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Francesco e la sua musica

chitarratetoE’ sabato e torna la voce degli altri. E’ la volta dell’uomo più eccezionale sulla faccia della terra. So di non essere obiettiva. Forse non è così in modo universale ma ai miei occhi apparirà sempre straordinario e pieno di cuore, testardo e polemico per partito preso, generoso e puro. E’ mio fratello, un vero artista e uno degli amori della vita donati dal cielo.

Non so quale sia la materia che preferisco; materia intesa nel senso più ampio del termine. Ho molte passioni. Il colore, il disegno la pittura sono state mie profonde ossessioni per lungo tempo ed ho imparato a tenerle a bada; sono diventate col tempo una cosa importante e una forma di terapia. Ora le ho messe da parte per un po’, perché sono molto concentrato su un’altra materia per me molto importante: il suono. Questa è per me fondamentale. La conosco molto bene, l’ho studiata e cerco in continuazione di tenermi al passo e di aggiungere materiale che possa completare il quadro. In casa mia, la musica è sempre stata presente in svariate forme: dischi in vinile, cd e cassette audio. Per non parlare di walkman, impianti stereo, radio, cuffie e chi più ne ha più ne metta. Centinaia sono gli oggetti che servono a riportare suono e rumore nella quotidianità delle persone. Il suono della mia vita parte da questi oggetti. Fino ad un certo punto della mia esistenza, la mia curiosità si è limitata all’ascolto: un ascolto sempre attento, rispettoso e profondamente curioso. Poi l’ascolto si è evoluto naturalmente, dalla dimensione casalinga a quella dal vivo un po’ prima che avessi venti anni. Qualche anno dopo, vedendo uno dei tanti concerti della band blues italiana per eccellenza, la Treves Blues Band, successe una cosa singolare. Vidi la luce: come successe per “Joliet” Jake Blues nel film Blues Brothers, interpretato da John Belushi, ho ricevuto, seppure indirettamente, una specie di missione divina dal sacerdote evangelizzatore del Blues, Fabio Treves il Puma di Lambrate, che nel suo ultra decennale impegno nel portare in giro per l’Italia la musica popolare americana, si è fatto carico, nel tempo, di spiegare agli avventori, le radici e il significato della musica del diavolo. In questo suo impegno di divulgazione appassionata, spesso Treves sottolinea la semplicità e la immediatezza che contraddistingue la composizione delle canzoni blues, nella struttura e nella ripetizione di questo modello e di questo approccio musicale, molto importante per tutta la musica occidentale. Questo discorso fu la mia luce. Avevo sempre sentito dire che suonare uno strumento era una cosa complicata da imparare e che era necessario cominciare da bambini, percependo questo discorso, come un mio personale treno perduto irrecuperabilmente molto tempo prima. Le parole del buon Treves rendevano questo ragionamento una mezza verità, se non addirittura una falsità: fu sufficiente per tornare a casa, sequestrare la chitarra acustica di mio padre e iniziare a fare rumore. Sono passati molto anni e sono contento di essere stato graziato da questa chiamata. Autodidatta, poco capace in verità, non posso permettermi di suonare chissà quale composizione, ma oggi posso dire che legno e metallo, accoppiati assieme, sono di certo due tra le materie che possono rendere la mia esistenza migliore. Regalatevi un ukulele o una chitarra e starete meglio con voi stessi e con il mondo.

Francesco

Soundtrack:     https://www.youtube.com/watch?v=f82FUaqfZQU

 

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incontri di tartare di mango, salmone e tonno

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Vi accompagno al week end con le parole di Rabindranath Tagore, un letterato indiano nato a Calcutta alla fine del 1800. Si impegnò, nonostante il tempo in cui è vissuto, a creare una nuova India cercando di conciliare la cultura indiana con quella inglese. Ovviamente, al tempo, l’impresa fu ciclopica se pensiamo che, ancora oggi, la cultura indiana è a volte così tanto caratterizzante e distante da quella occidentale. Non so pensare come potesse essere allora. Calcutta, però, è certamente la città che meglio rappresenta l’integrazione di questi due mondi. Nel mio ultimo viaggio in India a Natale scorso, è il luogo che più mi ha stupita. Aspettavo una città dura e solcata dalla fame e ho trovato, invece, una città imponente, solare e piena di vita e cultura costruita attraverso l’incontro vero di due culture. Questo non vuol dire che gli orrori che si sentono raccontare dai giornali di recente non esistano, anzi, ma l’India non è solo questo per fortuna. L’incontro tra due culture dovrebbe essere stimolo, luce e ricchezza. Rabindranath Tagore ce lo descrive in poche preziose parole: “Spegni la lampada fumante nell’angolo della stanza. Sul cielo d’oriente è fiorita la luce dell’universo: è un giorno lieto. Sono destinati a conoscersi tutti coloro che cammineranno per strade simili.” 

Tartare di mango, salmone e tonno:

Ingredienti: trancio di salmone, trancio di tonno, uova di lompo, mango, soya, sesamo,scorza di arancia, scorza di limone, sale, pepe, olio evo, aceto balsamico.

Procedimento: tagliare a cubetti piccoli il mango e lasciare da parte. Affettare al coltello anche il salmone e il tonno in modo piuttosto preciso e sottile. Mettere i due pesci tritati in due ciotole diverse. Condire il salmone con  sale, pepe, un filo di olio evo, uova di lompo (secondo i gusti), scorza di limone e un goccio di aceto balsamico. Proseguire con il condimento del tonno unendo sale, soya, sesamo e scorza di arancia (poca). Aiutandosi con un coppapasta formare formare degli strati a piacere di frutta e tartare.

Soundtrack: https://www.youtube.com/watch?v=ljnv3KGtcyI

keep in touch and keep cooking

 

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in cucina con Microplane e Simone Rugiati

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Ieri è stata una giornata impegnativa e piena di impegni. Se non fosse stato per il caldo torrido che non ha dato tregua nemmeno un minuto, sarebbe stato tutto più facile. Lavoro duro senza alzare la testa e poi di corsa nel traffico verso lo showroom Modulnova per scoprire le grattugie Microplane in compagnia di Simone Rugiati. Obiettivo: un appuntamento tutto dedicato alla cucina. Finalmente, dopo caldo e lavoro, un’oasi di piacere tutta per me. Qualche viso conosciuto e altri meno ma tutti con la stessa voglia di sorridere, imparare e lasciarsi cullare da cibo e bollicine.

Inutile dire che in compagnia di Simone Rugiati le risate sono assicurate. Chi lo segue abitualmente conosce la sua padronanza nell’uso di questi strumenti. E’ spiritosissimo e ha spiegato come destreggiarsi nella scelta della grattugia più appropriata ai diversi ingredienti. Risotto con menta e zest di lime, per non smentire mai la sua passione per il Mojito. A seguire tartare di scampi in diverse variazioni, tutte sapientemente profumate da zenzero, scorza di arancia e mela.

Ho acquistato una grattugia Professional Series Microplane alcuni anni fa e devo dire non mi ha mai delusa. In occasione di questo evento ho scoperto che questi attrezzi non nascono per la cucina bensì per lavorare il legno. Solo nel 1994, grazie al gesto inconsapevole di una casalinga inconsapevole di Ottawa, questo utensile per falegnameria è diventato un vero e proprio accessorio di culto per chef e appassionati di cucina. Curioso no?!?!

Ieri ho potuto vedere la gamma completa in tutti i suoi colori. Veramente divertente ed elegante allo stesso tempo. Design fluido ed ergonomicità studiata non sono a scapito della precisione del taglio che, invece, sorprende sempre e per le prestazioni quasi chirurgiche.

Sono tornata a casa piena di consigli utilissimi e voglia di mettermi ai fornelli. A parte l’orario, ero veramente stanca dalla lunga giornata, quindi ho preferito una cena in famiglia con il mio nipotino pronta per portare quanto imparato nelle prossime ricette imparando a fare tesoro di strumenti così utili e funzionali.

Soundtrack (speciale per l’occasione):   http://www.youtube.com/watch?v=91kaFxBoTno

keep in touch and keep cooking

 

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Luca Centurelli

fotografia, siti internet, grafica: Ancona, Marche

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Questa pagina e' un omaggio a chi mi ha fatto amare la cucina, i sapori di una volta, la qualita' e la ricerca, la passione, e qualche colpo di testa!

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