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ciambella variegata per dire no

_MG_2647modificataHo imparato che dire di no significa affermare i miei diritti, i miei bisogni e i miei desideri. E’ più facile dire sì a tutto e a tutti; quando diciamo di sì a tutto, cerchiamo approvazione, benevolenza gratuita. Se pensiamo il contrario, diciamo sì solo per paura di non piacere o di deludere le aspettative altrui. Così ci stressiamo. Come da bambini quando si aveva paura di disubbidire ai propri genitori e perdere il loro affetto. Penso di essermi portata dietro questa paura per parecchio tempo. Adesso mi ha abbandonata? non lo so esattamente ma ho certamente capito come riconoscere per tempo i segnali che annunciano questo stress. Dire di no è profondamente giusto per noi e per gli altri. Anche quando lo diciamo a noi stessi, a volte. Perché dire di no è fonte di grande soddisfazione, dimostra di non essere sempre d’accordo con gli altri e permette di imparare ad esprimere i propri pensieri. Dimostra di avere opinioni e punti di vista, magari anche sbagliati, ma pur sempre rispettabili.  Ho iniziato cambiando parere. Ho scoperto che saper cambiare idea mi rende mentalmente più vivace, più curiosa. Prima mi sono stupita da sola di me stessa. Avete presente l’immagine dei giapponesi di fronte al Colosseo?? ecco qualcosa del genere. Adesso mi succede per gli altri. Quando noto che qualcuno ha cambiato idea su un argomento sono così contenta per lui. Lo sento un atteggiamento così vitale.  Dopo aver pensato un po’ a queste cose, ed averci lavorato sopra mi sono trovata a cambiare idea nelle situazioni più inaspettate. Ho tentato di sradicare le mie abitudini e ho scoperto cose superbe, così, per caso e attraverso un gesto banale. Voglio considerare il valore del mio tempo e utilizzarlo per ciò che amo davvero e per le persone a cui tengo. Non voglio trascorrerlo combattendo contro il mio stesso stress pensando a cosa vorrei fare e invece non posso.

Ieri sera all’improvviso c’è stato un temporale fortissimo. A parte il fatto che evidentemente stiamo diventando un paese tropicale, mi sono decisa a coccolare il mio risveglio di questa mattina con una ciambella variegata perfetta per la colazione (e non solo….)

Ingredienti: 300 gr. di burro morbido, 280 gr. di zucchero, estratto di vaniglia naturale, 5 uova, 1 pizzico di sale, 1 bustina di lievito, 370 gr. di farina, 85 ml. di latte e 30 gr. di cacao amaro in polvere.

Procedimento: preriscaldare il forno a 180°. Amalgamare bene il burro con una frusta (anche elettrica). Aggiungere 250 gr. di zucchero , la vaniglia e il pizzico di sale e continuare ad amalgamare. Aggiungere le uova una per una continuando a mescolare energicamente. Aggiungere quindi la farina, il lievito e metà del latte. Continuare a girare con le fruste. Versare quindi metà dell’impasto in una tortiera per ciambella. Nel composto rimasto aggiungere il cacao in polvere , lo zucchero rimanente e il latte ancora disponibile. Proseguire amalgamando il tutto per bene . Alla fine versare anche questo nella tortiera formando un secondo strato. Con il cucchiaio mescolare delicatamente i due strati in modo che si alternino per creare l’effetto marmorizzato. Infornare per 50 minuti a 180°. A fine cottura lasciar raffreddare. Se il risveglio si vede dal mattino……

Soundtrack:  https://www.youtube.com/watch?v=ZwAd_ag9Q0E

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biscotti di avena alla cannella per consolazione

_MG_1572modificataMi sono accorta che alcuni episodi si ripetono nella mia vita con una costanza quasi grottesca. In ogni casa dove ho abitato, o che frequento con costanza, l’asse del wc è sempre traballante. Negli ultimi dieci anni ho vissuto in due case diverse. Entrambe avevano questo problema. Non sono mai riuscita a risolverlo. Pensandoci, stamattina, mi è venuto in mente che a casa dei miei genitori succedeva la stessa cosa. Ho forse l’abbonamento agli assi dei wc tutti storti?!?!! E’ decisamente una sciocchezza ma fa ridere. Mi capitano queste cose e la coincidenza ripetitiva desta in me qualche sospetto e molte risate. Ieri ero in montagna e dopo aver deciso di fare un bel giro in bicicletta mi sono resa conto che le ruote fossero completamente a terra, cosa abbastanza ragionevole dopo un anno che non vengono usate. Serenamente ho tentato di gonfiarle con una piccola pompa per biciclette, la stessa che ho in box a casa.Risultato?!?! niente da fare. Avevo un piccolo compressore da auto con un banale collegamento all’accendi sigari, ma niente anche con questo. Quando spiegavano come si gonfiano le ruote delle biciclette ero assente, per prima cosa. In secondo luogo anche questa è un’altra cosa che nella mia vita deve andare così. Mi riempio la casa di ogni aggeggio possibile che dovrebbe gonfiare le ruote ma non riesco mai a farlo. Sono ufficialmente destinata a vivere in case con assi del wc storti e traballanti (dai quali, prima o poi, cadrò) e ad acquistare migliaia di pompe per la bicicletta senza mai riuscire ad usarne una. Che ci volete fare, gente! Mi consolo e vi consolo (dopo aver letto questo post frutto di un pensiero così erudito) con dei biscotti di avena alla cannella.

Ingredienti: 80 gr. di zucchero, 80 gr. di burro, 1 uovo, mezzo cucchiaino di cannella, 6 gr. di lievito, 100 gr. di fiocchi d’avena, 30 gr. di mandorle, e la scorza di mezzo limone.

Procedimento: mettere 3/4 dei fiocchi di avena in un robot da cucina e tritare finemente. Aggiungere le mandorle e tritare ancora. Unire anche il burro ammorbidito. Spostare tutto in una terrina. Proseguire aggiungendo tutti gli altri ingredienti. Impastare molto bene con le mani. Coprire il composto con della pellicola e riporre in frigorifero per almeno 30 minuti. Scaldare il forno a 180°. Foderare una teglia capiente con carta da forno. Bagnando le mani con dell’acqua (per evitare che si attacchi tutto il composto alle mani), formare delle palline e poi schiacciarle fino ad ottenere dei biscotti rotondi. Disporre sulla teglia ed infornare per 20 minuti.

Soundtrack :   http://m.youtube.com/watch?v=guUN-5Xpdt0

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plumcake carote e nocciole nell’armadio

_MG_0849modificataHo aperto l’armadio. Quando comincio a trovare lana e cotone insieme capisco che devo farmi forza e affrontare la “bestia”. Che incubo. Ogni volta parto con intenzioni bellicose spinta dal desiderio di fare razzia di vestiti che non uso. Penso sempre che quando mi rendo conto di spostare le cose da una stagione all’altra senza averle messe, queste sono da dare via. Qualcuno potrà farne un uso migliore, senza dubbio.
In realtà questo non è sempre realizzabile ma ci provo. Certamente è un lavoro che sfinisce. Alcuni anni fa, dove abitavo prima, ho scoperto di aver avuto una bella visita dalle tarme. Non vi racconto il dramma. Ho radunato una squadra composta da mamma, nonna e zia e abbiamo messo a ferro e fuoco la cabina armadio. Abbiamo lavato ogni singolo capo presente e disinfettato tutto. Non contenta ho comprato così tanti anti-tarme che l’odore è rimasto per tutta buona parte della stagione nonostante il trascorrere dei giorni. Avete presente le case delle nonne dove tutto sapeva di naftalina?!?! una cosa del genere, con la differenza che i prodotti che si comprano normalmente al supermercato oggi sono aromatizzati alla lavanda, al cedro, ai fiori d’arancio ecc… comunque puzzano lo stesso moltissimo. Da allora ho il “trauma della tarma” quindi non lascio passare troppo tempo per il cambio di stagione, onde evitare di venire divorata da un vorticoso attacco isterico. La cosa mi ha così tanto colpita da aver letto ogni singolo articolo su internet per poter dare una spiegazione razionale all’accaduto e per evitare che capitasse ancora. Il cambio degli armadi è comunque una tragedia per molte persone. Invidio quelli che non lo fanno perchè hanno un guardaroba unico o perchè hanno molto spazio da non averne bisogno. Provo ammirazione vera per quelli a cui non importa per niente e lasciano tutto come capita. Penso che non potrei vivere cosi’, o forse dovrei lasciare andare le cose come vengono perchè, in fondo, queste non sono cose importanti. Che io sia maniaca del controllo? No dai, però non riesco a non fare ordine, ogni tanto. Mi serve per mettere un punto,per concludere un capitolo. Sono felice per chi, invece, riesce a trascurare serenamente la cosa. Ci sono invece quelli che sono iper-precisi, organizzati e dotati di milioni di scatole dove ogni cosa ha una sua collocazione precisa. Loro non li invidio ma sono comunque attratta dai diversi approcci per affrontare la cosa. Siamo tutti così unici e diversi e anche in queste piccolezze della vita, viene fuori esattamente ciò che siamo.

Dopo questa maratona faticosa, ho deciso di consolarmi con un plumcake alle carote e nocciole:

Ingredienti: 200 gr. di farina integrale ( va bene anche farina 00), 3 carote medie, 230 gr. di zucchero grezzo, 2 uova, scorza di 1 limone naturale, 100 gr. di nocciole (o mandorle) sgusciate, 1 bustina di lievito per dolci, 1 cucchiaino di cannella, 3 cucchiaini di olio evo.

Procedimento: tritare nel mixer le nocciole. Aggiungere le carote e tritare anche quelle. In una terrina mettere la farina setacciata, lo zucchero, la cannella, la scorza del limone, e le uova. Mescolare bene con una frusta o con una spatola. Aggiungere a questo composto le carote e le nocciole tritate e amalgamare bene. Aggiungere infine il lievito e continuare a mescolare. Mettere in una terrina da plum cake l’olio e poi la farina per evitare che si attacchi il dolce. Versare quindi il composto e infornare per 35/40 minuti a 180°.

Soundrack (di notte, sulla fiducia, dalla mia Dj):   http://www.youtube.com/watch?v=QB0ordd2nOI

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Luca Centurelli

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Questa pagina e' un omaggio a chi mi ha fatto amare la cucina, i sapori di una volta, la qualita' e la ricerca, la passione, e qualche colpo di testa!

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