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onore al passato e Hummus di ceci

_MG_7450modificataHo sempre pensato che guardare indietro fosse un’alibi per non occuparsi per presente, come anche del futuro. Sto cambiando opinione. A patto che non si stia sempre girati indietro, oggi, guardo al passato con tenerezza. Mi scopro sorridere ricordando i pomeriggi passati tra ragazzine a fantasticare su come saremmo state a diciotto anni. Mi diverto ricordando la mensa della scuola che tanto odiavamo ma che regalava momenti di ilarità incredibile tra noi bambini. Mi vengono in mente le partite a carte con la famiglia durante le feste di Natale. Poi penso a tutte le storie che facevo ai miei genitori quando mi informavano che l’estate successiva avremmo fatto un qualche viaggio “esotico” invece di stare al mare dove c’erano tutti i miei amici. Con un po’ di fatica (ero un po’ troppo piccola) riesco anche a vedere la nonna Tina che dal balcone della sua casa ci salutava quando, ogni settimana, andavamo a trovarla. E poi le torte o i pasticcini comprati la domenica dopo aver fatto una passeggiata, da portare alla mamma che preparava il pranzo. Si guardava poca televisione e si usava tanto la fantasia. Io riuscivo ad inventarmi negozi di frutta e verdura usando foglie cadute dagli alberi ed erbacce trovate in fondo alla via. Sì perchè le macchine erano una necessità, e i pericoli neanche minimamente allarmanti. Non c’erano cellulari per richiamarci all’ordine e allora la mamma e la nonna erano costrette ad affacciarsi al balcone per ordinarci di tornare per il pranzo. Erano anni in cui non ci si domandava molto cosa sarebbe stato del futuro mentre oggi lo si teme come se ci fosse sempre la possibilità di cadere a picco in un fantomatico burrone. Non ci credo. Non ci sto. Oggi guardo al passato sorridendo ma aspetto il futuro con trepidazione; perché ho fiducia e ho capito che credere nel futuro vuole anche dire onorare il passato.

Avevo promesso una ricetta con i ceci. Pensavo alla celeberrima e semplicissima zuppa di ceci che mi prepara sempre la nonna. Non ho fatto i conti con la mia sbadataggine. Ieri mattina sono uscita troppo presto e la sera prima sono tornata troppo tardi da una cena. Risultato? Non ho messo i ceci secchi in ammollo per 24 ore. Quindi ho dovuto ripiegare per non far torto a Cristina che, molto carinamente, mi ha scritto una mail che mi ha riempita di orgoglio. E poi perchè ormai avevo una voglia matta di ceci: Hummus di ceci. Prometto che presto arriverà anche la ricetta della zuppa. Buon week end, gente!

Ingredienti: 400 gr. di ceci lessati, il succo di 1/2 limone, 1/2 spicchio di aglio, 3 cucchiai olio evo, 1 cucchiaino di sale, pepe q.b., paprika , 4/5 cucchiai di acqua di conservazione dei ceci e coriandolo.

Procedimento: scolare i ceci mantenendo l’acqua di conservazione. Mettere in un mixer o un frullatore l’aglio, il succo di limone, il sale, il pepe, i ceci, l’olio evo e l’acqua di cottura dei ceci. Frullare per qualche minuto finchè non raggiungerà una densità liscia, omogenea e cremosa. Impiattare e decorare con paprika e coriandolo fresco tritato. Con cracker, grissini o crostini….it’s up to you!

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=RELQXv8m_cc

keep in touch and keep cooking

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il mio oriente d’Orata

_MG_6189modificataLa cosa più difficile per le persone è capirsi. A volte ho la netta convinzione che la comunicazione sia sottovalutata, che sia la ragione di molte discussioni. Litigi ed incomprensioni nascono, a volte, proprio da persone che si ascoltano poco e che comunicano ancora meno. Davanti ad una bottiglia di vino, tre calici e del buon formaggio di malga, tutto è più semplice. Ci si racconta la vita senza troppe inibizioni, si scoprono piccoli dettagli di ognuno e si può lasciare alle spalle una lunga giornata di lavoro. I giorni trascorrono vorticosamente rapidi per me, in questo periodo. Le cose da fare sono tantissime e non mi accorgo di arrivare a sera in un batter d’occhio. Si avvicinano le feste. Si cominciano a vedere le prime luci natalizie, i primi addobbi su balconi e terrazzi e io non faccio che pensare alla ciclicità delle nostre vite. A quanto sia tutto così scandito da eventi di cui già conosciamo il corso. Ormai anche l’etere ha imparato quanto io voglia, invece, sradicare questi appuntamenti. Vorrei che Natale fosse, per una volta, in estate e andare in vacanza per tutto il mese di dicembre. Vorrei che gli uccellini non migrassero in paesi caldi in questi giorni. Vorrei che rimanessero ad annunciare l’arrivo del tepore primaverile. Vorrei che ogni discussione fosse costruttiva, vorrei che tutti si capissero anche parlando la stessa lingua e vorrei cominciare a brindare oggi, per tutti i nostri sogni riposti in quel cassetto, quello che apriamo solo a volte e troppo spesso dimentichiamo di avere. Vorrei che nelle case potessero stare alberi di Natale alti 3 metri per addobbarli come fosse il Carnevale di Rio. Vorrei che il giorno dopo Natale fosse Ferragosto per fare gavettoni in spiaggia e quello dopo ancora fosse S.Lucia per festeggiare la mia mamma e portare tanti regali a tutti i bambini.

Oggi vado verso est, o meglio vado incontro a quello che, in questo momento, sento come il mio personalissimo oriente. Questa ricetta è frutto di un’idea raccolta da Jamie Oliver tanto tempo fa in uno dei suoi programmi. Ho cercato di ricordarla senza grande successo; l’ho cercata su internet e libri, senza altrettanto successo. Allora ho pensato che il senso avrei dovuto darlo io, secondo il mio personalissimo gusto. Una sera, come faccio sempre, l’ho testata con degli amici a cena (le mie povere cavie). Non ne è avanzata nemmeno una briciola: o era buona, o avevano un sacco di fame!!

Il mio oriente d’Orata:

Ingredienti: orata (pescata), olio evo,coriandolo, lemongrass, peperoncino, zenzero, cipollotto, melograno, sale, succo di limone, riso basmati

Procedimento: cuocere in acqua salata il riso basmati. Intanto tritare il peperoncino, il lemongrass, il coriandolo, lo zenzero e il cipollotto. Mettere il una ciotola e aggiungere il limone, abbondante olio evo e un pizzico di sale. Lasciare quindi insaporire il tutto. Incidere il pesce fino a formare una griglia da ogni lato. In una padella mettere altro cipollotto, dello zenzero a pezzetti e un filo di olio evo. Quando sarà ben calda mettere il pesce in cottura e lasciare che si abbrustolisca bene da ogni lato fino a che non sarà cotto (dipende dalla grandezza del pesce ma ci vorranno circa 10 minuti). Servire accompagnando al riso basmati e irrorando generosamente con il condimento di peperoncino, lemongrass, coriandolo, cipollotto e zenzero. Adagiare infine sopra i grani di melograno.

Soundtrack:http://www.youtube.com/watch?v=0k6mQyu2GxM

keep in touch and keep cooking.

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il tandoori chicken di Massimo

pollo-tandoori-modificataCari amici, con grande orgoglio oggi lascio la parola a Massimo. Sono molto emozionata per questa ricetta, per diverse di ragioni. Per prima cosa leggerete una storia magnifica raccontata da chi conosce veramente bene un paese splendido come l’India.  Poi perché ho conosciuto Massimo, per lavoro, circa un anno fa e solo da pochissimo abbiamo avuto modo di confidarci reciprocamente questa passione viscerale per la cucina. Divagando da argomenti strettamente professionali siamo presto arrivati alla conclusione di quanto ci appassionino i fornelli. Parlando di viaggi ed ingredienti abbiamo capito cosa veramente ci riguarda da vicino. Ci daremo del tu, dopo questo articolo, sono quasi sicura. Leggendolo con attenzione assaporerete i sapori intensi dell’india, i profumi delle spezie che si mischiano nella calda aria di Bombay e il calore dei suoi abitanti, spesso riservati e sempre sorridenti. Ho avuto il piacere di andare in India per ben due volte. So che ce ne saranno ancora e questa ricetta accorcia un pochino questa attesa.

 

Quanti anni son trascorsi dalla prima volta che sono arrivato in India. Tanti e tanti sono stati i viaggi e tanto l’entusiasmo e il piacere che provo ogni volta che ci torno! È sempre la stessa emozione: il cuore mi batte e appena ci metto piede, mi sento a casa.
Il sorriso e la luce degli occhi della gente, il portamento regale delle donne mi fanno sentire orgoglioso ed onorato di sentirmi uno di loro.
Sì! Mi sento proprio a casa, mi piace!
La cucina è poi qualcosa di speciale. Saper mescolare le decine e decine di spezie nella quantità e qualità giusta per ogni singolo piatto che si vuole preparare, è veramente un’arte.
Non esiste un solo masala ma ogni masala dipende infatti dal piatto che si prepara e da chi lo prepara. Ogni cuoco, infatti, predilige la predominanza di un sapore o di un profumo e questi, come per incanto, lo realizzano, senza “ammazzare” il sapore e il profumo delle altre spezie. Il profumo lo si percepisce tanto che chiudendo gli occhi, lo si può quasi vedere ondeggiare davanti a noi stessi come un arcobaleno.
Ma ora vi voglio parlare di un piatto in particolare a cui tengo tanto, non solo per la sua bontà, ma anche perché mi ricorda una persona per me veramente speciale Sister Mary Joseph. Sì! Proprio una suora.
Parlava poco e non si mostrava; per fotografarla ho dovuto fingere di fare una foto alle altre suore.  Ma tra me e lei c’è sempre stata una simpatia e un’intesa particolare …. bastava guardarci negli occhi, gli stessi che si inumidivano ogni volta che ci salutavamo.
L’ultima volta che ci siamo visti, Sr. Mary Joseph era sul letto di morte all’età di 60 anni per leucemia galoppante. Pensate nessun uomo poteva entrare nella sua stanzetta, lei seppe che ero in convento e mi mandò a chiamare. Sentivo i suoi lamenti prima di entrare. Una volta dentro lei si ammutolì come sempre, ci guardammo negli occhi come sempre, mi sorrise come sempre, mi fece un segno di saluto, le feci un segno di saluto ……. un minuto …… come sempre.

Ho una sua eredità …… la Sister sapeva che mi piaceva come cucinava il “tandoori chicken” (pollo al tandoori) e così qualche mese prima mi diede la sua ricetta scritta in inglese di suo pugno.
Ve la riporto, provatela , la consiglio!

Ingredienti: Tagliare in 7/8 pezzi un pollo da kg. 1,5.
Mescolare le seguenti spezie con il succo di un limone e 250 gr. di yogurt bianco fino a far diventare tutto ben amalgamato:
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere,
una punta di cucchiaino di chiodi di garofano in polvere,
1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere,
1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere,
1/2 cucchiaino di semi di papavero,
sale e pepe nero macinati quanto basta.

Procedimento:Incidere i pezzi di pollo e riporli in una ciotola con la mescola di yogurt/limone/spezie, massaggiandoli bene con la miscela ottenuta. Lasciare riposare il tutto in frigorifero per una notte. Il giorno dopo togliere tutta la mescola, avvolgere pezzo per pezzo in carta stagnola e cuocere in forno, preriscaldato a 200 gradi, per 1 ora. Aprire i pacchetti e tingerli con un pennello da cucina con polvere rossa di “tandoori masala” (si compra nello stesso posto delle spezie) , mescolata con acqua. Quando i pezzi di pollo saranno rossi,  farli ben grigliare in forno(senza carta stagnola). Così, a cottura completata, impiattare con cipolla finemente tagliata, fette di limone e riso pilaf, possibilmente “basmati”.

E’ semplice e gustoso se preparato con amore.

Buon appetito!!!!

Massimo

 

 

Soundtrack:https://www.youtube.com/results?search_query=the+millionaire+soundtrack

keep in touch and keep cooking.

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