poco. Ma non ho paura perché ormai mi conosco abbastanza da sapere che sono matta a sufficienza per aver fatto del cambiamento uno stile di vita; so che in un secondo potrei stravolgere i miei orari , alzarmi alla mattina all’alba e tornare ad infornare torte e verdure per poi fotografarle arrampicata al punto più alto della mia cucina (o peggio ancora del terrazzo).

Ma le mie mani sono sempre sporche di farina, come quelle della bambina che guardava la nonna fare i biscotti in ginocchio sulla sedia, intorno al tavolo della cucina. Anche la nonna oggi fa meno biscotti. Forse perché a 90 anni è un po’ stanca o forse perché non ci siamo noi in ginocchio intorno al suo tavolo nei pomeriggi di questi anni.

p.s. la famiglia si è allargata. Un altro piccolo micino nero ci ha travolti come un fulmine un anno fa. Si chiama Cipolla, ma lo chiamiamo tutti Patanin. E’ un Gremlin simpatico travestito da batuffolo dolcissimo .

keep in touch and keep cooking.

soundtrack https:// Xavier Rudd.Spirit Bird

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