It’s only when I lose myself in someone else That I find myself

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Dovremmo celebrare ogni giorno qualcosa. Rendere omaggio, non sottovalutare mai niente e nessuno e non dare mai nulla per scontato. Non conosco nessuno che sia in grado di fare tutto questo per bene, davvero. In tanti ci proviamo, sopratutto a parole. Ma l’essere umano è più portato a ripercorrere pedissequamente i suoi errori. E’ difficile imparare dai propri sbagli. Con un grande lavoro su se stessi è possibile trovare un po’ di serenità e anche quando la si è trovata, non si può abbassare mai la guardia. E’ per questo che eventi estremamente felici o tragedie umane ci toccano nel profondo. Risvegliano in noi desideri, speranze, paure e fragilità. Far posto in questi sentimenti, mentre ci si passa attraverso, è molto duro. La speranza è che questi ti riportino alla giusta dimensione, che ritocchino un po’ il nostro stile di vita spesso malato e che restituiscano un sorriso laddove questo si è perso per le piccolezze di tutti i giorni. Ogni tanto, dopo una giornata dura, è sufficiente una chiacchierata con l’amica di sempre per capire che hai scordato di guardare in una direzione. E’ sufficiente un faticoso allenamento con la tua squadra, per ricordarti che il bello è solo stare insieme. Non serve altro per arrivare a domani. E tutto si cancella come per magia. Anche i fardelli che hanno appesantito le spalle fino a due minuti prima sembrano più leggeri. Altre volte invece basta un piccolo progetto a restituire fantasia al cervello incancrenito dalle durezze della vita di tutti i giorni. In questi momenti il desiderio della condivisione di un pasto è, per me, un automatismo irresistibile al quale non provo a dare freno. Non voglio assolutamente. Forse è così per noi italiani. Abbiamo in noi il gene della famiglia al completo riunita intorno ad un tavolo.

D’altra parte nel nostro paese tutto accade intorno ad un tavolo con buon cibo e vino. Siamo famosi per questo e forse la cosa bella è che, negli anni, anche altri paesi stanno imparando da noi questa cosa.

L’ultima occasione è stata per me quella di una nuova conoscenza. Una cenetta tra amici per incontrare la promessa sposa di un caro amico. Inutile dire che, come spesso capita, le commissioni di un sabato di settembre sono innumerevoli. Quindi, senza aver preparato nulla e senza aver fatto la spesa, mi sono messa ai fornelli all’ultimo secondo. Adoro queste situazioni perchè l’inventiva prende il sopravvento. 6 grosse cosce di pollo erano veramente troppo grosse anche per la mia teglia gigante con cui solitamente faccio la pizza. Ispirata da alcuni luoghi nei quali mi sono imbattuta nella settimana, ho pensato alle cose semplici…alle prime cose che si imparano in cucina. Ho fatto bollire qualche patata novella e sbollentato dei ciliegini freschi. Nel frattempo ho disossato le cosce di pollo perchè per la mia padellata, volevo che tutto avesse la giusta misura. Volevo armonia di dimensioni.

Ho pensato anche che, di recente, avevo letto qualcosa a proposito di un piatto del genere in una ricetta di Jamie Oliver. L’ho cercata disperatamente finché, leggendola, mi è venuto in mente che avevo appena regalato al mio terrazzo una deliziosa pianta di origano fresco. Dovevo assolutamente renderlo partecipe. Il risultato?? una succulenta teglia di pollo croccante con patate novelle e pomodori, deliziosamente abbrustoliti nel forno per 40 minuti dopo una bella passata in padella di 10 minuti.

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A questo punto serviva un antipasto sfizioso. In frigorifero c’erano delle zucchine già tagliate e cotte nel microonde il giorno stesso, dell’insalata, una pasta sfoglia (già pronta) e il riso con la zucca della sera prima. Cosa fare?!?!?!

Il riso si è magicamente trasformato in crocchette di riso dorate in padella e le zucchine, con un po’ di formaggio briè e pancetta sono diventate una dolce torta salata. A completare il tutto, una fresca insalata.

Per terminare dal freezer ho estratto i famosi “fondant au chocolat” che avevo preparato al rientro dalle vacanze e che hanno accompagnato il mio peregrinare in Corsica la scorsa estate. Quanti munti debbano stare in forno e a quale temperatura esatta, è ancora un mistero che tenterò di svelare il prima possibile.

Nel frattempo ho potuto godermi gli amici e incontrare una ragazza carina che sposerà il mio amico Ale il prossimo maggio, in Messico. A questo punto tocca organizzare un viaggio….

un’altra delle passioni che può distrarre….. ancora per un momento

a presto

p.s. grazie D. per le foto

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One Comment su “It’s only when I lose myself in someone else That I find myself”

  1. Dany
    28 settembre 2012 a 11:30 pm #

    “E’ sufficiente un faticoso allenamento con la tua squadra, per ricordarti che il bello è solo stare insieme” si… certe volte basta solo questo.. 😛

    ps. di nulla.. e’ un puro piacere!

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