archivio | aprile, 2014

i muffin del giorno dopo

_MG_0101modificataVolete sapere quale penso sia un grande difetto? la testardaggine. Ne sono stata gentilmente dotata in quantità spasmodica. Quando la distribuivano ero presentissima e attiva. Me ne sono accaparrata parecchia.

Ieri non vi ho detto che dopo il tentativo con i muffin ai carciofi miseramente fallito, mi sono svegliata e non ero ancora riuscita a smaltire la piccola sconfitta della sera prima. Mi sono alzata più determinata che mai. Dovevo rifarli! E questa volta, con la mia ricetta!non contenta ho deciso di farli sia di zucchine che di carciofi; Ho scelto di pubblicare questa ricetta (con le due varianti) a Pasqua per diverse ragioni: per prima cosa vorrei riservare ad uno dei prossimi giorni la ricetta con l’agnello perché lo avrete su molte tavole oggi e non avevo voglia di farvi leggere qualcosa ancora a proposito. In secondo luogo perché il buon esito del tentativo del mattino dopo è la dimostrazione della mia personale idea del credere nelle cose che facciamo.
La fede è certamente un concetto religioso di grande importanza e non vorrei assolutamente addentrarmi in qualcosa di così profondo e complesso. Devo però riconoscere che anche in ambiti più terreni e banali mi capita di trovare comunque ragioni legate a questo stato di affidamento, del lasciare che le cose vengano come è giusto che sia. Certo io ci metto un po’ di testa dura che non guasta mai!

Ecco quindi che alcune volte la cocciutaggine non è solo un difetto…è anche un dono che permette di non arrenderti mai, di lottare per essere felice senza accontentarsi di ciò che viene e senza aspettare che siano altri a darti ciò che meriti. Me lo ricordo spesso e vorrei ricordarlo anche a voi in questo giorno di Pasqua direttamente dalla città eterna, la magica Roma.

Ecco allora la (doppia) ricetta dei muffin con zucchine o carciofi:

Ingredienti: 250 gr. di farina (io ho usato integrale e biologica), 50 gr. di parmigiano, 1 bustina di lievito in polvere, 200 ml. di latte, 50 ml di olio di semi di girasole, 2 uova, 200 grammi di zucchine o carciofi (vedi preparazioni singole), 100 gr. di provola piccante, sale e pepe.

Procedimento: unire in una ciotola il latte, l’olio, le uova, sale e pepe e mescolare con una frusta. Mettere da parte.
In una terrina mettere la farina, il parmigiano, il lievito. Unire quindi gli ingredienti secchi con quelli liquidi. Aggiungere infine le zucchine o i carciofi secondo le varianti descritte qui di seguito. Preriscaldare il forno e intanto disporre l’impasto in 12 pirottini per muffin riempiendo ognuno per circa 2/3. Infornare per 25 minuti a 180° .

Variante zucchine: grattuggiare le zucchine a julienne.

Variante carciofi: pulire accuratamente i carciofi e tagliare in quattro parti. Mettere a cuocere con olio, acqua e aglio in una padella per circa 20 minuti a fiamma bassa. Far raffreddare e tagliare grossolanamente.

Tanti carissimi auguri di Buona Pasqua! Keep in touch and keep cooking.

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l’immagine del gambero

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Finalmente è arrivato il week end. Sono in aeroporto pronta a partire per la Capitale. Finirò questo post strada facendo. Ma sabato mattina deve essere pronto per voi. La mia decisione di non lavorare venerdì Santo, è stata una buona idea perché altrimenti non avrei potuto portare a termine tutte le cose che avevo in mente.

Mentre ero in macchina e ascoltavo la radio, ho sentito parlare di punti di riferimento. Il servizio, partito con un’ intervista a Gabriel Garcia Marquez, era incentrato sulle persone che ispirano ognuno di noi, sugli esempi che tendiamo in modo assolutamente naturale ad emulare. Nella vita ho avuto la fortuna di avere molte persone alle quali ispirarmi e ho imparato che più riusciamo ad osservare il prossimo, più cose meravigliose vedremo venir fuori. Non voglio minimamente generalizzare perché, allo stesso modo, capita spesso di incontrare persone che trasmettono negatività. Ma quando incontriamo persone con le quali si instaura un certo feeling, dovremmo ascoltare di più, lasciare noi stessi un passo indietro per attingere dalle esperienze e dai modi dell’altro. Troppo spesso mi sono indisposta perché ho incontrato in altri, atteggiamenti lontani dai miei e troppo spesso me ne sono allontanata senza capire subito che la diversità è ricchezza; che se pensassimo tutti allo stesso modo, sarebbe una noia mortale. Gabo nell’intervista (che non avevo mai sentito prima d’ora) diceva che ha difeso durante la sua vita l’idea di circondarsi di cose e persone belle. Penso volesse dire questo: consigliava di circondarsi di punti di riferimento. Quelli che lui ha incontrato, gli hanno permesso di rendere immagini le sue idee e proprio da quelle immagini ha scritto storie meravigliose. Lui partiva sempre da un’immagine per scrivere un libro, mai da un’idea. L’idea riusciva ad apparirgli così chiara solo dopo aver avuto la visione, l’immagine.
Questo avvicinamento al realismo mi affascina da matti. Per me la cucina è un po’ così. Quando penso a cosa preparare parto sempre da un’immagine e da quella costruisco un piatto fatto di idee. Non fraintendete le mie parole: non mi sento per nulla vicina alla maestosità di Gabo. Mi piace solo il pensiero che la mia cucina parta da un’immagine sulla quale si possano costruire idee. Forse questo lusso è dato dalla leggerezza di chi non lo fa per mestiere nella cucina di un ristorante. Per la giornata di oggi sarebbe bene stare leggeri, ma con gusto. Ho riprodotto a casa, secondo il mio personalissimo palato, dei gamberi sale, pepe e zenzero mangiati in un ristorante cinese sotto casa. Fatti con ingredienti freschissimi sono una vera bomba.

Ingredienti: code di gamberi (la quantità è veramente a seconda dei vostri stomaci), una radice di zenzero, 2/3 cippollotti (dipende da quanti gamberi cucinerete), sale, pepe e olio di semi per friggere, olio evo.

Procedimento: incidere le code di gambero una ad una sul dorso estraendo l’intestino nero e facendo attenzione di non dividerli a metà. Lavarli bene e asciugarli. Pelare lo zenzero e affettarlo con attenzione a striscioline sottili e piuttosto lunghe. Pulire bene il cipollotto e affettarlo a rondelle. In una padella mettere a soffriggere con olio evo lo zenzero e 3/4 del cipollotto. Appena iniziano a sfrigolare spegnere un momento e lasciare da parte.
In un altro pentolino (meglio a bordi alti) mettere a scaldare l’olio per la frittura (che sia abbondante e possa contenere comodamente i crostacei). Immergere quindi i gamberi e lasciarli friggere per circa 3 minuti. Scolarli, asciugarli bene e riunirli nella padella con cipollotto e zenzero dove potremo riaccendere il fuoco per un altro minuto. Al termine condire con sale (se possibile fior di sale) e pepe e l’ultima parte del cipollotto fresco. Caldi sono squisiti!!

Keep in touch and keep cooking.

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Dolce amaro

_MG_0033modificataOggi sono polemica. Ieri sera stavo leggendo una famosissima rivista di ricette e mi è caduto l’occhio su una preparazione per Pasqua con dei carciofi. Mi credete che non si capiva niente?? Mi sono anche chiesta se fossi troppo rimbambita o stanca da non capire ma poi, leggendo meglio, ho capito che era scritta in modo terribile. A parte la sensazione di sconforto iniziale, mi è poi venuto un atroce dubbio: e se anche le mie ricette non si capissero per niente? forse quello che è chiaro a me e nella mia testa, lo scrivo così male da non risultare minimamente comprensibile. Ho riletto molti dei miei post. Boh…a me sembrano comprensibili e anche a detta di alcuni poveretti ai quali ho telefonato in tarda sera. Forse mi hanno rassicurata un po’ come si fa con i matti, per evitare che continuassi ad importunarli mentre si facevano gli affari loro. Non contenta, ho deciso di testare la ricetta. Volete sapere?? ho preparato dei muffin con carciofi orrendi, troppo saporiti e non lievitati. Che doppio fastidio!!! Lo sapevo ma sono troppo testarda per fermarmi anche quando sento di avere una buona intuizione. Per altro la mia ricetta per i muffin è testata e ritestata quindi avrei dovuto fidarmi di me stessa. Va bene, sarà per la prossima volta!

Non potendovi portare verso la Pasqua come avrei voluto a causa di questo errore notturno con i muffin e visto che ve ne ho parlato ieri, ho deciso di pubblicare la mia ricetta e le foto delle meringhe. Per altro vorrei sottolineare che nonostante il numero sostanzioso, non hanno raggiunto 24 ore di vita. Divorate. Ne ho preparati dei cestini e distribuiti un po’ in giro. E’ incantevole vedere le persone mentre sgranocchiano delle piccole meringhe che si sciolgono in bocca. Come vi dicevo non amo mangiarle ma anche vedere altri mentre le gustano è una soddisfazione unica. Tantissimi anche gli sms ricevuti dopo per dire quanto erano buone, che bello!!!

Ingredienti: 3 albumi (circa 110 gr); 330 gr. di zucchero (esattamente 3 volte il peso degli albumi, è molto importante!), 1 pizzico di sale.

Procedimento: usare la planetaria, se possibile, oppure un robot che monti albumi, panna ecc. Mettere  tutti gli ingredienti in una ciotola o direttamente nella planetaria e lasciare montare per almeno 15 minuti finchè si otterrà una spuma densa, lucentissima e piena di aria. Foderare una placca con la carta forno. Riempire una sacca da pasticcere  con il composto e adagiarlo piano piano in tanti ciuffetti  sulla placca. Cuocere per 90 minuti a 100°. Lasciar raffreddare e assaggiare.

Stasera parto per Roma. Non ho ancora fatto i bagagli e ho un milione di cose da fare, come al solito. A fine giornata mi rendo spesso conto di aver fatto così tante cose da far fatica persino a ricordarle. Mi piace così, cosa ci posso fare!

Keep in touch and keep cooking.

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Luca Centurelli

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