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Ce la farò? non lo so, ve lo saprò dire

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Oggi voglio stare leggera, in tutti i sensi!! Devo cominciare a pensare a cosa mettere in valigia. Ogni volta mi riprometto di portare via l’essenziale. Che si tratti di un fugace week end o due settimane di viaggio itinerante, credetemi, riesco a non dosare mai bene i bagagli. Porto più del necessario, quasi sempre. Ma è capitato anche che io portassi poche cose, o meglio pochi indumenti che mi sarebbero stati utili. Per me è sempre così! Forse perché non ci penso troppo e non mi organizzo bene. Arrivo a far la valigia giusto l’ora prima di partire; normalmente mentre sto facendo altre cose, con una torta nel forno e amici che gironzolano per casa. Il punto è che, prima della partenza, non ho voglia di immaginare cosa farò. Quindi non riesco a pensare alle occasioni e all’abbigliamento conseguente. In molti staranno inorridendo, ma sono pigra per certe cose. Ormai lo sanno tutti, persino il mio nipotino! Se ci penso troppo, finisce che riesco a portare vestiti per due mesi, stando via quindici giorni. Manca qualche giorno alle vacanze e vorrei almeno questa volta, tentare di azzardare un pensiero su questa valigia. Ce la faro?? non lo so, ve lo saprò dire!

Stasera preparo un aperitivo per il compleanno di un’amica: 25 persone, 7, antipasti, 2 primi, 3 torte e una giornata di lavoro che mi aspetta. Ce la farò?non lo so, ve lo saprò dire!

Intanto vi racconto come amo dissetarmi nelle calde giornate estive (quest’anno, visto il tempo inclemente, ne ho preparate poche, purtroppo): acque aromatizzate. Sono un’ottima alternativa alle bibite per aperitivi, feste e caldi pomeriggi d’estate. Vanno benissimo per adulti e bambini e sono coloratissime. Le adoro!

Ingredienti: acqua, pesche, mirtilli, menta, limone, cetrioli.

Preparazione: unire all’acqua fresca la frutta e la verdura che più vi piace. La cosa importante è che sia fresca e bella soda per evitare che si sfaldi facendo intorbidire l’acqua.

Soundtrack: www.youtube.com/watch?v=XC3ahd6Di3M

keep in touch and keep cooking

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insalata Panama all’Isola

_MG_3377modificataIeri mattina la città era avvolta nel silenzio. Il silenzio che regalano i fine settimana di luglio, quando in tanti sono già in vacanza e in molti vanno via per il week end. Passeggiare con tranquillità nel mio quartiere è una cosa che amo immensamente. Vivo all’Isola. Probabilmente chi mi legge lo sa già; ogni tanto ripeto quanto questo quartiere sia incredibilmente vivo e vitale.
A partire almeno dagli anni 80 si è assistito ad un graduale processo di trasformazione. E’ tutto ancora in corso e sembra non voglia arrestarsi.
Oggi è comunque un luogo dove le persone si salutano e si conoscono. Ci sono molti uffici, una forte attività legata alla ristorazione e alla vita serale, una presenza significativa di artigiani e commercianti e associazioni culturali. Il tessuto residenziale è veramente misto, con diverse componenti etniche e sociali al suo interno. Fino a vent’anni fa era un quartiere estremamente popolare dove cominciò a dilagare la delinquenza.
Secondo me alcune storie tra quelle che ho letto e sentito sono un po’ leggende, ma è vero che l’Isola ha un’identità compatta, un nucleo deciso (anche oggi) a preservare il quartiere dagli ambiziosi progetti di Porta Nuova.
Io sono arrivata in questo quartiere non molti anni fa ma devo dire che non disdegno il nuovo assetto che sta assumendo. Lo trovo contemporaneo ed internazionale. Certamente il verde è, come sempre, un po’ sacrificato ma credo che questo sia un problema generale della mia Milano dove le autorità hanno sempre prediletto il denaro alla qualità della vita.
Appena si comincia ad addentrarsi nel quartiere, bastano pochi passi per rimanere affascinati dai meravigliosi palazzi Liberty e le case di ringhiera con i cortili, molti dei quali ben ristrutturati e altri tipici ancora risalenti alla realizzazione. In molti si lamentano per la realizzazione dei grattacieli del progetto. Io invece riesco a respiare. La luce dei nuovi edifici rivolti al cielo permettono anche, nelle belle giornate, di godere di riflessi dorati e magici della città. Martedì scorso, con il violento nubifragio che ha lasciato esondare il Seveso, si è allagato anche il quartiere. Sulle vetrine dei negozi ci sono volantini che mostrano fotografie dei “soliti cittadini” (cit.) che si sono adoperati per scoperchiare i tombini e lasciar defluire l’acqua. Ai bordi delle strade ci sono ancora evidenti i segni lasciati dall’acqua proveniente dalla fogna. Ma nessuno se ne è curato questo fine settimana e il quartiere è stato il solito brulichio di attività, ristoranti, mercati e localini. Venite a trovarci, non rimarrete delusi!

Oggi starò molto tempo in cucina (vi racconterò nei prossimi giorni, questa avventura). Quindi vorrei iniziare la settimana con un piatto leggero che mi ricorda un’amica e che, insieme, abbiamo mangiato spesso durante lunghe giornate di lavoro. E’ passato tanto tempo, sembra un’altra vita…

Insalata Panama:

Ingredienti: insalata gentile, rucola, pomodori datterini, avocado, mais, tonno.

Procedimento: non serve che dica molto, ovviamente. Mettere insieme tutti gli ingredienti in una ciotola e condire con sale, olio e limone.

Due suggerimenti per i pignoli e i curiosi: l’avocado è un alimento perfetto per l’organismo, un propellente alcalinizzante, energizzante ed idratante. Gli avocado sono una cospicua fonte di proteine, grassi monoinsaturi, acidi grassi essenziali, steroli vegetali benefici, clorofilla, compresa un’ampia gamma di micronutrienti e tutto ciò senza contenere amido e con pochissimo zucchero ed un elevato contenuto di grassi e proteine. Io lo taglio dividendolo a metà, togliendo il grosso nocciolo e praticando un taglio longitudinale e tanti altri sulla larghezza intervallando spazi di circa 3 cm. Con un po’ di delicatezza e il giusto punto di maturazione è un frutto perfetto per tantissime preparazioni.

Buona settimana!

Soundtrack: https://www.youtube.com/watch?v=Nf-9jLF6mIk

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grazie torta soffice di mele alla trentina

_MG_3296modificataOggi torno alla mia vita. Questa influenza mi ha esaurita, definitivamente! Sono senza energie ma ho voglia di tornare alle cose che mi rendono felice. Ho voglia di andare al mercato a fare la spesa. Di passeggiare all’aria fresca di questi giorni (ovviamente diluvierà dopo pochi minuti che avrò pubblicato questo post), di andare in bicicletta e in giro per il mio quartiere. Sono queste le gioie della vita che si apprezzano quando ci sono negate, anche per ragioni futili o passeggere (come la mia influenza): quando esci a mangiare un pizza con gli amici, quando vai nel tuo locale preferito per una centrifuga e un croissant, quando corri a casa a cambiarti dopo il lavoro per un aperitivo improvviso.  Quando cambi colore di capelli perchè è il primo passo verso una vita nuova, quando ti cadono le cose perchè ne hai troppe in mano, quando ricevi una telefonata inaspettata, quando un analgesico non basta a far passare il mal di testa, quando un’amica ti aspetta per l’appuntamento del caffè quotidiano. Dovremmo riuscire ad apprezzarle sempre, a dire grazie. Ma io oggi voglio farlo…voglio dire grazie perché torno a tutte queste piccole cose. Quelle che spesso sottovaluto ma che riempiono la vita, la rendono mia e unica. In questi giorni, come immaginerete, non ho cucinato molto. Ci ho provato, ovviamente! Il risultato? una serie infinite di pause sul divano per riposarmi…..tra un uovo sbattuto e dei pomodori affettati. Ho però trovato, girovagando tra i media, una ricetta di Massimiliano Mariola: torta soffice di mele alla trentina. Non ho resistito e l’ho provata. Diventerà subito uno dei miei masterpiece perché è buonissima.

Ingredienti: 4 mele golden, 1 limone, 2 uova, 100 gr. di zucchero, pinoli e uvetta, un cucchiaio di lievito per dolci, 150 gr. di burro, 200 gr. di farina

Procedimento: mettere in ammollo l’uvetta in acqua. Pelare le mele e tagliarli a picchi sottili bagnandole con il succo di limone affinché non si scuriscano. Mescolare le uova con lo zucchero finché non diventeranno spumose. Far sciogliere il burro. Aggiungere la farina e il lievito setacciati al composto di uova e zucchero. Aggiungere quindi anche il burro fuso e amalgamare bene. Il composto dovrà essere liscio e lucente. Imburrare una teglia apribile. Mettere il composto e cominciare a disporre tutte le fettine di mela(sono molte ma con un po’ di fede e buona volontà ci staranno tutte). Aggiungere l’uvetta strizzata e asciugata e i pinoli. Cospargere di zucchero e qualche fiocco di burro. Infornare a 180° per 50 minuti.

Soundtrack: https://www.youtube.com/watch?v=Eab_beh07HU

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Luca Centurelli

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