archivio | aprile, 2014

pancakes per il 1°maggio

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Sto per scrivere di un argomento che mi sta molto a cuore e ne sono molto felice. L’ho già detto e molti di voi lo sanno già, perché è una di quelle cose che non mi stancherò mai di sostenere. Noi italiani amiamo la buona tavola, la cucina in ogni sua sfumatura ma facciamo poco colazione insieme, sopratutto a casa. Per molti far colazione a casa vuol dire un tè, un caffè o un latte veloce con biscotti industriali. Vorrei essere quindi una delle voci fuori dal coro che predilige la colazione fatta in compagnia, con calma e mangiando cose buone. Capisco bene che in settimana non sia molto fattibile fare colazione in mezzo agli amici ma non è veramente necessario rinunciare a molto per farlo per bene. Basta uno yogurt con frutta fresca e una fetta biscottata con marmellata, per rendere migliore ogni mattina. Ci vogliono veramente 5 minuti in più del normale e questi pochi istanti, secondo me, valgono molto più del sacrificio che richiedono. Nel week end, invece, la colazione dovrebbe essere un rito da assaporare con lentezza, con le persone che amiamo e godendo di cibo cucinato con calma. Ho imparato tutto questo sulla mia pelle. Viaggiando e ospitando amici provenienti dall’estero ho capito come si faccia colazione in modo differente in paesi anche così lontani dalla nostra meravigliosa tradizione gastronomica. E allora perché noi dobbiamo accontentarci di ingerire un cappuccino e una brioche in tre minuti in piedi al bancone di un bar? Con tutto il rispetto per ogni abitudine, penso che sedendo qualche minuto anche al bar (se non abbiamo voglia di preparare a casa) saremmo meno frettolosi, ci prenderemmo cura di noi! Che sia settimana o weekend sulla mia tavola al mattino non manca mai il succo di limone, ( https://cookingsullenuvole.com/2014/04/03/per-perdermi-di-nuovo/)  futta fresca o cereali , tè o caffè, fette biscottate o pane caldo con marmellata. Ancora addormentata preparo la colazione. Ci vogliono pochi minuti, ma posso garantire che la giornata inizia in modo diverso. C’è tempo per dormire ma il momento speciale della colazione tutta per voi non ha prezzo, parola mia (e di tutti coloro i quali sono abituati a venire a casa mia per le famose colazioni del weekend)!! Per questo vi svelerò la ricetta dei pancakes che preferisco. E’ una ricetta sperimentata. E’ frutto di alcune prove attingendo da diversi libri e da consigli preziosi di amici. Ma la versione definitiva è tutta mia.

Ingredienti (per 4 persone): 100 gr. di farina bianca, 100 gr. di latte, 1 uovo, 1 noce di burro, 1 cucchiaino scarso di bicarbonato, 1 pizzico di lievito per dolci, sciroppo d’acero, 1 pizzico di sale.

Procedimento: in una ciotola mettere la farina, l’uovo, il sale, il lievito e il bicarbonato. Mescolare dolcemente con un cucchiaio di legno aggiungendo, piano piano, il latte. Scaldare una padella antiaderente e mettere una noce di burro che deve essere tamponata con dello scottex per togliere la parte in eccesso. Versare un mestolo dell’impasto per ogni pancake e lasciare che si allarghi, piano piano. Versare altri due o tre mestoli di composto, a seconda della grandezza della vostra padella. Sarebbe meglio che ogni pancake non si attaccasse agli altri. Attendere due minuti e girare i pancakes dall’altro lato e cuocere per altri due minuti. Togliere dal fuoco e disporre su un piatto. Procedere fino a terminare l’impasto. Servire caldi con sciroppo d’acero, frutta o marmellata.

Abbinamento preferito: fragole fresche, panna montata

Soundtrack (del famoso Dj che viene sempre a mangiare i miei pancakes):  www.youtube.com/watch?v=ePMvgRGm73U

keep in touch and keep cooking (and having breakfast)

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Norma, sotto il caldo sole della Sicilia

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Ieri ho pensato tutto il giorno alla ricetta di cui parlarvi quest’oggi. La pioggia battente non ha lascia molto spazio, tuttavia, alle cose piacevoli. Ma a discapito del freddo e dell’umidità, ho deciso di raccontarvi un piatto a me molto caro. Torniamo in Sicilia, dove regna il sole e le verdure crescono rigogliose. Pensiamo all’estate, alle colline dell’entroterra, ai piedi dell’Etna. La vista si perde tra i filari di ulivi e le coltivazioni di pomodori e melanzane. L’aria è secca, calda e avvolgente. Regna la quiete e ogni tanto si vede all’orizzonte un cane randagio che vaga in mezzo alla campagna, tra la terra scura arata di recente e file sterminate di agrumi. E’ l’ora del sonnellino pomeridiano e fino alle 16.30 niente si muoverà. Si può immaginare una spiaggia lontana brulicante di bambini che giocano e di persone in vacanza che discutono animatamente sotto l’ombrellone con i propri familiari. Ancora più avanti possiamo trovare la piana di Agrigento dove turisti curiosi camminano tra le maestose colonne doriche di epoca ellenica. La Sicilia racconta sempre tantissime storie ma queste immagini sono quelle che nella mia testa risuonano felici sentendo parlare di questa terra tanto ricca e piena di fascino. Per tutte queste ragioni ho deciso che per tutti voi oggi ci sarà il sole e si mangerà all’aria aperta con un buon bicchiere di Glicine ghiacciato ad accompagnare le mie mezze maniche alla Norma:

Ingredienti: pasta di grano duro trafilata a bronzo, salsa di pomodoro (meglio se fatta in casa), aglio, olio evo, sale, melanzane, ricotta salata.

Procedimento: lavare e tagliare le melanzane a cubetti. Mia nonna, in realtà, le ha sempre messe sotto sale per 30 minuti, prima di cuocerle, per eliminare il sapore amarognolo. Io di recente lo faccio meno ma è comunque una buona tecnica (e se lo dice la nonna potete esserne certi). Disporle in una padella con un pochino di olio e uno spicchio di aglio e accendere il fuoco. Lasciarle cuocere finchè non diventeranno belle dorate mantenendo la consistenza piuttosto soda. Quindi condire con il sale e lasciarle intiepidire. In un pentolino mettere a scaldare la salsa di pomodoro (presto vi darò la mia ricetta personale della salsa…ma serve un clima più consono) finchè non sarà cremosa e calda al punto giusto. Mettere a cuocere la pasta in acqua salata e scolarla quando ancora sarà al dente. Condire con il sugo di pomodoro, aggiungere le melanzane e, direttamente nel piatto, terminare con una bella manciata di ricotta salata grattugiata. Non ve ne pentirete, prometto!!!

n.b. le melanzane dovrebbero essere fritte ma io non mi sento mai di appesantire un piatto così speciale, perchè altrimenti non potrei mangiarlo così spesso!!

p.s. forse oggi il tempo migliorerà! Let’s see!!!

Soundtrack (magicamente selezionata dal mio instancabile Dj): http://www.youtube.com/watch?v=rublV5LQ5Ds

keep in touch and keep cooking

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Turnè, un bistrot da non perdere

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Come non detto, le previsioni per ieri erano abbastanza corrette anche se tutto sommato non ha piovuto così tanto come si pensava inizialmente. Da una giornata di primavera si è passati direttamente all’autunno. Per non farci mancare niente abbiamo passato una giornata in famiglia a casa. Un pranzo semplice e veloce e poi sport in tv e pigrizia. Era necessario per riportare tutti all’inesorabile realtà settimanale in modo dolce. Forse era il modo migliore di finire questi giorni di festa. Ma la vera fortuna è che giovedì sarà ancora vacanza. Aggiungendo il mercoledì ho scelto di tornare nella mia adorata Londra. Doveri di zia, per prima cosa. In secondo luogo, sono passati quasi tre mesi dall’ultimo veloce week end e, come forse ormai saprete, la città mi richiama a sè in modo inesorabile.
Per la serata abbiamo deciso di andare fuori a cena (ancoraaa!!!). Nonostante i troppi ristoranti di questi giorni, sono contenta perchè la destinazione scelta è il Turnè a Monza. Un locale che amo tantissimo. Al piano di sotto c’è il bar. Arredato in modo gustoso alterna pezzi di recupero a qualche elemento di modernariato. E’ un luogo sempre frequentatissimo dai monzesi e non solo, giovani e meno giovani. Sicuramente il personale sempre squisito lo rende un luogo dove ci si sente a casa. Organizzano spesso eventi interessanti come colazioni, aperitivi, concerti e serate dedicate al cinema. Al piano di sopra c’è un delizioso bistrot. I tavoli sono disposti in modo accurato affinché la privacy di ognuno sia rispettata. Il menù è sempre aggiornato secondo la stagionalità, prediligendo prodotti freschissimi, ricercati e di qualità. Mi è capitato di tornare in periodi diversi e non sono mai rimasta delusa. Ci sono piatti di carne, pesce e verdure per tutti i gusti. Al lunedì sera organizzano anche cene vegane biologiche. I loro risotti sono leggendari così come i dolci, rigorosamente fatti in casa. Questa volta ho scelto di assaggiare le tartare. Contrariamente alla buona norma ho ordinato tartare di salmone, pomodoro e basilico con tartare di ombrina, arance e finocchi per antipasto. Ho proseguito, poi, sempre con una tartare ma di manzo, condita al momento. Normalmente non l’avrei mai scelto per non mischiare carne e pesce ma, invece, è stata un’ottima idea. Freschissima, gustosa e decisa. Non riuscivo a rinunciare a nessuna delle due portate.

Per gli amanti del dopo cena è comunque un’ottima opzione. Per prima cosa è possibile bere un buon cocktail o una birra. Altrimenti si può comunque assaggiare una buona fetta di torta in un’atmosfera calda, rilassante e ed estremamente accogliente. Anche nella vicina Monza abbiamo la fortuna di trovare locali speciali e questo non è da sottovalutare. Provate il Turnè, non rimarrete delusi.

Soundtrack per leggere questo post (sempre dal mio Dj preferito)   http://www.youtube.com/watch?v=GiqOsKngc-c

Keep in touch and keep cooking

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Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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