Archivi delle etichette: cibo per l’anima

il giardino segreto

foto 3Giornata di lavoro intenso. Ogni tanto sembra che il tempo non sia sufficiente per fare tutto ciò che vorremmo in una giornata. E’ inesorabile e capita a tutti. Io mi sforzo moltissimo per cercare di fare le cose con calma ma è veramente dura star dietro a tutti gli impegni. Forse ne servirebbero meno, forse dovremmo rallentare un po’ tutti. Ogni tanto penso che una piccola responsabilità sia della mia amata Milano. La mia città corre decisamente troppo e senza senso. Mi viene spesso da chiedermi se altrove si viva in modo più tranquillo, più a misura d’uomo e la risposta è sempre sì. La fantasia, probabilmente di molti, è quella di trasferirsi, un giorno. Chissà se rimarrà solo un desiderio nel cassetto. Forse avete già capito che sono convinta che i sogni, ogni tanto, abbiano bisogno di essere rincorsi senza aspettarsi che siano loro a venire da noi. Certamente ho imparato che qualche piccolo momento per me è fondamentale. Allora, tra un appuntamento e l’altro, tra una riunione e mille telefonate, cerco il mio “giardino segreto“. Un piccolo luogo dove poter essere solo io, per un momento, per qualche minuto. Metto il telefono in modalità silenziosa, lo ripongo in tasca (rigorosamente) e mi godo la magia. Oggi questa scelta è venuta direttamente dagli occhi e dalla pancia. Il sole mi ridona la felicità e il desiderio di passeggiare e la voglia di un dolce speciale mi ha fatto pensare ad uno dei luoghi che amo di più in città. Un posto dove ti senti a casa, dove anche se non hai mai visto le altre persone, è come se li conoscessi da sempre. Pavè 

Il progetto dei fondatori è pieno di energia e vitalità. La mia prima volta al Pavè è stata a luglio 2012. Penso avessero aperto da poco e un’amica che abbiamo in comune ha festeggiato il suo compleanno proprio da loro. E’ stato un colpo di fulmine, mi sono innamorata. Nel tempo l’ho consigliato a tutti e nessuno è mai rimasto deluso. In moltissimi hanno già parlato di loro ma sono così bravi da meritare che l’eco del loro lavoro prosegua inesorabile. Non voglio parlarvi di  cosa ho scelto oggi tra tutte le meraviglie che preparano perché vorrei che tutti voi che mi leggete andaste da loro per trovarvi davanti al bancone in trepida indecisione perché è tutto così invitante. Fatemi sapere cosa ne pensate, mi raccomando.

http://www.pavemilano.com/

Keep in touch and keep cooking.

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Dio non cerca in te parole, ma il cuore. Sant’Agostino

Il desiderio di scrivere di nuovo viene dritto dal cuore. L’occasione è stata la mostra Body Worlds di Gunther Von Hagens in esposizione a Milano alla fabbrica del vapore. Un grande show anatomico di veri corpi umani che, nel mondo, ha già incantato 35 milioni di visitatori. Non sono un medico nè un’esperta di arte ma posso dire con certezza che questo imponente lavoro rapisce i sensi e stimola l’apprendimento. Lo spunto rinascimentale è chiaro, così come l’intento scientifico. La cosa sorprendente, però, è la visione umana di questi corpi. Gunther (mi piace considerarlo uno di “noi”) si sofferma sulle espressioni dei corpi senza tralasciarne i limiti e le potenzialità. Salute e malattia sono due facce della stessa medaglia. E’ evidente l’attenzione del medico nei confronti del sistema cadiovascolare ed è altrettanto chiara la propensione dell’artista nei riguardi della vitalità dell’essere umano. L’emblema è il cuore, il primo organo vitale a svilupparsi nell’embrione e il muscolo più straordinario che determina la vita o la morte di un corpo. Viene anche mirabilmente trattato l’aspetto più psicologico attraverso l’analisi delle emozioni e le conseguenze che regolano l’organismo. La tecnica della plastinazione è quindi un buon motivo di riflessione culturale e antropologica che bene si sposa con il lavoro compiuto da questo medico e dalla volontà dei donatori.

Troppo spesso non ci curiamo di quel muscolo grosso quanto un pugno che abbiamo in mezzo al petto. Eppure è proprio da quelle dolci pulsazioni che dipendono le nostre emozioni, le nostre reazioni e il nostro star bene. Persino il cibo è complice in grande misura del nostro benessere. All’interno dell’esposizione, in una nicchia un po’ nascosta e lontano dai corpi leggiadri posti sotto i riflettori, ci sono una serie di fotografie. In ogni immagine ci sono i componenti di una famiglia in diversi paesi del nostro mondo attorniati da tutto il cibo che normalmente consumano in una settimana. Sotto un cartellino indica il paese di provenienza e la spesa totale per quel cibo. Se ci si sofferma un minuto, la riflessione viene spontanea: “Wow!!!”

Nonostante le migliaia di chilometri che apparentemente dividono alcuni paesi, la globalizzazione in ambito alimentare tende ad assottigliare quella distanza in maniera considerevole. E non penso sia proprio un bene. Bibite gasate, junk food, prodotti preconfezionati rendono alcune tavole di queste foto molto simili tra loro e così i commensali che ci sono attorno. Dobbiamo stare in guardia, curarci di ciò che mangiamo e sopratutto non sottovalutare mai che la nostra è una macchina perfetta che ci chiede solo di essere alimentata con il miglior carburante.  Persino alla nostra automobile, qualcuno di noi, riserverebbe nutrimento migliore di quello che ho visto in queste case del XXI secolo.

Il sapore, una volta usciti dalla mostra è agrodolce. Non puoi non rimanere colpito dal rosso vivido del cuore che, in una teca ben illuminata, apre l’esposizione. Non puoi smettere di pensare a quei dettagli minuziosi che compongono il nostro organismo. Non puoi neanche dimenticare gli organi maltrattati dal fumo, le tracce evidenti di malattie incurabili e i tumori che si insidiano nella nostra più profonda intimità. E come spesso accade ti ripeti che dovrai fare più attenzione a ciò che mangi, a quanto ti muovi e a come vivi.

L’argomento mi è molto a cuore. Credo fermamente che sia necessario nutrirsi con criterio senza tradire il proprio corpo. Mi rendo però conto che non è semplice come a dirsi. Per coloro i quali la nutrizione è un passatempo come per me, è facile pensare che sia sufficiente mangiare in modo equilibrato senza dilettarsi in “merendine e fuori pasto”, ma credo che la faccenda sia molto più complicata. Quindi ad ognuno rimane la scelta di tentare di mangiare quanto più sano possibile.

Tornando a casa, probabilmente per scaldare ancora un po’ il cuore dopo questa bella esperienza, ci voleva un aperitivo: “Cantine Isola” nel cuore di Chinatown. In questo luogo il tempo si è fermato. Puoi non tornarci per mesi e troverai sempre la stessa cortesia, professionalità e qualità che caratterizzano questa cantina vera e propria. La Signora alla cassa è sempre pronta a farti un sorriso e al bancone c’è sempre qualcuno che ti farà assaggiare un buon calice di vino di una cantina che fino ad allora non conoscevi. Il pensiero?? : “Basta veramente poco anche per essere felici….se solo ascoltassimo un po’ di più il nostro cuore! Sant’Agostino ce l’ha ricordato e noi dobbiamo solo fare lo sforzo di non scordarlo in fretta!”

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Fai bei sogni. Anzi, fateli insieme. Insieme valgono di più

La più grande soddisfazione di questo lungo mese di vacanza è stata la lettura. Una delle migliori passioni che riconosca. Così nobile da avere, a mio avviso, il privilegio di essere possibile solo quando veramente si ha il tempo per farlo. Non riesco a leggere due paginette al volo quando sono stanca. Non lo trovo giusto perchè i pensieri di altri devono essere rispettati, venerati. La cosa bella, però, è che quest’anno sono riuscita a farlo senza nulla togliere al resto, senza isolarmi immergendomi solo in un libro.
Passata la spensieratezza delle vacanze sono tornati i desideri sopiti appena sotto la superficie. Devo dargli ascolto, prima o poi! Vorrei, per fare questo, affidarmi alla pazienza che qualcuno mi ha insegnato condita da quel pizzico di determinazione che mi contraddistingue e che, misteriosamente, ogni tanto, mi abbandona per andare a coccolarsi tra le braccia di qualcuno che evidentemente è in grado di farne buon uso. Forse il mio ostacolo è la compagnia. Nel libro che sto leggendo una mamma dice al suo piccolo: ” Fai bei sogni. Anzi, fateli insieme. Insieme valgono di più.” E’ come se ogni tanto non mi importi più di essere la Vera Me per accontentarmi di essere qualcun altro. Per fortuna non mi abbandona, però il pensiero dell’azione . E’ quindi tempo di agire per non alimentare quelle vocine che si nutrono di inazione . Non rinunciare!! Voglio che il motto sia questo, per oggi!! Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo, ma non riuscirai mai a liberartene. E’ questo che devo tenere a mente. Desidero alzarmi pensando proprio a questo. Si può fare? Io penso di sì! Devo mettere in fila le idee, fare odine nei pensieri. Probabilmente è solo questo il punto.

Tornata dalle vacanze ho avuto il desiderio di ripartire dalla base. Ho comprato tre cassette di pomodori e 5kg di pesche e ho iniziato a preparare salsa e marmellate. Voglio partire dalle prime e piccole cose. Sperimentare ogni cosa che in cucina non ho mai fatto. E così sia! Ho proseguito con un dolce pesto direttamente prodotto dalle mie preziose piante di basilico e con un po’ di susine mature che hanno prodotto una confettura artigianale di tutto rispetto. La conclusione? tanta fatica per tanta soddisfazione!! Tornerò alle torte, forse…o forse a qualcos’altro!!! Ve lo racconterò!!

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Gingerella La Dolce

"Se non hanno pane, che mangino brioches" Cit. Maria Antonietta

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