archivio | aprile, 2014

pollo arrosto con patate amarcord

 

_MG_0334modificataNon c’è niente da fare! Ci sono un sacco di ricette che ti fanno sentire a casa. Ognuno ha le proprie, diverse e legate alla sua infanzia o a dei momenti speciali della vita. Il cibo, lo dico sempre, è vita, convivialità e amore. Nella mia famiglia, come forse in quasi tutte, a tramandare questa attenzione è stata la nonna. Chiunque ricorda i suoi meravigliosi biscotti o la sua parmigiana di melanzane ma nessuno è mai riuscito a riprodurli esattamente identici. In molti si sono avvicinati ma la sua mano è inconfondibile. Per noi italiani questo legame con la famiglia e la storia è parte integrante del patrimonio genetico. Persino quando ci allontaniamo dall’Italia non riusciamo a staccarci con tanta facilità alle nostre abitudini alimentari. C’è chi si abitua più facilmente e ama la sperimentazione e chi invece non apprezza niente altro che la cucina italiana, ma tutti, prima o dopo, capitoliamo pensando agli spaghetti di casa, alla pizza o a qualche specialità unica del nostro paese.

Vi è mai capitato durante un viaggio di parlare del cibo di casa?!?! a me sempre. Che ci vogliamo fare, siamo fatti così!

Dopo tre giorni di astinenza dai fornelli visto il mio piccolo intermezzo romano, mi sono rimessa al lavoro. Ho cominciato, come spesso accade, dalle cose semplici perché sono quelle che offrono il maggior conforto nei momenti più duri (la mia influenza durante il ponte di Pasqua mi ha un po’ innervosita). Avevo scritto, su consiglio della nonna di un’amica (ovviamente anche in questo caso si tratta pur sempre di una nonna ) un metodo per fare le patate al forno in modo eccellente e ho deciso di provarlo. Per accompagnale ho scelto di fare delle cosce di pollo al forno. Il pollo con le patate mi riporta direttamente alla terra, alla campagna, dove lo zio la domenica lo preparava direttamente nel forno a legna. Inutile dire che aveva tutto un altro sapore, sia per la qualità del pollo ruspante allevato da loro in campagna, sia perché la cottura nel forno a legna regala un aroma squisito. Ancora oggi quando mi capita di andare a trovarli, ho quasi la pretesa che si ripetano gli stessi gesti di allora. Si camminava nei campi al pomeriggio raccogliendo fichi e gelsi che sporcavano le mani fino a colorarle. Lo zio poi spiegava che per pulirle sarebbe stato sufficiente strofinare bene la stessa foglia del gelso sulla mano. Poi tutti insieme si preparavano i pomodori con basilico e si tagliava il primosale da mettere dentro dei piccoli panini farciti che si chiamano guastedde, cotte rigorosamente nel forno a legna. Inutile dire la meraviglie di noi bambini incantati a guardare il fuoco dal quale venivano fuori quasi per magia queste meraviglie. La Sicilia, la mia seconda casa.

Pollo al forno con patate (per 2 persone):

Ingredienti: 4/5 patate, 2 cosce di pollo abbastanza grosse, timo, rosmarino, sale, pepe, aglio, salvia, olio evo

Procedimento: preriscaldare il forno a 180°. Pelare, lavare e asciugare le patate. Tagliarle a dadi non troppo piccoli. In una pentola mettere a bollire acqua salata in abbondanza. Quando prende bollore, immergere le patate. Dopo 3 minuti di cottura, scolarle e lasciarle intiepidire.  Mettere in una teglia le cosce di pollo dopo averle massaggiate con olio, timo e rosmarino e dopo averle condite con sale e pepe. Infornare per 1 h a 180°.  Dopo 30 minuti di cottura del pollo unire le patate al pollo irrorandole con un po’ di olio. Aggiungere timo, rosmarino, salvia e aglio (anche semi di papavero, se vi piacciono) e infornare per i restanti 30 minuti provvedendo a girare ogni tanto sia patate che pollo. Eventualmente pollo e patate possono essere preparati anche in due teglie diverse separate, se il forno è abbastanza grande da consentirlo. Questo permetterà anche di far dorare meglio le patate, se per caso, avessero bisogno di qualche minuto in più di cottura.

keep in touch and keep cooking

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voglia di spaghetti alla carbonara

_MG_0166modificataSono rientrata da Roma un po’ provata. Non è proprio il massimo visitare una città con la febbre. Ieri era praticamente estate. La mia temperatura, tenuta accuratamente sotto controllo dalla tachipirina, mi permetteva di avere freddo al sole o caldo in mezzo a correnti d’aria. Immaginate quale potesse essere il mio stato di ieri sera, rientrata da Roma: uno straccio!!! Stamattina però mi sono alzata pronta a riprendere la mia vita con la solita energia. Non sono in formissima ma ce la metto tutta per non lasciarmi vincere dall’influenza. Certo che farsi venire la febbre mentre si è via non è da tutti eh!?!?

Roma invece è una città per tutti. Penso che sia difficile non apprezzare un luogo come questo. Ha una ricettività incredibile. E’ in perenne stato di “assedio” di pellegrini e turisti che vengono da ogni parte del mondo. E ce la mette veramente tutta per affrontare la cosa in modo organizzato e naturale. La calma e il senso dell’umorismo dei romani è innato e forse dipende proprio dall’atteggiamento di pazienza che gli abitanti di un luogo del genere devono necessariamente avere. Alle funzioni religiose c’è chi sta al telefono o parla ad alta voce senza curarsi della ragione per la quale altri assistono a qualcosa che non è uno show televisivo o il circo. In mezzo a monumenti storici o opere d’arte immense c’è chi è più attento alla fotocamera piuttosto che a godersi le meraviglie che magari non capiterà più di vedere. Siamo fatti così, siamo esseri umani e siamo veramente tutti un po’ disattenti. Roma invece è attenta a tutti. Soddisfa qualunque esigenza, sia essa culturale o sociale. C’è una vita brulicante in ogni quartiere, di notte e di giorno. Puoi cenare bene a basso prezzo in luoghi caratteristici e sorridere alle battute divertenti e non invadenti di camerieri. Puoi girovagare anche di notte cercando solidarietà negli altri turisti che, come te, aspettano un bus che tarda ad arrivare (il 23 ci ha dato filo da torcere,sappiatelo). E poi c’è la città Romana che in ogni angolo lascia intravedere un pezzo di se e non puoi non immaginare la vita di duemila anni prima e volere, anche per un solo giorno, essere proprio in quello che al tempo era il vero ombelico del mondo. Sono stati giorni belli (nonostante la febbre maledetta) ma troppo brevi, come sempre quando si sta bene. Porto con me un sacco di immagini e qualcuna la voglio condividere con voi. E in più, visto che non ho potuto mangiare una bella carbonara come si deve, condivido la mia personale ricetta di uno dei piatti romani per eccellenza: spaghetti alla carbonara (per 4 persone).

Ingredienti: 350 gr. di spaghetti, 150 gr. di guaciale, 4 uova + 1 tuorlo, 100 gr. di pecorino, sale e pepe

Procedimento: Mettere sul fuoco una pentola con acqua abbondante. Salare leggermente (essendo il guanciale già saporito). Tagliare il guanciale a dadini e metterlo sul fuoco in una padella antiaderente; lasciarlo sfrigolare finché non diventerà croccante. Poi toglierlo dal fuoco e lasciarlo raffreddare leggermente. In una ciotola sbattere le uova e il tuorlo con una frusta unendo il pecorino e il pepe. Aggiungere il guanciale, quando sarà freddo. Mettere in cottura la pasta nella pentola quando è a bollore e, quando sarà al dente, scolarla. Mettere la pasta dentro alla ciotola con le uova sbattute (non nella pentola dove la temperatura è stroppo alta) e girare gli spaghetti nella salsa. Aggiungere altro pepe e pecorino, all’occorrenza e secondo i gusti. Servire subitissimo…..

Keep in touch and keep cooking.

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agnello a richiesta

foto 2-5Quando ero bambina e c’era in programma una gita con la scuola vivevo con terrore i giorni precedenti. Sapevo che mi sarei ammalata. Sembrava proprio che aspettassi con così tanto entusiasmo il momento dello svago con i compagni per ammalarmi inesorabilmente e dover rinunciare alla festa. Pensate sia migliorata con il tempo? Ma va!! Mi capita anche oggi. Molto meno per fortuna, ma succede ancora. E’ successo 4 anni fa in Israele. Ero così contenta di partire per questo viaggio. Il giorno prima di partire ho iniziato ad avere un po’ di febbre. Il risultato? una settimana in Israele con dei disagi pazzeschi perché sono stata male ovunque. Vi sembra possibile?
Da allora ho imparato a partire sempre con un piccolo “necessaire” di primo soccorso con medicine generiche in caso di necessità. Detesto ogni forma di medicinale ma ho imparato sulla mia pelle che stare male quando sei in viaggio è una cosa terribile. Quando preparo la valigia, non scordo mai di potarlo con me. Anche in questo caso mi è stato utile. Da ieri sera ho un febbrone da cavallo (almeno così mi sembra perché non ho il termometro). Già durante la giornata mi sono resa conto di non essere in forma e con il passare delle ore la cosa è peggiorata. Ma che palle!! Sono a Roma chiusa in camera perché faccio fatica anche a fare colazione. Ho deciso quindi di riposare un pochino stamattina per poter poi uscire nel pomeriggio e arrivare fino a sera per tornare a casa.
Per questa ragione non sono riuscita a scrivervi prima.
Per oggi ho pensato ad una ricetta che ho dato l’altro giorno ad un’amica che mi ha chiesto come preparare le costolette di agnello in modo semplice e veloce. Quelle che vedete sono le sue foto delle costolette di agnello al forno con pomodorini e melanzane. Mi piacerebbe che questa diventasse una piccola abitudine con voi. Ditemi cosa avete in frigorifero o casa vi piacerebbe cucinare e vi manderò una ricetta. Unica condizione è che mi mandiate poi delle fotografie carine per pubblicarle. Mi sembra un’idea carina no?!?!? Con la mia nonna ho sempre fatto così: la chiamavo per chiedere come preparare qualcosa e lei mi dava la ricetta per filo e per segno e poi mi chiamava per sapere come era venuto il suo piatto.

Ingredienti: 8/10 costolette di agnello, 2 grappoli di pomodorini ciliegini, 1 melanzana grossa, rosmarino, timo, olio Evo, aglio, sale e pepe.

Procedimento : tagliare a cubotti la melanzana e metterla in uno scolapasta cosparsa di sale fino. Lasciarla così per 30 minuti in modo che venga fuori l’acqua in eccesso e , di conseguenza, la parte amarognola dell’ortaggio. Lavare i pomodorini e adagiarli in una teglia (compreso il gambo perchè fa figo!!!) . Unire la melanzana accuratamente risciacquata e mettere in forno a 180° per circa 15 minuti dopo aver salato leggermente. In una padella scaldare un filo di olio con un po’ di rosmarino, timo, pepe e aglio. Adagiare le costolette e lasciarle dorare per circa 5 minuti a fuoco medio/alto. Togliere le costolette dalla padella e unirle alla verdura nella teglia e proseguire la cottura in forno per 10/15 minuti ancora, sempre a 180°.

Keep in touch anch keep cooking.

foto 1-6

foto 3-4

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