archivio | settembre, 2014

pasta e fagioli e responsabilità

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Ieri pensavo alle responsabilità. C’è chi ne ha troppe e chi ne vuole sempre di più. Ci sono quelli che non se ne prendono mai, neanche se sono costretti. Qualcuno le rifugge e qualcuno le accetta mestamente. Secondo me alcune volte sono proprio necessarie, sono esattamente un passaggio propedeutico che genera energia. Non vi è mai capitato di fare qualcosa solo per dovere che poi si è trasformato in un’occasione preziosa? a me sì. La mia generazione ha qualche problema con le responsabilità. Senza voler generalizzare, siamo cresciuti in un mondo che cominciava a vivere non solo di difficoltà primarie quindi ci siamo lasciati cullare dolcemente da tutto ciò che i nostri genitori, dopo tanti sacrifici, sono riusciti a darci. Poi la situazione ci è sfuggita di mano. Abbiamo cominciato ad avere difficoltà nelle relazioni. Dalle famiglie indissolubili all’interno delle quali, però, nessuno si poneva molte domande su se stesso, siamo passati a fare in modo che il noi più capriccioso prendesse il sopravvento eliminando con facilità chi, magari per banali ragioni o solo per un attimo, è entrato in conflitto con noi. Non era meglio una sana mezza misura? È più facile dire: “è colpa sua se sto male”, “mi tratta male”,  senza poi fare nulla per affrontare la situazione, nella convinzione irrazionale che l’altro “dovrebbe capirlo da solo”, oppure che “tanto non cambierebbe nulla”. Quella parte fragile e vulnerabile presente dentro ognuno di noi che si sente dipendente, e che crede di non poter gestire da sola il proprio mondo emotivo, ha bisogno di essere aiutata e consolata, ha bisogno di essere sostenuta nell’affrontare il mondo. Da chi? non da altre persone, certamente. Da noi stessi.  Le nostre emozioni appartengono, prima di tutto, a noi e a nessun altro; queste emozioni hanno un significato preciso che non dipende dalla situazione che le ha “risvegliate”, ma dalla nostra personale esperienza passata e dalle aspettative costruite nel tempo attraverso le relazioni con il mondo. Le emozioni dovrebbero essere accolte ed ascoltate, e non combattute. Gli altri non possono in alcun modo essere gli artefici della nostra felicità o del nostro dolore, se non glielo permettiamo noi per primi. Siamo dunque noi gli unici e veri responsabili dei sentimenti che proviamo; non dovremmo dargli la giusta dignità?  dovremmo lasciare le emozioni libere da etichette, ricordandoci di comunicarle sempre agli altri. Il prossimo non sempre è in grado di capire cosa stiamo provando, anche quando la nostra emozione è generata proprio da quella persona. Non vale la pena dirlo, allora? senza darlo per scontato. Aprire il nostro cuore alle emozioni ci permetterebbe, forse, di creare un ponte tra noi e gli altri . Ci sentiremmo più simili, meno sbagliati e meno dipendenti. E finalmente potremmo veramente condividere con responsabilità.

Come sono seria, oggi….quasi non mi riconosco!

Un piatto tradizionale, visto con i miei occhi e familiare al mio palato: pasta e fagioli.

Ingredienti: sedano, carote, cipolla, fagioli borlotti freschi, rosmarino fresco, sale, pepe, olio evo, ditalini integrali.

Procedimento: preparare un trito di sedano,carote e cipolla. Mettere in un tegame e lasciar imbiondire qualche minuto. Aggiungere i fagioli borlotti freschi (opportunamente sgranati) e unire acqua fino a coprire i fagioli di un paio di centimetri. Condire con sale, pepe e un rametto di rosmarino. Lasciare cuocere per circa un’ora coprendo con il coperchio per metà. A cottura completa estrarre un paio di mestoli di fagioli, metterli in un recipiente e frullare con un frullatore ad immersione. Unire nuovamente la crema ai fagioli. Portare ad ebollizione in un’altra pentola l’acqua salata per la pasta. Versare i ditalini e portare a cottura. Unire i ditalini ai fagioli. Condire con un filo di olio crudo.

Ci sono molte opzioni da poter aggiungere. Per esempio pancetta, lardo, salvia e aglio. Amo la pasta e fagioli leggera, con sapori ben definiti e non troppo invasivi. Quindi quella sopra descritta è la mia personale versione piena di personalità…a proposito!

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=0E1bNmyPWww

keep in touch and keep cooking.

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melanzane sott’olio: tradizione di mamme

_MG_4420modificataE’ giunto il momento propizio per svelare una ricetta specialissima della quale, anche io, sono entrata in possesso da pochissimo: melanzane sott’olio. La custode di questa meraviglia culinaria è Mariangela, mamma della mia amica Daniela. Di loro ho già parlato, o meglio, ha parlato proprio Daniela https://cookingsullenuvole.com/2014/05/26/daniela-e-il-pranzo-in-famiglia/ . Io non so come facciano le nostre madri e le nostre nonne, ma ho sempre l’impressione che ci siano delle cose che solo loro sanno fare a meraviglia. Hanno imparato senza avere trecento coltelli con lame differenti a seconda dei cibi che devono tagliare, senza robot da cucina in grado di svolgere qualsiasi mansione complessa o faticosa. Non leggono le ricette e non le hanno mai scritte. Usano pentole e padelle che raccontano le storie delle loro famiglie, dei loro matrimoni. Alcune non sapevano neanche cucinare quando, da giovani figlie, sono divelte spose e son uscite di casa, inconsapevoli della vita che le stava attendendo. Sono pronte a tutto; alcune volte fanno finta di non vedere o di non saper ma conoscono alla perfezione tutto quello che accade nelle vite dei loro bambini. Si svegliano all’alba per il pranzo della domenica, trafficano in cucina con il solo scopo di avere la famiglia tutta unita. Non tollerano le discussioni tra fratelli, anche quando sono semplici scambi di opinioni. Sono donne passate attraverso decenni di cambiamenti. Tengono duro con tenacia nei duri momenti della vita e scortano la famiglia attraverso le avversità. Si sforzano anche di cambiare, di stare al passo con i tempi e con i figli che rincorrono la vita. A volte usano parole sagge per riportare le cose alla giusta dimensione, altre volte perdono la pazienza, ma ogni volta lo fanno con amore, per amore, per noi e per le persone che amano. Non mi stancherò mai di parlare di loro: c’è una sorta di filo conduttore tra le nonne e le mamme e la speranza che ho è che quel sapere possa tramandarsi come patrimonio genetico indissolubile anche a me, a noi, ai nostri bambini e a chi verrà in futuro. Vorrei non trascurare mai queste donne perché siamo ciò che siamo, grazie a loro. Non perdiamo i preziosi momenti che ci dedicano, stiamo loro accanto e respiriamo il profumo della loro esperienza e dell’amore unico e discreto che nutrono per noi.

Ecco quindi la ricetta delle melanzane sott’olio di Mariangela:

Ingredienti: 3kg, di melanzane, sale fino, 2lt. olio evo, 1 lt. aceto di vino bianco, limone, aglio, peperoncino, menta, basilico, alloro. (la quantità delle melanzane è data solo dal tempo e dallo spazio che avete a disposizione, ma con meno di 3 kg. rimarrete delusi perché finiranno in un baleno)

Procedimento: sbucciare le melanzane e tagliarle a fette di circa 5 mm. Ragliare le fette a listarelle. In una pentola capiente inserire le listarelle cospargendo di sale fino. Ogni due melanzane ci vorrà circa una manciata e mezza di sale. Coprire con uno straccio adagiandolo sulla pentola. Mettere un peso sulla penzola in modo che le melanzane siano ben premute e rilascino la loro acqua naturale. Lasciare riposare per almeno 12 ore. A questo punto sciacquare le melanzane e mettere a bollire una grossa pentola con all’interno acqua e aceto (2 parti di acqua e 1 di aceto) e un limone tagliato a metà. Appena l’acqua prenderà bollore, immergere le listarelle di melanzane e lasciare cuocere per circa 5 minuti (o comunque fino a quando non saranno diventate belle bianche). Scolare e lasciare raffreddare su un panno di cotone con l’accortezza di separarle le une dalle altre molto bene. Nel frattempo preparare un trito di menta, basilico, aglio e peperoncino. Quando le melanzane saranno ben fredde e asciutte devono essere unite al trito e girate molto bene in modo che i profumi possano spargersi bene su tutta la quantità delle melanzane. Sterilizzare tutti i vasetti e adagiare sul fondo una foglia di alloro. Riempire con le melanzane condite fino ad un centimetro e mezzo dal bordo in alto. Coprire le melanzane versando olio evo in abbondanza e lasciare raffreddare ancora. Le melanzane faranno delle bollicine che verranno in superficie. Smuovere leggermente i barattoli e poi chiudere con tappi nuovi ed ermetici. Lasciare un paio di settimane in luogo asciutto e buio. Su una fetta di buon pane sono divine.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=m7rbptCL7XA

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polipo e patate e nerwborns

_MG_3562modificataRagazzi quante emozioni. Pensavo sarebbe stata una settimana dura per la ripresa al lavoro e mi sbagliavo. Non mi sono accorta. non ho fatto in tempo. Mi sono nati due nipoti a pochi giorni di differenza l’uno dall’altro. Quindi sono stata in ospedale in due occasioni diverse. Ho osservato questi batuffoli: alcuni dormivano beati, altri disperati per la fame o forse perché tutti insieme nella nursery. Ho riflettuto sulle storie meravigliose dei parti di queste amiche, tutte diverse tra loro ma con un denominatore comune: l’emozione estrema. Ho cercato di intravedere nei volti stravolti di questi genitori  la gamma più sfumata di tutti i sentimenti possibili ed immaginabili. Nonostante la fatica e la mancanza di sonno, l’adrenalina dovuta al miracolo li tiene sveglissimi e pronti a qualunque microscopica ed impercettibile esigenza dei loro bambini. Ognuno porta la sua storia, quello che è veramente. Tutte queste caratteristiche personali, in queste occasioni, scorrono senza freni mostrando proprio l’aspetto più unico ed incredibile di ognuno. Il modo in cui questa esperienza unica di vita si affronta è veramente un fatto personale. Non credo sia possibile trovare due esperienze simili. La fragilità di questi momenti mette a dura prova anche l’animo più razionale; viene fuori ogni caratteristica dell’aspetto umano. Credo che niente sia paragonabile. Credo che nessuno possa, raccontandolo, rendere bene l’idea di cosa si provi. Quello che è entusiasmate è assistere al miracolo della nascita, perché i bambini sono veramente doni preziosi dal cielo. Ho visto e partecipato a lacrime di gioia di nonni e amici. E’ inevitabile e meraviglioso. Sono tornata a casa con il sorriso stampato in viso, quasi a formare una ruga di espressione. Finalmente una ruga che è piacevole avere sul volto. La settimana delle emozioni non è ancora finita. Oggi partecipo ad un matrimonio quindi altre lacrime, altre emozioni e altre felici congratulazioni. Quella che si potrebbe definire una vera settimana di amore. Mi piace pensarla così.

Mi congedo e corro a prepararmi lasciandovi una ricetta speciale e augurandovi buon fine settimana al sapore di polipo con patate. E’ un piatto semplice e gustoso, come piace a me!

Ingredienti: polipo fresco, patate, prezzemolo, alloro, sale, pepe, olio evo.

Procedimento: Mettere a bollire le patate e lasciarle cuocere finché non saranno pronte. Sbucciarle e tagliarle a cubetti. In un’altra pentola far scaldare l’acqua salata con qualche foglia di alloro. Quando avrà preso bollore immergere e togliere i tentacoli tenendolo dalla testa, per 3 o 4 volte, affinché si arriccino e si ammorbidiscano . Immergere quindi il polpo intero, abbassare il fuoco al minimo e coprire con un coperchio la pentola. Lasciare cuocere per circa 40 minuti. Spegnere quindi il fuoco e lasciare raffreddare bene lasciandolo immerso nella sua acqua di cottura. Una volta che sarà tutto tiepido, tagliare il polipo rimuovendo le parti di pelle gelatinose e unirlo alle patate tagliate. Condire con sale, pepe, olio evo e prezzemolo tritato. Si possono aggiungere olive taggiasche e aglio se sono graditi.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=XXmlJQN5Pm8

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