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marmellata di prugne e zenzero, confortevole e piena di aspettative

_MG_4512modificataHo ancora la tosse. Dall’ultima influenza a luglio, non mi è mai passata veramente. Mi sono decisa ad andare dal medico che, candidamente, mi ha ricordato le mie allergie. Probabilmente non curandomene, nel tempo, sono peggiorate. Va bene. Farò un po’ di approfondimenti, promesso.
La cosa che più mi disturba del tornare al lavoro è il poco tempo che rimane. Trovare il tempo per tutto ciò che vorrei fare dopo una giornata in ufficio è impossibile. Per non parlare del fatto che le ore di luce che rimangono sono poche e questo mi mette di cattivo umore. Ma i rimpianti sono una perdita di tempo. Il passato inibisce il presente. Per me non è abbastanza per farmi smettere di cucinare. Ho in serbo un po’ di ricettine che voglio sperimentare: zuppe, insalate, specialità etniche. Ma piano piano. La mia agenda è già piena di incontri, fiere, lezioni e posti da visitare. Ho fame di idee, di conoscere e approfondire tutti gli argomenti che mi appassionano: per prima cosa la cucina ma anche studiare itinerari per il prossimo viaggio, cercare libri e spunti per vivere più in armonia con il mondo che ci circonda. Oggi vi racconto della mia marmellata di prugne e zenzero. Fare in casa la marmellata ha per me significati incredibilmente importanti. E’ sana, ha il gusto che desidero e la consistenza che dovrebbe avere. La marmellata è il giusto ponte tra l’estate e il mese di settembre, quando si comincia ad avere voglia di castagne, zucca, uva, formaggio e cachi. Senza la marmellata sarebbe ancora estate e troppo presto per l’autunno con i suoi colori caldi. Io non metto quasi per niente zucchero nè pectina quindi trascorro ore ed ore ad aspettare che addensi . So che per molti è una scocciatura ma non c’è nulla di più confortevole dell’attendere che la marmellata sia pronta leggendo riviste e ricette o sbucciando altra frutta con le persone che ami. Quando, durante l’inverno, aprirò questi vasetti, ricorderò la magia di questi giorni, la poesia del sapore della frutta e tutto l’amore che è stato messo per renderle così speciali.

Ingredienti: 2 kg. di prugne, 1 limone, 1 pezzo di radice di zenzero fresco, 100 gr. di zucchero.

Procedimento: lavare le prugne, denocciolarle e tagliarle in quarti. Metterle in una casseruola. Spremere il limone e aggiungerne il succo.Pelare e grattugiare lo zenzero fresco ed unirlo alla frutta. Aggiungere lo zucchero e mettere sul fuoco dolce mescolando spesso. Portare ad ebollizione e lasciare cuocere finchè non avrà la consistenza desiderata. Ci vorranno circa due ore. Riporla in vasetti perfettamente sterilizzati, capovolgere, coprire con una coperta (così fanno le nonne e così ho imparato a fare anche io) e lasciare che si raffreddi. Sterilizzare ulteriormente i vasetti, se necessario.

Preparate una tisana di erbe e godetevi due ore di tranquillità. Ogni mattina, sulle fette biscottare o nello yogurt, sprigioneranno l’energia giusta per affrontare la giornata.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=AKRfb_U-xRw

keep in touch and keep cooking

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di persone e salsiccia profumata con zenzero, curcuma e scorza di limone

_MG_2496modificataIn trentacinque anni ne ho viste di persone. Persone di passaggio, persone che sono rimaste, persone che non vogliono andarsene.  Con alcuni ho condiviso qualche anno tra i banchi di scuola. Con altri ho passato serate divertenti come se ci si conoscesse da tutta una vita. Con qualcuno ho condiviso una cena o un pensiero. Di alcuni non ricordo nemmeno il nome, nonostante abbia nitido il viso davanti agli occhi. Per altri, invece ricordo solo il nome. Alcuni mi hanno fatto del male. Altri mi hanno resa felice. Altri ancora hanno semplicemente lasciato un segno. Qualcuno l’ho perdonato. Per perdonare altri, invece, ci metterò più tempo. Ma prometto che lo farò! Da molti ho imparato tantissimo. Anche solo osservando come muovere in sincronia i remi di un moscone o come cucinare una polenta o un crostino con salsiccia e crescenza. Con qualcuno ho condiviso una tenda, una camera d’albergo, un viaggio o una terapia analitica. Qualcuno ha fatto promesse e in pochi le hanno mantenute. Alcuni sono scappati mentre altri non se ne andranno mai, neanche sotto tortura. Da alcuni sono scappata io, per paura di un confine che non ero pronta ad accettare. Da altri non sono scappata, quando avrei dovuto invece correre via come una lince. A troppi ho rimproverato qualcosa e a qualcuno ho concesso troppo. Qualcuno ha fatto numero, in pochi hanno fatto la differenza. Qualcuno l’ho perso. Qualcuno l’ho ritrovato, per caso. Qualcuno l’ho ricercato, con forza, con volontà. Ma mai nessuno è per caso….

La ricetta di oggi è stata pensata, preparata e anche fotografata (in parte) dal mio dolce fratellino. Spesso capita che lui e la sua fidanzata siano a casa mia. Altrettanto spesso capita che io sia in altre faccende affaccendata. Quindi a lui il grande onore di cucinare. Si presta quasi sempre volentieri. Anzi, per la verità, si fa pregare un pochino. Ma poi acconsente e posso garantire che è bravissimo. Questa volta si è trovato con una scelta di ingredienti poco generosa. Ma ne è uscito alla grandissima. Per cui ho deciso di pubblicare questa sua ricetta perché è stata una scoperta: salsiccia profumata con zenzero, curcuma e scorza di limone

Ingredienti: salsiccia, peperoni piccoli (gialli, rosso, arancione), cipollotto, scorza di limone (abbondante), curcuma, zenzero in polvere, sale, pepe, olio evo.

Procedimento: lavare e pulire bene i peperoni togliendo tutti i semi interni. Tagliarli a metà e metterli in padella con del cipollato fresco e un filo di olio evo. Lasciarli cuocere a fiamma bassa per circa 20 minuti. Aggiungere la salsiccia tagliata a pezzi piuttosto piccoli. Condire con sale, pepe, curcuma, zenzero in polvere e parecchia scorza di limone tagliata a listarelle sottili. Lasciare cuocere altri 15 minuti circa e servire. Buon appetito!

Soundtrack: https://www.youtube.com/watch?v=9V0h2ntz2aQ

keep in touch and keep cooking

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l’immagine del gambero

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Finalmente è arrivato il week end. Sono in aeroporto pronta a partire per la Capitale. Finirò questo post strada facendo. Ma sabato mattina deve essere pronto per voi. La mia decisione di non lavorare venerdì Santo, è stata una buona idea perché altrimenti non avrei potuto portare a termine tutte le cose che avevo in mente.

Mentre ero in macchina e ascoltavo la radio, ho sentito parlare di punti di riferimento. Il servizio, partito con un’ intervista a Gabriel Garcia Marquez, era incentrato sulle persone che ispirano ognuno di noi, sugli esempi che tendiamo in modo assolutamente naturale ad emulare. Nella vita ho avuto la fortuna di avere molte persone alle quali ispirarmi e ho imparato che più riusciamo ad osservare il prossimo, più cose meravigliose vedremo venir fuori. Non voglio minimamente generalizzare perché, allo stesso modo, capita spesso di incontrare persone che trasmettono negatività. Ma quando incontriamo persone con le quali si instaura un certo feeling, dovremmo ascoltare di più, lasciare noi stessi un passo indietro per attingere dalle esperienze e dai modi dell’altro. Troppo spesso mi sono indisposta perché ho incontrato in altri, atteggiamenti lontani dai miei e troppo spesso me ne sono allontanata senza capire subito che la diversità è ricchezza; che se pensassimo tutti allo stesso modo, sarebbe una noia mortale. Gabo nell’intervista (che non avevo mai sentito prima d’ora) diceva che ha difeso durante la sua vita l’idea di circondarsi di cose e persone belle. Penso volesse dire questo: consigliava di circondarsi di punti di riferimento. Quelli che lui ha incontrato, gli hanno permesso di rendere immagini le sue idee e proprio da quelle immagini ha scritto storie meravigliose. Lui partiva sempre da un’immagine per scrivere un libro, mai da un’idea. L’idea riusciva ad apparirgli così chiara solo dopo aver avuto la visione, l’immagine.
Questo avvicinamento al realismo mi affascina da matti. Per me la cucina è un po’ così. Quando penso a cosa preparare parto sempre da un’immagine e da quella costruisco un piatto fatto di idee. Non fraintendete le mie parole: non mi sento per nulla vicina alla maestosità di Gabo. Mi piace solo il pensiero che la mia cucina parta da un’immagine sulla quale si possano costruire idee. Forse questo lusso è dato dalla leggerezza di chi non lo fa per mestiere nella cucina di un ristorante. Per la giornata di oggi sarebbe bene stare leggeri, ma con gusto. Ho riprodotto a casa, secondo il mio personalissimo palato, dei gamberi sale, pepe e zenzero mangiati in un ristorante cinese sotto casa. Fatti con ingredienti freschissimi sono una vera bomba.

Ingredienti: code di gamberi (la quantità è veramente a seconda dei vostri stomaci), una radice di zenzero, 2/3 cippollotti (dipende da quanti gamberi cucinerete), sale, pepe e olio di semi per friggere, olio evo.

Procedimento: incidere le code di gambero una ad una sul dorso estraendo l’intestino nero e facendo attenzione di non dividerli a metà. Lavarli bene e asciugarli. Pelare lo zenzero e affettarlo con attenzione a striscioline sottili e piuttosto lunghe. Pulire bene il cipollotto e affettarlo a rondelle. In una padella mettere a soffriggere con olio evo lo zenzero e 3/4 del cipollotto. Appena iniziano a sfrigolare spegnere un momento e lasciare da parte.
In un altro pentolino (meglio a bordi alti) mettere a scaldare l’olio per la frittura (che sia abbondante e possa contenere comodamente i crostacei). Immergere quindi i gamberi e lasciarli friggere per circa 3 minuti. Scolarli, asciugarli bene e riunirli nella padella con cipollotto e zenzero dove potremo riaccendere il fuoco per un altro minuto. Al termine condire con sale (se possibile fior di sale) e pepe e l’ultima parte del cipollotto fresco. Caldi sono squisiti!!

Keep in touch and keep cooking.

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Luca Centurelli

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Questa pagina e' un omaggio a chi mi ha fatto amare la cucina, i sapori di una volta, la qualita' e la ricerca, la passione, e qualche colpo di testa!

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