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fragole al chiar di luna

_MG_0285modificataIl lunedì non è mai una giornata semplice, lo sanno tutti. Il mio di eri è stato faticosissimo, sotto tutti i punti di vista. Non è successo nulla di particolare ma fin dal mattino è stata una continua salita. Ho cercato di distrarmi in qualche modo. Una piccola passeggiata all’ora di pranzo e un po’ di palestra. Poi ho trovato un particolare che ha catturato la mia attenzione e mi sono persa in quello. Sono passata a trovare la nonna (avevo rinunciato al pranzo pesante della domenica quindi avevo voglia di andare da lei) e nella via dove abita, in fondo, c’è un piccolo rettilineo. Cercando parcheggio ho notato che all’orizzonte, da un lato, c’era il sole con sfumature dal giallo al rosso che stava per tramontare e alle mie spalle, esattamente all’opposto, la luna piena, bianca e gigante.
E’ stata la magia della giornata. Quel qualcosa in più che mi ha riportata all’altra me, quella che si stupisce delle piccole cose e che desidera apprezzarle.
Servono dei cambiamenti, nella mia vita, ogni tanto. Serve staccare la spina e attaccarne una nuova, almeno per un po’. Per oggi il passaggio del testimone è stato così naturale: il passaggio dal giorno alla notte mi ha restituito una parte di me, che evidentemente aveva riposato tutto il giorno, in esatta antitesi proprio con quello che le tenebre suggeriscono nell’immaginario comune. Cibo e vita, ecco quello che sono! Non saprei fare altrimenti: un binomio perfetto sul quale ci sarebbe da scrivere un’eternità. Per stasera farò solo una crostata di fragole. La mia ricetta della pasta frolla favorita, forse la conoscete già  https://cookingsullenuvole.com/2013/09/17/i-mille-colori-dindia/  (questa è fatta con farina biologica integrale come unica variante).

Quindi vi racconterò la ricetta della crema pasticcera che preferisco:

Ingredienti: 1 lt. di latte, 1 baccello di vaniglia, 8 tuorli , 300 gr. di zucchero, 70 gr. di farina, 1 pizzico di sale.

Procedimento: in una casseruola mettere il latte e il baccello di vaniglia diviso a metà nel senso della lunghezza. Portare ad ebollizione e poi togliere dal fuoco. In una ciotola mettere tutti i tuorli e lo zucchero e mescolare molto bene con la frusta (i tuorli non devono essere montati). Deve essere fatto subito altrimenti lo zucchero rischierà di cristallizzare a contatto con le uova. Unire poi la farina e il pizzico di sale, sempre mescolando con la frusta. Dopo aver tolto il latte dal fuoco, estrarre il baccello di vaniglia e tirarne fuori l’interno che rimarrà nel latte a dare ulteriore profumazione e sapore. Stemperare la polpa ottenuta all’interno del latte e versare sul composto ottenuto il latte appena raffreddato (circa 8o°) passandolo attraverso un colino. Mescolare bene e rimettere sul fuoco. Mescolare bene dal fondo con una paletta fino a quando la crema non comincerà a diventare densa. Non appena inizierà ad addensare sostituire la paletta con una frusta e continuare a lavorare energicamente. Trasferire la crema in una ciotola versare sopra un po’ di zucchero e coprire con la pellicola trasparente. Questo permetterà che non si formino grumi nè la fastidiosa pellicina in superficie. Riponete in frigorifero e lasciate raffreddare per 4/5 ore. Si conserva (in frigorifero) per qualche giorno, ma normalmente non ha vita così lunga perché viene divorata velocissimamente.

Io avevo in congelatore della pasta frolla fatta qualche giorno fa e delle fragole comprate sabato. Non ho resistito….

Keep in touch and keep cooking.

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capesante al fuorisalone


foto-3fuorisalmodifIl fuorisalone non mi delude mai. Anche una persona critica ed esigente come me non può che deporre ogni scetticismo a proposito di una manifestazione così leggera e piena di energia. E’  uno dei pochi momenti dell’anno dove la città risulta vibrante a dispetto del traffico che aumenta. I cortili aperti sono così pieni di fascino da farti sentire un turista anche se hai vissuto tutta la tua vita a Milano. Si entra nei negozi e negli spazi allestiti con disinvoltura come se i luoghi fossero un tutt’uno con gli avventori. Nonostante i molti impegni del week end non ho potuto rinunciarci. Sono approdata presto in zona Ventura Lambrate e ho esplorato ogni angolo con attenzione, rapita da alcune idee geniali. Non nascondo che avrei potuto comprare un sacco di cose in preda all’entusiasmo per quanto esposto. Ho ascoltato le persone chiacchierare durante il loro passeggio per notare quanto ognuno porti ciò che ha dentro, anche quando osserva il design nella sua forma più autentica. E’ stato bellissimo. So di essere ripetitiva ma questa è la Milano che vorrei sempre. Quella un po’ meno snob e un po’ più internazionale, che lascia venire a sè il resto del mondo. Alle 14.00, rapita dalla fame, mi sono ricordata che le intenzioni per la giornata prevedevano anche un po’ del mio tempo preferito: quello in cucina. Rientrata alla base ho dato spazio al mio bottino di ieri conquistato al mercato. Faceva caldo e ormai era pomeriggio inoltrato. La nonna mi aveva invitata a pranzo, come ogni domenica, proponendo uno di quei piatti deliziosi che amo mangiare ma che poi non ti abbandonano per tutto il resto della giornata. A parte il fatto che non avrei mai fatto in tempo ad essere da lei per l’ora di pranzo, ho preferito godermi il fuorisalone per rientrare con comodo. Tornata a casa ho dovuto dare prima un aspetto decente alla casa, messa a dura prova dalla bellissima cena con 7 persone della sera prima (per altro organizzata all’ultimo secondo!! poveri i miei ospiti….) . Mi piace cucinare nell’ordine e nella pulizia altrimenti mi stanco tantissimo!

Ho aperto il frigorifero straboccante e ho estratto, con grande determinazione i miei ingredienti: 1 confezione di misticanza, 2 arance, 1 limone, 6/8 capesante, una noce di burro, fior di sale e olio.

Procedimento (supermegavelocissimo): dividere le capesante dalla conchiglia con attenzione e lavare accuratamente. In un piccolo padellino far sciogliere la noce di burro e adagiare all’interno i molluschi. Lasciar dorare da ogni lato per un totale di circa 5 minuti. Nel frattempo grattugiare la buccia di una delle arance precedentemente lavata e tenerla da parte. Spremere quindi l’arancia e il limone e filtrare il succo. Aggiungere al succo ottenuto un pizzico di sale e sbattere con una frusta mentre si unisce l’olio. Si otterrà così una vinagrette.  Pelare la seconda arancia con un coltellino affilato e prelevarne la polpa. Ora sarà sufficiente adagiare l’insalata in un piatto o una ciotola, accomodare sopra la polpa dell’arancia, le capesante (raffreddate un pochino) e la scorza dell’arancia. Irrorare il tutto con la vinagrette. Ecco pronta la mia insalata con capesante.

Si sta avvicinando l’estate…..che meraviglia!! aspetto con impazienza le primizie.

Keep in touch and keep cooking.

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sabato, il giorno più bello della settimana

foto 4-1Non amo dormire ma dopo una settimana frenetica, stamattina, ne avevo proprio bisogno. Non che mi sia alzata tardi ma fino alle 9,30 non sono stata in grado di intendere e di volere. Poi colazione con calma (ormai lo sapete) e un po’ di tempo per mettere insieme le idee. Il sabato mattina è il momento più bello della settimana. Hai davanti tutto il week end e tutto lo spazio che vuoi. Ho deciso che un giro al mercato sotto casa mi avrebbe aiutata a raccogliere i pensieri per le ricette che ho in mente per i prossimi giorni. Passeggiando mi lascio convincere da quello che vedo esposto sulle bancarelle. Il mercato è un luogo magico, per me. Da sempre adoro passeggiare tra la frutta e la verdura. I colori sono così intensi e pieni di vita. Mi perdo così tanto nei pensieri da non ricordarmi nemmeno di fare qualche foto per mostrarvi le meraviglie (mi rifarò, promesso!) . Spazio tra frutta e verdura, formaggi, pollame e pesce. Carica come un mulo , come sempre, torno verso casa ed è già l’ora di pranzo. Non ho tempo per lunghe preparazioni quindi decido di optare per una strategia che mi ha insegnato la bimba di una cara amica canadese: “fridge frittata“. Durante uno dei miei viaggi a Vancouver, una domenica mattina dopo una serata di festa, avevamo molti avanzi in frigorifero. Abbiamo messo insieme tutto quello che c’era e il risultato è stato un brunch delizioso. Per me è diventato quasi un rito. Ogni tanto, quando manca il tempo e in frigorifero restano solo una serie di avanzi e ingredienti in attesa di rifornimento, la risposta giusta è fridge frittata.

Ecco la mia ricetta di oggi: millefoglie di formaggio cremoso e salmone con crostino di polenta al gorgonzola.

Ingredienti: un rotolo di pasta sfoglia pronta da cuocere, qualche fettina di salmone (meglio selvaggio), formaggio cremoso (quello che preferite), cipolle rosse di tropea, uova di lompo, della polenta di Storo (già cotta ieri), un pezzetto di gorgonzola e latte q.b.

Procedimento: tagliare la pasta sfoglia a quadretti (8X8 andrà bene) e metterli in forno a 180° dopo averli sistemati su una placca o una teglia ricoperta di carta forno. Nel frattempo tagliare una cipolla rossa molto finemente e unirla al formaggio cremoso fino ad ottenere una crema soffice. Quando la sfoglia sarà pronta e si sarà raffreddata, potete montare la millefoglie. Il primo strato di pasta sfoglia, poi la crema di formaggio e un paio di fettine di salmone. Consiglio due strati massimo e, se possibile, mettere la crema di formaggio con una sacca da pasticcere (per evitare di schiacciare la pasta sfoglia). In cima mettere un cucchiaino scarso di uova di lombo. A me piacciono e si abbinano veramente bene ma so che non tutti le gradiscono quindi possono essere facilmente eliminate.

Per il crostino di polenta bisogna saltare in padella un avanzo di polenta di eri tagliato sempre a quadretti e, nel frattempo, sciogliere in un pentolino una fettina di gorgonzola con un goccino di latte fino ad ottenere una cremina abbastanza densa. Una volta che la polenta è bella dorata sarà sufficiente adagiare la cremina sopra la polenta e guarnire con un rametto di timo, se lo avete, altrimenti sarà pronto così. Dopo questa ricetta, sarà primavera anche nella mia cucina.

Godetevi il sabato e questo pallido sole.

Keep in touch and keep cooking.

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Luca Centurelli

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