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mai dire….pane nero ai cereali

_MG_2050modificataOgni volta che ho pronunciato la parola Mai con troppa sicurezza e decisione sono stata fatalmente smentita dalla vita. Mi è capitato diverse volte, purtroppo e ho imparato che è sempre meglio lasciare spazio alla possibilità che mi accada qualunque cosa. Ho pensato che il Forse è una modalità che mi si addice di più. Posso cambiare idea, posso non condividere una posizione o una decisione ma voglio pensare che tutto possa accadere anche a me. Non voglio essere una di quelle persone con troppe sicurezze e sopratutto giudizi. L’ho fatto, a volte, e mi sono sempre pentita perchè è molto più giusto essere pronti a cambiare idea. Quando sono stata così sicura che qualcosa potesse oppure non potesse in alcun modo accadermi…..ecco che, invece, mi ci sono trovata dentro con tutte le scarpe. Alcune volte con dolore, altre con stupore e altre ancora con candore, ho affrontato la cosa ma alla fine mi sono fermata a riflettere e ho pensato proprio che dall’alto qualcuno abbia voluto mostrarmi come essere più umile. Ho sorriso…..

La domenica, una volta, era il giorno in cui si faceva il pane per la settimana. Partendo dal presupposto che a casa mia è piuttosto difficile che duri per la settimana, ieri ho fatto il pane. E’ una delle cose che amo fare più di ogni altra cosa. Mi affascinano la lievitazione e la cottura. Ho comprato quasi tutto ciò che è stato scritto sulla pasta madre ma, avendone così rispetto, non ho ancora avuto il coraggio di provare a crescerla. Forse lo farò in futuro insieme a voi….

Pane nero ai cereali:

Ingredienti: 500 gr. di farina di segale e semi di girasole (Molino Spadoni), 1 bustina di lievito disidratato (Molino Spadoni), 280 ml di acqua, 2 cucchiai di olio evo.

Procedimento: impastare bene la farina e il lievito con l’olio aggiungendo piano piano l’acqua. Se è possibile usare un’impastatrice altrimenti si può fare a mano. Coprire l’impasto e lasciarlo lievitare almeno un’ora in un ambiente piuttosto caldo. Dopo questo tempo, lavorarlo un pochino con un pochino di farina fino a raggiungere la forma desiderata. Lasciar quindi lievitare per altre due ore. Infornare a 180° circa per 25/30 minuti mettendo nel forno una piccola ciotola con dentro dell’acqua. Caldo è strepitoso, ma freddo è comunque speciale….

Buona settimana, amici!

Soundtrack:   http://www.youtube.com/watch?v=lA28Hq4eK3M&list=PLA05B55541ECB8E2F

keep in touch and keep cooking

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sogni di focaccia con cipolle

_MG_1441modificata” Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo,
alcune ci riportano indietro e si chiamano ricordi,
alcune ci portano avanti e si chiamano sogni “

Jeremy Irons

Alla fine ci portano esattamente dove vogliamo. Dipende solo a cosa siamo più interessati. I ricordi sono parte di noi, il nostro vissuto e, ogni tanto, il nostro background. Siamo quello che siamo anche grazie ai ricordi, a ciò che ci hanno insegnato e a ciò che ci hanno mostrato della vita. Alcuni, però, vivono con la testa rivolta ai ricordi senza guardare ai sogni. Alcune volte penso che la ragione stia proprio nei sogni infranti vissuti in passato. Questi lasciano vuoti e ferite così profonde da idealizzare quei momenti e vederne solo il bello che è proprio il momento del sogno, prima che questo si frantumi. Capita, è vero, che alcuni sogni non si avverino. Se ci facciamo forza, proprio oltre quella linea immaginaria e sottilissima tra il dietro e il davanti, ci sono i sogni nuovi. Quelli rigenerati, quelli ancora da scoprire. Ma i sogni, ah i sogni! I sogni sono l’energia vitale che genera il cambiamento. Quella spinta formidabile che permette al nostro cuore di non arrendersi a quello che non ci sta bene. I sogni vogliono che siamo noi ad andarli a cercare. Non vogliono essere soddisfatti per cause venute dal cielo. I sogni vogliono il merito di essere stati scelti, come bambini. E quando si avverano, le stelle nella nostra testa cominciano a vagare nel firmamento come petardi impazziti, come fuochi d’artificio dell’ultimo dell’anno. E allora, gente, continuiamo a desiderare, continuiamo a cercare fino a quando non saremo sazi…e spero che, come me, voi non lo siate mai….

 

Focaccia con cipolle:

Ingredienti per la pasta: 220 mil. di acqua, 110 ml. di latte tiepido, 1 cubetto di lievito di birra, 10 gr. di zucchero, 600 gr. di farina tipo 00, 50 gr. di olio di oliva, 15 gr. di sale.

Ingredienti per la farcitura: 50 ml di acqua, 45 m. di olio evo, 10 gr. di sale, 200 gr. di cipolle tagliate a fette sottili.

Procedimento: impastare tutti gli ingredienti della pasta fino ad ottenere un composto liscio, morbido ed elastico. Stendere l’impasto su una placca rivestita di carta da forno aiutandosi con le dita delle mani. Coprire e lasciar lievitare per circa un’ora. A parte preparare un’emulsione di acqua, olio e sale. Trascorso il tempo di lievitazione, spennellare l’emulsione sulla focaccia e distribuire sopra le cipolle tagliate finemente. Cuocere in forno caldo a 200° per 30 minuti.

Soundtrack:   https://www.youtube.com/watch?v=zPSoTRHpfUc

keep in touch and keep cooking

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per perdermi di nuovo…..

foto 2Di recente ho scoperto le proprietà fantasmagoriche del limone. E’ un agrume straordinario E’ il vegetale con il più alto contenuto di acido citrico, una sostanza essenziale per il ricambio energetico delle cellule. Contiene inoltre citrati di sodio e di potassio, che hanno un notevole potere astringente. Allevia i sintomi dell’influenza e del mal di gola. Ho letto delle sue straordinarie caratteristiche depurative e disintossicanti dell’organismo. L’assunzione regolare, preferibilmente al mattino a digiuno, aiuta la regolarizzazione dell’intestino e combatte addirittura (Signori e Signore!!!!) la cellulite. Ho deciso quindi di provare. Volevo constatare con miei occhi il miracolo. Ho iniziato a spremere un succo ogni mattina, allungandolo poi con acqua. I risultati sono eccellenti. Per altro mi sono fatta l’idea che abbia fortificato le mie difese immunitarie messe a dura prova dal mio nipotino meraviglioso che riesce, però, a portare a casa dall’asilo nido tutti i batteri più terribili. Rispetto allo scorso anni sono infatti riuscita ad essere contagiata decisamente meno. Starò diventando dipendente al limone? forse sì. Per questo ve lo consiglio.   foto 1 E’ stata una giornata di duro lavoro e ho bisogno di fare due passi. E’ cambiata l’ora lo scorso week end quindi uscire dall’ufficio e vedere la luce è un privilegio, in barba al sonno divoratore del mattino. Impieghiamo tutti settimane ad abituarci al cambio dell’ora! Passeggio verso casa, con la mia andatura decisa. Davanti ad un negozio di frutta e verdura mi imbatto in alcuni mazzi di borragine freschissima. Non resisto: devo averla, non posso perdere un’occasione come questa. Tutta soddisfatta torno a casa. La cena prende un risvolto improvviso. La giornata decisamente primaverile e l’acquisto appena fatto mi fanno venire voglia di mare. La mente vola veloce e le associazioni di idee altrettanto: mare, Liguria, borragine, ravioli…. E che ravioli di borragine sia. La mia ricetta: Per la sfoglia: 150 gr. di farina (preferibilmente integrale, biologica), 50 gr. di semola di grano duro rimacinato, 1 uovo, 20 gr. di borragine e acqua q.b. Per il ripieno: 100 gr. di borragine, olio, sale, 130 gr. di ricotta, 10 gr. di parmigiano, la scorza di mezzo limone. Per condire: usare la fantasia. Io amo i ravioli con olio e parmigiano perché esaltano il gusto degli ingredienti contenuti nella farcia. Però it’s really up to you! foto 1-3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lavo la borragine per la sfoglia, la faccio sbollentare e la trito finemente. Metto in planetaria la farina, la semola, l’uovo e la borragine(quando si è raffreddata). Impasto aggiungendo un po’ di acqua fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. Lascio riposare la sfoglia per almeno una mezz’ora, coprendo con un telo. Prendo la restante parte della borragine e la metto in padella con un filo d’olio. La lascio appassire, aggiungo un pizzico di sale, la trito e la lascio raffreddare. In una ciotola metto la ricotta, il parmigiano, la borragine, la scorza del “magico” limone, un pizzico di sale e pepe e la borragine. Amalgamo bene. Tiro la sfoglia. Sono notoriamente pigra quindi utilizzo la planetaria. Si può fare a mano, se siete volenterosi. Stendo la pasta in modo piuttosto sottile e la adagio sul piano di lavoro. Compongo dei piccoli ciuffetti di farcia e, lasciandoli ben al centro, dispongo lo stampino sulla pasta fino ad ottenere la forma che ho scelto. Poi chiudo il raviolo su se stesso e faccio uscire tutta l’aria sigillando bene i bordi. Con un po’ di pazienza si ottengono circa 45 ravioli. Anche stasera, entrando i cucina, ho cercato la  mia sicurezza. E’ l’istinto naturale, la sopravvivenza. Ma sono convinta che sia uno stato mentale, perciò stasera andrò a dormire consapevole del fatto che questa sicurezza proviene da dentro e non tanto da ciò che sta fuori. E domani sarò pronta a perdermi di nuovo. Enjoy your meal! foto 3-2 foto 2-3 foto 5      

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Luca Centurelli

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Questa pagina e' un omaggio a chi mi ha fatto amare la cucina, i sapori di una volta, la qualita' e la ricerca, la passione, e qualche colpo di testa!

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