archivio | ottobre, 2014

Buon folle compleanno!

_MG_5300modificataOggi compio 36 anni. Mi fa un grande effetto vederlo scritto, molto più che dirlo. Perchè non me li sento addosso. Non mi sembra che sia passato tutto questo tempo. Mi sono addormentata appena ventenne e mi sveglio oggi con 36 anni di esperienze alle spalle, passaggi dolorosi e scelte di vita importanti. Non mi spaventano gli anni. Ho più paura di non viverli con i polmoni pieni di ossigeno. Ho paura di respirare di nascosto, di non avere la giusta energia per volere sempre di più. Troppe volte ho scelto la prudenza e molte altre, prediligendo la follia, ho commesso errori. Ma oggi ho capito che nulla è impossibile; qualunque sia il sogno, può essere realizzato. Non ci sono limiti, se non quelli che noi stessi ci imponiamo. Alcune volte ho pensato che i fallimenti fossero la fine di un percorso, senza considerare che, invece, sarebbero stati parte fondamentale del futuro che avrei costruito con le mie mani. Potrei augurarmi un sacco di buoni pensieri, propositi incoraggianti e costruttivi. Voglio invece farmi dei regali. Voglio essere più pragmatica. Voglio ricevere il coraggio di cui io stessa dispongo; voglio la forza che regala la massima sregolatezza.
Tutti chiedono, silenti o meno, di non andare contro vento, di non sbattere contro i muri. La vita è più interessante, invece, se pensiamo che tutto è stato creato da persone come noi e che, quindi, noi stessi possiamo cambiarlo veramente. Possiamo vivere la vita a pieno, modificarla, lasciare il segno. Non saremo mai più gli stessi. Forse non ameremo le regole e non avremo grande rispetto per ciò che è statico, ma lo avremo per tutto ciò in cui veramente mettiamo anima e cuore.

Ho preparato una torta per festeggiare. La ricetta è di Marina (con qualche mia piccola variazione, come al solito) ed è certo che non durerà neanche 24 ore, giusto in tempo per entrare nel mio prossimo anno di vita

Torta di ricotta sbriciolata:

Ingredienti per la base: 300 gr. di farina, 100 gr. di zucchero, 100 gr. di burro, 1 uovo, estratto di vaniglia, 1 bustina di lievito, 1 pizzico di sale.

Ingredienti per il ripieno: 500 gr. di ricotta vaccina fresca, 70 gr. di zucchero, 100 gr. di gocce di cioccolato fondente.

Procedimento: mescolare farina e zucchero per la base. Aggiungere estratto di vaniglia, lievito, sale. Unire il burro fuso e l’uovo. Lavorare con le mani fino ad ottenere delle grosse briciole. In una terrina lavorare la ricotta con lo zucchero per il ripieno, fino ad ottenere una crema. Aggiungere le gocce di cioccolato. Foderare una tortiera con carta da forno. Depositare 3/4 delle briciole alla base. Ricoprire con la crema di ricotta e livellare il tutto. Terminare con la restante parte di briciole. Infornare a 180° (forno statico) per 35 minuti. Fredda è squisita.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=HAh9IIHVb7c

keep in touch and keep cooking.

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Temakinho, pedalando in bicicletta

IMG_7401modificataHo iniziato il weekend con un pochino di difficoltà. Non ho avuto tempo di respirare, non ho staccato subito la spina quindi è stata una leggera salita. Sabato sembrava andare tutto per il verso sbagliato. Nulla lo è stato veramente, ma niente è stato speciale come piace a me. Nel nido, poi, ritrovo sempre la mia dimensione. Una cenetta semplice e tranquilla, unita ad un film sul divano, hanno ristabilito i battiti giusti. Domenica invece partenza su due ruote per un bel giro per le strade di una Milano sonnecchiante. Prima tappa Bianco Latte, per colazione: croissant salato farcito con prosciutto crudo e pomodoro, spremuta di pompelmo, caffè americano e frutta fresca. La location mi conquista sempre. Il bianco dell’arredamento mi illumina. I complementi d’arredo sono curati e pienamente centrati. Rimango sempre un po’ confusa dal servizio sfuggente e poco curato perchè non permette di sentirsi completamente a proprio agio. Questo è un vero peccato ma voglio immaginare che non sia voluto. Il tempo in bicicletta è trascorso tra viette, parchi e strade alberate. In settimana non ho tempo di guardarmi molto intorno mentre pedalo verso l’ufficio. Sistematicamente sono in ritardo e poi il traffico è così intenso da non permettere alcuna distrazione. La domenica mattina, invece, tutto ha una morbidezza differente. Si pedala senza fretta, respirando la tregua di una città che non lascia scampo noramalmente. Ci si scambiano occhiate con i passanti, si osservano con calma le chiese, i giardini e i terrazzi in cima ai palazzi. Si può improvvisare una sosta al Museo del Novecento o a Palazzo Reale. Si può cercare un angolo tranquillo, sedersi su una panchina e guardare turisti e milanesi che vivono questo tempio del lavoro. Guardata con occhi diversi è veramente bella e piena di angoli deliziosi. Seconda tappa culinaria della giornata, per non farsi mancare niente, è stata Temakinho, Corso Garibaldi. Un luogo famoso e gettonatissimo che non avevo ancora avuto modo di testare. Mi ero fatta un’idea completamente differente da coloro i quali me ne hanno parlato. Fedele alla fama della tradizione del sughi carioca, ho trovato un luogo confortevole, con personale gentile e pesce ottimo. Ho percepito richiami alla cucina del centro america con le corrette basi del sushi giapponese. Con buona probabilità i giapponesi non ne saranno così contenti come me ma questa contaminazione mi ha conquistata: ceviche e tartare densi di sentori di lime e coriandolo. Uova di pesce volante e avocado accompagnano mandorle e cipolla rossa per un risultato veramente ottimo: Provatelo!! e poi…si può prenotare anche online.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=5RowAc-H3EM

keep in touch and keep cooking.

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vita di crostini di pane nero,caprino e salmone selvaggio

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Questa settimana sono stata a casa pochissimo. Un sacco di impegni, progetti che prendono piede e cene con amici a cui non si può mai sottrarre tempo, secondo me (che per altro è già pochissimo). Ho voglia di riposare, dormire profondamente; un sonno come quello che solo i bambini sanno fare. Quando il respiro diventa profondo, riempiono i polmoni di aria; sollevano il torace in modo così dolce e delicato. Alzano quindi il diaframma in modo naturale e la pancia comincia a gonfiarsi. Per qualche secondo tutto rimane sospeso consentendo all’ossigeno di inebriare di vita i loro piccoli corpi meravigliosi. Poi accade inevitabilmente il contrario: il torace si comprime spingendo il diaframma verso il basso e la pancia si schiaccia fino ad espirare ogni residuo d’aria. Rilasciano ogni tensione in un senso di abbandono così naturale e spontaneo da rendere tutto perfettamente leggero. Sono in armonia con il mondo intero, in sintonia con la madre terra e l’universo gli appartiene, tutto racchiuso in un piccolo essere umano. Si compie la meraviglia. E’ una visione celestiale e densa di emozione.  E’ la vita.

Rileggendo queste righe ho capito che ho scritto queste cose perché mi manca il mio nipotino che esattamente settimana scorsa ha dormito a casa con me. Ho sorriso.

Essendo stata fuori spesso ho preparato poche cose, ma buone. Ho fatto il pane, quello nero che sapete piacermi da matti. Accompagnato a prodotti di straordinaria qualità diventa un appetizer perfetto: crostini di pane nero, caprino e salmone selvaggio.

Ingredienti: pane nero (farina permane nero, acqua, olio, lievito secco), caprino fresco, salmone selvaggio ed erba cipollina.

Procedimento: la cosa più laboriosa è , ovviamente, fare il pane. Ma ci torneremo su un’altra volta, con calma. Tagliare a fette. Spalmare poi il caprino, adagiare le fette di salmone selvaggio di ottima qualità e un rametto di  erba cipollina

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=DcxF1vYTb7g

keep in touch and keep cooking

 

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Luca Centurelli

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