Archivi delle etichette: fuorisalone

capesante al fuorisalone


foto-3fuorisalmodifIl fuorisalone non mi delude mai. Anche una persona critica ed esigente come me non può che deporre ogni scetticismo a proposito di una manifestazione così leggera e piena di energia. E’  uno dei pochi momenti dell’anno dove la città risulta vibrante a dispetto del traffico che aumenta. I cortili aperti sono così pieni di fascino da farti sentire un turista anche se hai vissuto tutta la tua vita a Milano. Si entra nei negozi e negli spazi allestiti con disinvoltura come se i luoghi fossero un tutt’uno con gli avventori. Nonostante i molti impegni del week end non ho potuto rinunciarci. Sono approdata presto in zona Ventura Lambrate e ho esplorato ogni angolo con attenzione, rapita da alcune idee geniali. Non nascondo che avrei potuto comprare un sacco di cose in preda all’entusiasmo per quanto esposto. Ho ascoltato le persone chiacchierare durante il loro passeggio per notare quanto ognuno porti ciò che ha dentro, anche quando osserva il design nella sua forma più autentica. E’ stato bellissimo. So di essere ripetitiva ma questa è la Milano che vorrei sempre. Quella un po’ meno snob e un po’ più internazionale, che lascia venire a sè il resto del mondo. Alle 14.00, rapita dalla fame, mi sono ricordata che le intenzioni per la giornata prevedevano anche un po’ del mio tempo preferito: quello in cucina. Rientrata alla base ho dato spazio al mio bottino di ieri conquistato al mercato. Faceva caldo e ormai era pomeriggio inoltrato. La nonna mi aveva invitata a pranzo, come ogni domenica, proponendo uno di quei piatti deliziosi che amo mangiare ma che poi non ti abbandonano per tutto il resto della giornata. A parte il fatto che non avrei mai fatto in tempo ad essere da lei per l’ora di pranzo, ho preferito godermi il fuorisalone per rientrare con comodo. Tornata a casa ho dovuto dare prima un aspetto decente alla casa, messa a dura prova dalla bellissima cena con 7 persone della sera prima (per altro organizzata all’ultimo secondo!! poveri i miei ospiti….) . Mi piace cucinare nell’ordine e nella pulizia altrimenti mi stanco tantissimo!

Ho aperto il frigorifero straboccante e ho estratto, con grande determinazione i miei ingredienti: 1 confezione di misticanza, 2 arance, 1 limone, 6/8 capesante, una noce di burro, fior di sale e olio.

Procedimento (supermegavelocissimo): dividere le capesante dalla conchiglia con attenzione e lavare accuratamente. In un piccolo padellino far sciogliere la noce di burro e adagiare all’interno i molluschi. Lasciar dorare da ogni lato per un totale di circa 5 minuti. Nel frattempo grattugiare la buccia di una delle arance precedentemente lavata e tenerla da parte. Spremere quindi l’arancia e il limone e filtrare il succo. Aggiungere al succo ottenuto un pizzico di sale e sbattere con una frusta mentre si unisce l’olio. Si otterrà così una vinagrette.  Pelare la seconda arancia con un coltellino affilato e prelevarne la polpa. Ora sarà sufficiente adagiare l’insalata in un piatto o una ciotola, accomodare sopra la polpa dell’arancia, le capesante (raffreddate un pochino) e la scorza dell’arancia. Irrorare il tutto con la vinagrette. Ecco pronta la mia insalata con capesante.

Si sta avvicinando l’estate…..che meraviglia!! aspetto con impazienza le primizie.

Keep in touch and keep cooking.

_MG_0259modificata _MG_0265modificata _MG_0264modificata

Parole Silenziose

IMG_1638

Normalmente tornando a casa a fine giornata il mio primo desiderio è quello di mettermi ai fornelli. E ‘ un po’ come staccare in maniera naturale da una giornata inevitabilmente pesante. E’ il confine tra lo spazio necessario e lo spazio intimo. Solo per me, o per chi decido sia con me. Ai fornelli non ci sono doveri, nel mio mondo. In cucina sono la regina e posso dipingere come voglio. Stasera sono sola a casa e posso stare in quel regno per un po’! Avevo bisogno di parole silenziose dopo il chiasso della giornata. Un po’ di pace nel rumore del mondo. Allora mi concedo un pic-nic, uno spuntino veloce così…senza apparecchiare…senza badare ai dettagli straordinari delle piccole cose. Un piatto, una torta pasqualina con carciofi e un po’ di funghi trifolati. Forse davanti al computer…..

Così ho tempo, tempo per scrivere..in silenzio….ogni tanto solo una piccola canzone scelta con cura. Ma poco perché la giornata ha già avuto troppe parole e non ne servono altre. Il lusso è il silenzio, il privilegio è sentire la pioggia fuori. Stasera bastano i pensieri.  Peccato che non si possa fare una mostra di soli pensieri. O forse sì. Sicuramente qualcuno ci ha già pensato. Di certo qualche artista è già riuscito, molto prima di me, a rendere i pensieri una mostra d’arte.  Altrimenti avrei potuto esporre al Fuorisalone, mannaggia! Questo week end ho avuto la conferma che la città è divisa a metà anche in queste occasioni. La Milano che vorrei (ah sì…abito a Milano) è quella che ho visto in Via Ventura, in Via Conte Rosso, insomma a Lambrate. Una Milano animata, una Milano vibrante che ti chiede che un sabato pomeriggio non finisca mai. Una città curiosa, non necessariamente colta o impegnata, ma almeno desiderosa di conoscere. E finalmente , dopo non so neanche quanto tempo, l’ho vista. Girando per le vie l’aria aveva il sapore di East London in una normale domenica di autunno, di Berlino in un giorno qualunque. Non c’era una categoria precisa…c’erano tutti, in giro, a spasso per una delle manifestazioni più settoriali che esistano. Ma non importa. Il design è stato per tutti, lo scorso week end. Chiunque avesse voglia di nutrire gli occhi ne ha avuto la possibilità. E chi non l’ha fatto?!?!? beh ..devo dire davvero peggio per lui. Lo stesso non posso dire della sera prima in Brera o Tortona. Decisamente popolate da un’altra Milano. Quella che è troppo occupata a rincorrere l’omologazione dell’essere. Che peccato! Potrei vivere in una città dalla quale non mi venga troppo spesso il desiderio di scappare. E invece no, purtroppo. Ma almeno, lo scorso fine settimana, ho scoperto anche che non sempre vorrei andar via. Ogni tanto vorrei restare ed esserne orgogliosa.

dal prezioso suggerimento di ogni mattina:

In una valle a due passi dal mare ora galleggia un paese in una minestra scura di ruote di corda di navi elicotteri e case Lo vedi che non c’è preghiera, che non c’è muro forte abbastanza, e non c’è altezza né distanza che basti E allora in cosa credi? Non hai una frase una parola chiave? Un altare per inginocchiarti, una statua antica da baciare? Credo alla stranezza del tutto. All’ingegnosa perversione che ci ha messo al mondo certi ad imparare questa confusione Non credi che ci sia un momento di sfuocata comprensione al primo suono emesso da tuo figlio, alla perdita di un genitore? Credo alla stranezza del tutto, all’istante fatale in cui tutto si compie, che sia nascita, amore, morte o incontro E le parole, tutte questa parole? Questi libri di avventura e amore sono tetti di paglia, rifugi, trincee per resistere a tanto insistito dolore E gli abbracci, i sorrisi, e le candele accese i pochi mezzi di cui disponiamo, le nostre piccole armi E allora in cosa credi? Non hai una frase mandata a memoria più duratura di qualsiasi legge Credo che scivola e sfugge, e quanto è breve lo capisci alla fine E’ una sfuriata e non resiste appiglio, e ricomincia tutte le mattine Si vive, è solo questo, si vive e non c’è altro da fare E dai forza a chi cade in salita e dolcezza a chi vuol farla finita Ogni giorno è inaspettato e tutto arriva senza spiegazioni e ti confonde con le emozioni E ti commuove e non dà soluzioni E le parole, tutte queste parole? Questi libri di avventura e amore sono tetti di paglia, rifugi, trincee per resistere a tanto insistito dolore E gli abbracci, i sorrisi, e le candele accese i pochi mezzi di cui disponiamo, le nostro piccole armi E le parole, tutte queste parole, queste nuvole di nebbia e fumo sono prati di neve, torrenti di poggia, momenti di ombra e respiro E i sogni, le carezze ai figli addormentati le poche cose di cui disponiamo, le nostro piccole armi In cosa credi… In cosa credi…

foto2

foto1

COOKINGSULLENUVOLE

Cucinare è Vita

She Loves Autumn

A Beauty Blog

Cuoca in prova

nata per vivere in un mondo di burro e zucchero

Gio.✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

PANEDOLCEALCIOCCOLATO

Cucinare è Vita

Note di Cioccolato

Cucinare è Vita

Ribes e Cannella

Cucinare è Vita

Due bionde in cucina

Cucinare è Vita

Cucinare è Vita

missbeckyscottage

Cucinare è Vita

Mon petit bistrot

Cucinare è Vita

Quinto Senso Gusto

Cucinare è Vita

Pane, burro e alici

Cucinare è Vita

Luca Centurelli

fotografia, siti internet, grafica: Ancona, Marche

Ascolta i sapori

Questa pagina e' un omaggio a chi mi ha fatto amare la cucina, i sapori di una volta, la qualita' e la ricerca, la passione, e qualche colpo di testa!

La Sphiga di Grano

Piccolo manuale di sopravvivenza alla celiachia