archivio | aprile, 2014

capesante al fuorisalone


foto-3fuorisalmodifIl fuorisalone non mi delude mai. Anche una persona critica ed esigente come me non può che deporre ogni scetticismo a proposito di una manifestazione così leggera e piena di energia. E’  uno dei pochi momenti dell’anno dove la città risulta vibrante a dispetto del traffico che aumenta. I cortili aperti sono così pieni di fascino da farti sentire un turista anche se hai vissuto tutta la tua vita a Milano. Si entra nei negozi e negli spazi allestiti con disinvoltura come se i luoghi fossero un tutt’uno con gli avventori. Nonostante i molti impegni del week end non ho potuto rinunciarci. Sono approdata presto in zona Ventura Lambrate e ho esplorato ogni angolo con attenzione, rapita da alcune idee geniali. Non nascondo che avrei potuto comprare un sacco di cose in preda all’entusiasmo per quanto esposto. Ho ascoltato le persone chiacchierare durante il loro passeggio per notare quanto ognuno porti ciò che ha dentro, anche quando osserva il design nella sua forma più autentica. E’ stato bellissimo. So di essere ripetitiva ma questa è la Milano che vorrei sempre. Quella un po’ meno snob e un po’ più internazionale, che lascia venire a sè il resto del mondo. Alle 14.00, rapita dalla fame, mi sono ricordata che le intenzioni per la giornata prevedevano anche un po’ del mio tempo preferito: quello in cucina. Rientrata alla base ho dato spazio al mio bottino di ieri conquistato al mercato. Faceva caldo e ormai era pomeriggio inoltrato. La nonna mi aveva invitata a pranzo, come ogni domenica, proponendo uno di quei piatti deliziosi che amo mangiare ma che poi non ti abbandonano per tutto il resto della giornata. A parte il fatto che non avrei mai fatto in tempo ad essere da lei per l’ora di pranzo, ho preferito godermi il fuorisalone per rientrare con comodo. Tornata a casa ho dovuto dare prima un aspetto decente alla casa, messa a dura prova dalla bellissima cena con 7 persone della sera prima (per altro organizzata all’ultimo secondo!! poveri i miei ospiti….) . Mi piace cucinare nell’ordine e nella pulizia altrimenti mi stanco tantissimo!

Ho aperto il frigorifero straboccante e ho estratto, con grande determinazione i miei ingredienti: 1 confezione di misticanza, 2 arance, 1 limone, 6/8 capesante, una noce di burro, fior di sale e olio.

Procedimento (supermegavelocissimo): dividere le capesante dalla conchiglia con attenzione e lavare accuratamente. In un piccolo padellino far sciogliere la noce di burro e adagiare all’interno i molluschi. Lasciar dorare da ogni lato per un totale di circa 5 minuti. Nel frattempo grattugiare la buccia di una delle arance precedentemente lavata e tenerla da parte. Spremere quindi l’arancia e il limone e filtrare il succo. Aggiungere al succo ottenuto un pizzico di sale e sbattere con una frusta mentre si unisce l’olio. Si otterrà così una vinagrette.  Pelare la seconda arancia con un coltellino affilato e prelevarne la polpa. Ora sarà sufficiente adagiare l’insalata in un piatto o una ciotola, accomodare sopra la polpa dell’arancia, le capesante (raffreddate un pochino) e la scorza dell’arancia. Irrorare il tutto con la vinagrette. Ecco pronta la mia insalata con capesante.

Si sta avvicinando l’estate…..che meraviglia!! aspetto con impazienza le primizie.

Keep in touch and keep cooking.

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sabato, il giorno più bello della settimana

foto 4-1Non amo dormire ma dopo una settimana frenetica, stamattina, ne avevo proprio bisogno. Non che mi sia alzata tardi ma fino alle 9,30 non sono stata in grado di intendere e di volere. Poi colazione con calma (ormai lo sapete) e un po’ di tempo per mettere insieme le idee. Il sabato mattina è il momento più bello della settimana. Hai davanti tutto il week end e tutto lo spazio che vuoi. Ho deciso che un giro al mercato sotto casa mi avrebbe aiutata a raccogliere i pensieri per le ricette che ho in mente per i prossimi giorni. Passeggiando mi lascio convincere da quello che vedo esposto sulle bancarelle. Il mercato è un luogo magico, per me. Da sempre adoro passeggiare tra la frutta e la verdura. I colori sono così intensi e pieni di vita. Mi perdo così tanto nei pensieri da non ricordarmi nemmeno di fare qualche foto per mostrarvi le meraviglie (mi rifarò, promesso!) . Spazio tra frutta e verdura, formaggi, pollame e pesce. Carica come un mulo , come sempre, torno verso casa ed è già l’ora di pranzo. Non ho tempo per lunghe preparazioni quindi decido di optare per una strategia che mi ha insegnato la bimba di una cara amica canadese: “fridge frittata“. Durante uno dei miei viaggi a Vancouver, una domenica mattina dopo una serata di festa, avevamo molti avanzi in frigorifero. Abbiamo messo insieme tutto quello che c’era e il risultato è stato un brunch delizioso. Per me è diventato quasi un rito. Ogni tanto, quando manca il tempo e in frigorifero restano solo una serie di avanzi e ingredienti in attesa di rifornimento, la risposta giusta è fridge frittata.

Ecco la mia ricetta di oggi: millefoglie di formaggio cremoso e salmone con crostino di polenta al gorgonzola.

Ingredienti: un rotolo di pasta sfoglia pronta da cuocere, qualche fettina di salmone (meglio selvaggio), formaggio cremoso (quello che preferite), cipolle rosse di tropea, uova di lompo, della polenta di Storo (già cotta ieri), un pezzetto di gorgonzola e latte q.b.

Procedimento: tagliare la pasta sfoglia a quadretti (8X8 andrà bene) e metterli in forno a 180° dopo averli sistemati su una placca o una teglia ricoperta di carta forno. Nel frattempo tagliare una cipolla rossa molto finemente e unirla al formaggio cremoso fino ad ottenere una crema soffice. Quando la sfoglia sarà pronta e si sarà raffreddata, potete montare la millefoglie. Il primo strato di pasta sfoglia, poi la crema di formaggio e un paio di fettine di salmone. Consiglio due strati massimo e, se possibile, mettere la crema di formaggio con una sacca da pasticcere (per evitare di schiacciare la pasta sfoglia). In cima mettere un cucchiaino scarso di uova di lombo. A me piacciono e si abbinano veramente bene ma so che non tutti le gradiscono quindi possono essere facilmente eliminate.

Per il crostino di polenta bisogna saltare in padella un avanzo di polenta di eri tagliato sempre a quadretti e, nel frattempo, sciogliere in un pentolino una fettina di gorgonzola con un goccino di latte fino ad ottenere una cremina abbastanza densa. Una volta che la polenta è bella dorata sarà sufficiente adagiare la cremina sopra la polenta e guarnire con un rametto di timo, se lo avete, altrimenti sarà pronto così. Dopo questa ricetta, sarà primavera anche nella mia cucina.

Godetevi il sabato e questo pallido sole.

Keep in touch and keep cooking.

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yogurt time

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Non posso neanche immaginare di svegliarmi e non fare colazione. Ho un risveglio piuttosto veloce e non amo dormire molto, ma appena aperti gli occhi riesco a fare solo pochi movimenti automatici. Quando, per ragioni di forza maggiore, devo posticipare la colazione (saltarla è impensabile), la giornata si inversa immediatamente.  A casa, durante il fine settimana, preferisco invitare amici e familiari per colazione piuttosto che per pranzo. Un giorno vi racconterò delle mie famose colazioni domenicali. Perché il tempo della colazione è un momento di pace con il mondo, uno spazio fra ognuno di noi e ciò che c’è fuori di noi. Quindi farla con calma è fondamentale. So bene che prima di uscire al mattino siamo tutti un po’ frenetici ma sono certa che bastino 10 minuti in più per cambiare una giornata. Per me è il massimo della vita. Vi è mai capitato di sentirvi felici dopo una colazione tranquilla mentre siete in vacanza?!?! ecco il concetto è quello. Se fatta con tranquillità e preparata con criterio ti lascia il sorriso fino a sera. Non deve mai mancare la frutta e un buon tè caldo. Aggiungo ormai da diverso tempo una fetta di pane tostato con marmellata e il succo di limone diluito con acqua (che vi ho consigliato qualche giorno fa). E poi lo yogurt. Ormai ho preso l’abitudine di farlo a casa. Qualche anno fa ho comprato una yourtiera che (per non molti euro) mi regala uno yogurt squisito. Con un litro di latte (intero, meglio fresco) e una bustina di fermenti lattici (che si acquistano in farmacia e si possono riutilizzare diverse volte) avrete un prodotto eccellente, sano e senza l’aggiunta di altri ingredienti. Provate ad assaggiarlo e sono certa che correrete a comprare la macchina per farlo.  Devo dire che, nonostante questo, non disdegno per niente anche gli yogurt che si comprano in alimentari e supermercati. Li riservo alle piccole pause della giornata, agli spuntini di metà mattina e pomeriggio. La macchina impiega dalle 7 alle 9 ore per preparare lo yogurt quindi ho imparato a prepararlo la sera prima di andare a dormire o la mattina prima di andare al lavoro. In pochissimi minuti basta mescolare il nostro litro di latte ai fermenti (o ad un vasetto della precedente preparazione) e versare il tutto nei bicchierini forniti con la macchina e impostare il cronometro. Le variazioni del tempo permettono di avere un prodotto più o meno denso e più o meno vicino allo yogurt greco. Quello che varia è proprio l’acidità e dipende molto dal gusto personale. Ognuno potrà scegliere il timing che preferisce. Per me 8 ore sono perfette. Ieri mattina uscendo (non ero in ritardo, stranamente), ho programmato la macchina e al mio ritorno ho trovato questa meraviglia. Quando ha finito è necessario lasciar raffreddare i vasetti prima di riporli in frigorifero quindi avete tutto il tempo e potete fare con calma. E’ possibile farlo anche in casa, completamente home made, ma sono una persona pratica quindi preferisco usare la macchina che è comodissima e poco costosa (visto l’uso assiduo si ammortizza brevemente).

Per oggi il mio menù è yogurt con fragole fresche. Se ne avanzerà qualcuna ho già in mente di frullarla con il frullatore ad immersione unita ad un po’ di succo di limone e una punta di zucchero.  E la mia merenda sarà pronta! Ho già l’acquolina in bocca!!! Ops è tardi…corro al lavoro!

Keep in touch and keep cooking.

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