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Laura, in pausa pranzo

foto-1modificataVorrei dare voce a quanti lo chiedono. Vorrei dare spazio a chi uno spazio sulla rete non lo vuole o non ce l’ha. Condivido la mia cucina e anche il mio adorato blog! Potete scrivermi le vostre ricette e mandarmi le foto. Potete raccontare le vostre esperienze in locali e ristoranti di questo strano mondo. Potete anche descrivere i pranzi, le cene in famiglia, i pic nic, le scampagnate e i vostri viaggi. Se avete storie da raccontare, sarò felice di pubblicare anche quelle. Capita spesso di scrivere frasi, poesie, ricette o semplicemente pensieri. A volte diventano qualcosa per ognuno di noi. Altre volte, invece, rimangono nei cassetti, su quaderni in fondo ad una scatola o file nei nostri pc. Recuperateli, se ne avete voglia.

Gli onori di casa spettano a qualcuno che il blog lo legge dal primo giorno. A qualcuno che ha sempre la forza per dire anche quello che non condivide o non le piace. A qualcuno che è più di una, meno di nessuna e arriva anche a centomila. Laura.

Pausa pranzo in un frenetico venerdì a Milano.
Ore 13:05 esco dall’ufficio in via spadari, destinaZione nuovo ristorante Spontini in galleria.
Ore 13:10 schivando turisti, fannulloni, modelle e manager incravattati, arriviamo davanti a Spontini. Fila che sembra immensa, arriva fino a fuori, in strada.
Incredibilmente sono talmente rapidi e organizzati che in pochi minuti siamo dentro, il locale ha un grosso bancone tipo fast food e il trancio viene servito su piatti di carta. Riesco a scorgere 4 pizzaioli e 5 tra ragazzi e ragazze che fanno la spola tra la cassa e il servire direttamente al bancone il trancio già tagliato. Non ci sono tavoli per sedersi ma solo banconi dove appoggiarsi. Il locale è gremito, il via vai è impressionante. Mangio accanto ad una coppia di ragazzi stranieri, forse americani, un impiegato solo che mangia mentre scrive con l’IPhone e un gruppo di quattro signore sulla sessantina.
Ore 1331, siamo fuori.
Pizza eccellente, spontini rispetta la sua tradizione radicata in Milano da tanti anni, costi assolutamente popolari, margherita e coca 5 euro, se si prende la naturale 4 euro totali.
Scelta di pizze limitata a margherita, marinara e prosciutto.
Io ho preso un trancio al prosciutto e una bottiglietta d’acqua spendendo 4,60 euro.
Ideale per chi ha poco tempo e vuole mangiare quello che dicono sia la migliore pizza al trancio di Milano.

Laura

Sountrack (per sua stessa scelta):   http://www.youtube.com/watch?v=trk7P-9QDyc

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tempo di pizza a luci soffuse

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Ieri sera avrei voluto fare quattro passi dopo il lavoro. Per andare da nessuna parte. Solo per camminare. Senza Pensare. Avevo pensato già troppo durante il girono. Era un po’ tardi! Allora ho deciso di dedicarmi alle gioie. Quelle semplici, quelle solo mie. Prima regola, in questi casi, è chiudere la porta di casa. Candele, musica e una doccia calda. Questi tre piccoli gesti lasciano fuori tutto e tutti. Subito si stabilisce l’equilibrio più perfetto. In questi casi anche le luci devono essere accese a modo mio, fino a dare la giusta penombra, non troppa luce nè troppo buio. E cucino, con calma. Senza pensare all’ora o al tempo che passa. Il resto può attendere. Il giorno prima avevo pensato al fatto che sarebbe stata una serata con urgente necessità di attenzioni e quindi ho preparato l’impasto per la pizza. La lenta lievitazione della pasta è perfetta in casi in cui serve tempo solo per noi. Perché le cose fatte per bene richiedono tempo, dedizione e amore. E così è la pasta per la pizza. Ogni tanto la compro già pronta. Ma non è la stessa cosa. Perché quella lievitata in casa ha il sapore di te, è parte di te. Mentre la preparo sento il profumo di ogni singolo ingrediente e quando finalmente la metto in forno comincio a distinguere ognuno di quei sapori che si fondono insieme fino a diventare inconfondibilmente…pizza! Per molti è difficile da digerire, per altri è presagio indiscusso per ingrassare ma per quasi tutti è un conforto straordinario. E allora gustiamola e lasciamo che ci dimostri che orgoglio magnifico è l’Italia.

Ingredienti per la pasta: 800 gr. di farina 0 (biologica, se possibile), 300 ml. di acqua a temperatura ambiente, un po’ più di 1/2 cubetto di lievito di birra, 1 cucchiaio abbondante di olio evo e sale.

Ingredienti (base) per il condimento: polpa di pomodoro, olive taggiasche, origano, sale, olio evo, bocconcini di mozzarella.

Procedimento: sciogliere il lievito in poca acqua tiepida. Impastare la farina con olio e sale, aggiungendo piano l’acqua e il lievito. Coprire la pasta e lasciare lievitare in un luogo asciutto. L’ideale sarebbe lasciare la pasta lievitare per 24 ore. Più lieviterà e più sarà digeribile. Quando sarà pronta stenderla su un piano infarinato con un mattarello. Preriscaldare quindi il forno a 180°. Ungere di olio una teglia (io prediligo sempre una rotonda, di grosso diametro e con bordi alti). Disporre sopra la pasta. Condire con il pomodoro allargando la salsa dal centro fino ai bordi. Aggiungere le olive, il sale e l’origano. Rompere i bocconcini di mozzarella e adagiarli sopra su tutta la superficie e un filo di olio. Infornare sul fondo del forno per circa 10 minuti in modo che cuocia bene sotto. Poi spostare più in alto e lasciare cuocere fino a doratura completa della mozzarella (per circa altri 10 minuti).
Godetevi questo spettacolo.

Soundtrack:   http://www.youtube.com/watch?v=frDqUcIqBmI

keep in touch and keep cooking.

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