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marmellata di albicocche, per chi sceglie una casa lontana

_MG_5191modificata Ieri un caro amico è tornato da sua moglie, a casa sua, quella che ha scelto per amore e per il futuro: il Messico. Dopo un mese di vacanza nella sua terra d’origine è ripartito verso un continente lontano. Un continente che lo ha accolto a braccia aperte. Ho grande ammirazione per chi decide di vivere in un altro paese. Forse perchè, in cuor mio, ho sempre voluto fare un’esperienza di vita in uno stato diverso dal mio. Non si tratta di voglia di andare via; piuttosto voglia di essere anche in un altro posto. Sono troppo curiosa e questo mi permetterebbe di cambiare stile di vita, di apprendere una lingua nuova o migliorarne una che già conosco. Potrei vivere secondo regole diverse, scardinando ogni centimetro di certezza che vive in me. Amo cambiare, questo ormai lo sanno tutti. La cosa più strana è che in diverse occasioni sono stata ad un centimetro da questo passo. Ma non è mai stata la mia strada. Ci sarà una ragione, ma non la capisco. O forse è un privilegio che mi concederò, un giorno. Quello che è importante è la percezione che ho nei confronti dei tanti amici che hanno fatto questa scelta di vita. Chiaramente ci si vede meno. Tutti tornano a casa, di tanto in tanto ma, quando posso, vado a trovarli. Che siano dall’altra parte dell’oceano o a un’ora di volo da qui, c’è un filo conduttore che li accomuna: il cambiamento. Si cambia quando si vive in un altro paese. La ricchezza che si acquista è innegabile. La dinamicità delle anime diventa percepibile e lo spessore di ognuno risalta ancora di più. Viaggiare apre la mente, l’ho sempre pensato. Ma vivere lontani permette ad ognuno di crearsi un’identità definita, solida e brillante.

Ho aperto un vasetto di marmellata di albicocche, stamattina. Mi sono resa conto di non avervi dato questa ricetta. Ve la faccio assaggiare anche se non potrete prepararla perché ormai le albicocche torneranno solo la prossima estate. Tenetela però da conto perché tornerà buona con le prossime primizie estive. In queste giornate grigie, è meraviglioso iniziare la giornata con questo colore intenso e questo sapore delizioso.

Ingredienti: albicocche, limoni, zucchero.

Procedimento: Lavare e tagliare le albicocche in pezzetti. Per ogni kg di frutta, spremere un limone e circa 100 gr. di zucchero. Lasciar macerare qualche minuto e mettere sul fuoco. Lasciar sobbollire a fiamma lenta, girando spesso, finché la consistenza non sarà perfettamente pronta per la prova sul cucchiaino. Con queste piccole quantità di zucchero ci vorranno un paio di ore ma ne varrà la pena.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=Dpcg5Pg4zHY

keep in touch and keep cooking

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melanzane sott’olio: tradizione di mamme

_MG_4420modificataE’ giunto il momento propizio per svelare una ricetta specialissima della quale, anche io, sono entrata in possesso da pochissimo: melanzane sott’olio. La custode di questa meraviglia culinaria è Mariangela, mamma della mia amica Daniela. Di loro ho già parlato, o meglio, ha parlato proprio Daniela https://cookingsullenuvole.com/2014/05/26/daniela-e-il-pranzo-in-famiglia/ . Io non so come facciano le nostre madri e le nostre nonne, ma ho sempre l’impressione che ci siano delle cose che solo loro sanno fare a meraviglia. Hanno imparato senza avere trecento coltelli con lame differenti a seconda dei cibi che devono tagliare, senza robot da cucina in grado di svolgere qualsiasi mansione complessa o faticosa. Non leggono le ricette e non le hanno mai scritte. Usano pentole e padelle che raccontano le storie delle loro famiglie, dei loro matrimoni. Alcune non sapevano neanche cucinare quando, da giovani figlie, sono divelte spose e son uscite di casa, inconsapevoli della vita che le stava attendendo. Sono pronte a tutto; alcune volte fanno finta di non vedere o di non saper ma conoscono alla perfezione tutto quello che accade nelle vite dei loro bambini. Si svegliano all’alba per il pranzo della domenica, trafficano in cucina con il solo scopo di avere la famiglia tutta unita. Non tollerano le discussioni tra fratelli, anche quando sono semplici scambi di opinioni. Sono donne passate attraverso decenni di cambiamenti. Tengono duro con tenacia nei duri momenti della vita e scortano la famiglia attraverso le avversità. Si sforzano anche di cambiare, di stare al passo con i tempi e con i figli che rincorrono la vita. A volte usano parole sagge per riportare le cose alla giusta dimensione, altre volte perdono la pazienza, ma ogni volta lo fanno con amore, per amore, per noi e per le persone che amano. Non mi stancherò mai di parlare di loro: c’è una sorta di filo conduttore tra le nonne e le mamme e la speranza che ho è che quel sapere possa tramandarsi come patrimonio genetico indissolubile anche a me, a noi, ai nostri bambini e a chi verrà in futuro. Vorrei non trascurare mai queste donne perché siamo ciò che siamo, grazie a loro. Non perdiamo i preziosi momenti che ci dedicano, stiamo loro accanto e respiriamo il profumo della loro esperienza e dell’amore unico e discreto che nutrono per noi.

Ecco quindi la ricetta delle melanzane sott’olio di Mariangela:

Ingredienti: 3kg, di melanzane, sale fino, 2lt. olio evo, 1 lt. aceto di vino bianco, limone, aglio, peperoncino, menta, basilico, alloro. (la quantità delle melanzane è data solo dal tempo e dallo spazio che avete a disposizione, ma con meno di 3 kg. rimarrete delusi perché finiranno in un baleno)

Procedimento: sbucciare le melanzane e tagliarle a fette di circa 5 mm. Ragliare le fette a listarelle. In una pentola capiente inserire le listarelle cospargendo di sale fino. Ogni due melanzane ci vorrà circa una manciata e mezza di sale. Coprire con uno straccio adagiandolo sulla pentola. Mettere un peso sulla penzola in modo che le melanzane siano ben premute e rilascino la loro acqua naturale. Lasciare riposare per almeno 12 ore. A questo punto sciacquare le melanzane e mettere a bollire una grossa pentola con all’interno acqua e aceto (2 parti di acqua e 1 di aceto) e un limone tagliato a metà. Appena l’acqua prenderà bollore, immergere le listarelle di melanzane e lasciare cuocere per circa 5 minuti (o comunque fino a quando non saranno diventate belle bianche). Scolare e lasciare raffreddare su un panno di cotone con l’accortezza di separarle le une dalle altre molto bene. Nel frattempo preparare un trito di menta, basilico, aglio e peperoncino. Quando le melanzane saranno ben fredde e asciutte devono essere unite al trito e girate molto bene in modo che i profumi possano spargersi bene su tutta la quantità delle melanzane. Sterilizzare tutti i vasetti e adagiare sul fondo una foglia di alloro. Riempire con le melanzane condite fino ad un centimetro e mezzo dal bordo in alto. Coprire le melanzane versando olio evo in abbondanza e lasciare raffreddare ancora. Le melanzane faranno delle bollicine che verranno in superficie. Smuovere leggermente i barattoli e poi chiudere con tappi nuovi ed ermetici. Lasciare un paio di settimane in luogo asciutto e buio. Su una fetta di buon pane sono divine.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=m7rbptCL7XA

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marmellata di prugne e zenzero, confortevole e piena di aspettative

_MG_4512modificataHo ancora la tosse. Dall’ultima influenza a luglio, non mi è mai passata veramente. Mi sono decisa ad andare dal medico che, candidamente, mi ha ricordato le mie allergie. Probabilmente non curandomene, nel tempo, sono peggiorate. Va bene. Farò un po’ di approfondimenti, promesso.
La cosa che più mi disturba del tornare al lavoro è il poco tempo che rimane. Trovare il tempo per tutto ciò che vorrei fare dopo una giornata in ufficio è impossibile. Per non parlare del fatto che le ore di luce che rimangono sono poche e questo mi mette di cattivo umore. Ma i rimpianti sono una perdita di tempo. Il passato inibisce il presente. Per me non è abbastanza per farmi smettere di cucinare. Ho in serbo un po’ di ricettine che voglio sperimentare: zuppe, insalate, specialità etniche. Ma piano piano. La mia agenda è già piena di incontri, fiere, lezioni e posti da visitare. Ho fame di idee, di conoscere e approfondire tutti gli argomenti che mi appassionano: per prima cosa la cucina ma anche studiare itinerari per il prossimo viaggio, cercare libri e spunti per vivere più in armonia con il mondo che ci circonda. Oggi vi racconto della mia marmellata di prugne e zenzero. Fare in casa la marmellata ha per me significati incredibilmente importanti. E’ sana, ha il gusto che desidero e la consistenza che dovrebbe avere. La marmellata è il giusto ponte tra l’estate e il mese di settembre, quando si comincia ad avere voglia di castagne, zucca, uva, formaggio e cachi. Senza la marmellata sarebbe ancora estate e troppo presto per l’autunno con i suoi colori caldi. Io non metto quasi per niente zucchero nè pectina quindi trascorro ore ed ore ad aspettare che addensi . So che per molti è una scocciatura ma non c’è nulla di più confortevole dell’attendere che la marmellata sia pronta leggendo riviste e ricette o sbucciando altra frutta con le persone che ami. Quando, durante l’inverno, aprirò questi vasetti, ricorderò la magia di questi giorni, la poesia del sapore della frutta e tutto l’amore che è stato messo per renderle così speciali.

Ingredienti: 2 kg. di prugne, 1 limone, 1 pezzo di radice di zenzero fresco, 100 gr. di zucchero.

Procedimento: lavare le prugne, denocciolarle e tagliarle in quarti. Metterle in una casseruola. Spremere il limone e aggiungerne il succo.Pelare e grattugiare lo zenzero fresco ed unirlo alla frutta. Aggiungere lo zucchero e mettere sul fuoco dolce mescolando spesso. Portare ad ebollizione e lasciare cuocere finchè non avrà la consistenza desiderata. Ci vorranno circa due ore. Riporla in vasetti perfettamente sterilizzati, capovolgere, coprire con una coperta (così fanno le nonne e così ho imparato a fare anche io) e lasciare che si raffreddi. Sterilizzare ulteriormente i vasetti, se necessario.

Preparate una tisana di erbe e godetevi due ore di tranquillità. Ogni mattina, sulle fette biscottare o nello yogurt, sprigioneranno l’energia giusta per affrontare la giornata.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=AKRfb_U-xRw

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