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l’Infinito, un luogo a Milano o poesia?

_MG_7826modificataIn macchina, complice un traffico fastidioso e il costante desiderio di imboccare la strada dritta verso il mare, ho avuto un pensiero: e se da domani tutti ci alzassimo e avessimo un lavoro completamente diverso da quello che facciamo? un Assessore potrebbe vendere la frutta nel negozio sotto casa, un operatore ecologico potrebbe fare il Ministro dell’ambiente, un’infermiera potrebbe occuparsi di energia aerospaziale e un ristoratore potrebbe cimentarsi nel marketing strategico. Penso che sarebbe un’opportunità unica ed irripetibile. La visione di persone estranee al proprio lavoro potrebbe essere illuminante, sotto certi punti di vista; certamente miope da altri, ma miracolosa per il candore inevitabile che apporterebbe. Saremmo in grado di ascoltare chi ha una visione così differente dalla nostra? Non lo so con certezza ma sapete che non smetto mai di avere fiducia nell’essere umano. L’ascolto è fondamentale, lo dico spesso. Ascoltando gli altri e meno se stessi si ha la possibilità di entrare in contatto con mondi sconosciuti, luoghi in cui la nostra mente non è abituata ad andare. Non sentire…ma ascoltare, con la differenza fondamentale che esiste tra questi due verbi apparentemente simili. L’altra settimana sono stata in un ristorante storico milanese: l’Infinito.  Si trova in Via Leopardi e il nome non è scelto a caso. Indietro, nei meandri della mia formazione, prettamente scientifica, ma con anni di letteratura alle spalle, mi sono venute in mente le parole del Prof. Panzini che, con passione irrefrenabile, tentava di spiegare a noi studenti distratti, una delle meraviglie mai scritte. Questa poesia è contenuta nell’Idillio. Un’opera immensa per un significato che rimanda ad un’immagine piccola, ristretta e limitata. Leopardi si trova in un luogo fisico preciso, che frequenta abitualmente, che ama moltissimo: un colle solitario, intorno ad una siepe. Leopardi guarda e non riesce a vedere. E allora immagina…..un’immagine forte, intensa, quasi virtuale. E allora ecco l’Infinito….quello dove la mente può sentire tutto, dare forme intense, può generare emozioni piene di sentimenti. Questo ristorante è così. Un luogo dove le persone si sentono a casa, dove la qualità del cibo è cardine indiscusso. Ho mangiato una tagliata sublime e delle verdure in pastella così gustose da far dimenticare la dieta. I dolci che preparano sono genuini e pieni di amore. La scelta è a dir poco vasta, forse troppo, ma spazia tra carne, pesce, primi, secondi, antipasti e piatti unici. Merita certamente più visite per poter apprezzare a fondo un menu’ così Infinito….. Hanno bisogno di rinnovare un pochino lo stile dei luoghi, che sono rimasti quelli dei ristoranti di qualche anno fa ma hanno le carte in regola per affrontare questo passaggio, pronti a regalare ai loro clienti, affezionati e new entry, un’emozione culinaria di grande rispetto. Una cena fuori è ormai vissuta come una poesia, esperienza sublime tra ciò che gustiamo, vediamo e sentiamo e ciò che immaginiamo, ricordiamo e presentiamo. Che loro la pensassero proprio così quando hanno aperto, tanti anni fa?

Buon fine settimana gente……

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=RBumgq5yVrA

keep in touch and keep cooking.

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Trattoria Mussi, girovagando per gli Appennini

imageVagando per le colline in macchina, non ho molta voglia di parlare. Non riesco a mettere in fila le parole. Volano in testa come farfalle, incantate dalle colline innevate a tratti e baciate da un caldo sole invernale. Le strade deserte di questa Emilia Romagna così lontana dal frastuono della costa sono dolci pendii di collina. La vita sembra lenta, a tratti assente. Interi paesi con le persiane chiuse lasciano credere che tutti siano scappati in città. Non posso fare a meno di pensare e lasciar andare la mente verso tutte quelle meraviglie della natura che abbiamo intorno e di cui ci accorgiamo poco. Sì perchè sono proprio quei momenti la fonte della mia più intima ispirazione, quando tutto prende forma e le parole diventano frasi; quando ogni singolo verbo si lega ai raggi solari lasciando il calore scorrere nelle vene e fino alla mente, così da diventare la più semplice espressione di ciò che ho davanti. Come ogni girovagare che si rispetti, ad un certo punto (molto presto, per la verità) viene fame. E’ la fame di chi si gode la vita, di chi ha deciso che un sabato di gennaio potrebbe non finire mai. E’ la fame di chi sente che stare intorno ad un tavolo è importante per conoscersi, per diventare parte dell’altro. E’ la fame di chi ha la curiosità dei bambini nell’assaggiare la cucina di altri, di chi non si accontenta di un pasto generoso ma cerca di portare con sè un piccolo segreto imparato dalla tradizione tramandata da persone che neanche si conoscono. Questo è stato il mio weekend in Emilia Romagna, tra Bardi e Compiano, tra Parma e le colline dell’Appennino Tosco- Emiliano dove ospitalità e genuinità fanno a gara con volpi e scoiattoli per rimanere impressi in modo indelebile nella mente.
Siamo capitati alla Trattoria Mussi per caso, come le cose belle della vita. Un luogo difficile da trovare e sperduto al punto da domandarsi se si sta andando nella giusta direzione. Il locale è in cima ad una salita che domina una valle piena di sole e neve. Quella leggera foschia tipica del sole che incontra il freddo. Entrando abbiamo avuto subito la percezione che non ci fosse grande movimento di clienti: era chiuso. In cucina, però, un vero e proprio fermento. Le aspettative di un’ottima recensione letta ci ha, prima, fatto pensare che si trattasse del pensiero quasi folle di una persona poco esperta. Poi piano piano abbiamo capito: Anna, la figlia della proprietaria, ci ha accolte dicendo che il locale lavora abitualmente su prenotazione e che al momento, era chiuso. Ha aggiunto, però, che avrebbero fatto un’eccezione. Ci ha fatto fare un giretto nelle diverse sale di questo locale autentico mentre hanno acceso la stufa e apparecchiato in una piccola sala con camino. Gnocco fritto con salumi affettati al momento, la giardiniera più buona della vita, ravioli appena fatti con ripieno di erbette e spinaci conditi con funghi trifolati, cinghiale in umido e polenta. Gutturnio e chiacchiere. Non credo si possa volere di più…
Nella recensione di questa ragazza veniva detto che lei e il marito tornano spesso ed appositamente da Mussi da Milano. Abbiamo riso leggendo queste parole, ignari del pranzo meraviglioso che avremmo degustato di lì a poco. Ah che bello potersi ricredere…..

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=F3L0EUbRJGk

keep in touch and keep cooking.

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Laura, in pausa pranzo

foto-1modificataVorrei dare voce a quanti lo chiedono. Vorrei dare spazio a chi uno spazio sulla rete non lo vuole o non ce l’ha. Condivido la mia cucina e anche il mio adorato blog! Potete scrivermi le vostre ricette e mandarmi le foto. Potete raccontare le vostre esperienze in locali e ristoranti di questo strano mondo. Potete anche descrivere i pranzi, le cene in famiglia, i pic nic, le scampagnate e i vostri viaggi. Se avete storie da raccontare, sarò felice di pubblicare anche quelle. Capita spesso di scrivere frasi, poesie, ricette o semplicemente pensieri. A volte diventano qualcosa per ognuno di noi. Altre volte, invece, rimangono nei cassetti, su quaderni in fondo ad una scatola o file nei nostri pc. Recuperateli, se ne avete voglia.

Gli onori di casa spettano a qualcuno che il blog lo legge dal primo giorno. A qualcuno che ha sempre la forza per dire anche quello che non condivide o non le piace. A qualcuno che è più di una, meno di nessuna e arriva anche a centomila. Laura.

Pausa pranzo in un frenetico venerdì a Milano.
Ore 13:05 esco dall’ufficio in via spadari, destinaZione nuovo ristorante Spontini in galleria.
Ore 13:10 schivando turisti, fannulloni, modelle e manager incravattati, arriviamo davanti a Spontini. Fila che sembra immensa, arriva fino a fuori, in strada.
Incredibilmente sono talmente rapidi e organizzati che in pochi minuti siamo dentro, il locale ha un grosso bancone tipo fast food e il trancio viene servito su piatti di carta. Riesco a scorgere 4 pizzaioli e 5 tra ragazzi e ragazze che fanno la spola tra la cassa e il servire direttamente al bancone il trancio già tagliato. Non ci sono tavoli per sedersi ma solo banconi dove appoggiarsi. Il locale è gremito, il via vai è impressionante. Mangio accanto ad una coppia di ragazzi stranieri, forse americani, un impiegato solo che mangia mentre scrive con l’IPhone e un gruppo di quattro signore sulla sessantina.
Ore 1331, siamo fuori.
Pizza eccellente, spontini rispetta la sua tradizione radicata in Milano da tanti anni, costi assolutamente popolari, margherita e coca 5 euro, se si prende la naturale 4 euro totali.
Scelta di pizze limitata a margherita, marinara e prosciutto.
Io ho preso un trancio al prosciutto e una bottiglietta d’acqua spendendo 4,60 euro.
Ideale per chi ha poco tempo e vuole mangiare quello che dicono sia la migliore pizza al trancio di Milano.

Laura

Sountrack (per sua stessa scelta):   http://www.youtube.com/watch?v=trk7P-9QDyc

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