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salvare una pesca con l’amaretto

_MG_4602modificataSveglia all’alba, colazione con calma e doccia. Avrei bisogno di una mezz’ora di meditazione ma non lo so fare (un’altra cosa da aggiungere ai propositi per il futuro)e per lo yoga mi manca un’insegnante personale a disposizione. Sono giá ai fornelli perché oggi mi aspetta una bella sfida. Sei portate da scegliere, cinque persone e duecento ospiti attesi. L’arte sarà la vera attrazione ma sappiamo bene che buon vino e buon cibo sono in grado di rendere più magica anche la migliore delle opere. Abbiamo voglia di sorridere, metterci alla prova e divertirci. Questa é la cosa fondamentale. Ci siamo impegnati, abbiamo cercato di prevedere gli imprevisti, le necessità e i bisogni di tutti. Abbiamo deciso di essere flessibili e attenti, ognuno ha un compito a seconda delle capacità e del tempo a disposizione. Ognuno mette tutto se stesso e forse anche di più. In questi mesi mi sono accorta di quanta differenza faccia fare qualcosa in cui credi, qualcosa che ti riempia la mente di positività. Non parlo necessariamente di lavoro ma di occasioni nella vita durante le quali cerchiamo il nostro modo di esprimerci, per essere noi stessi veramente. Tralasciamo i ruoli e le convenzioni. Mettiamo da parte i doveri e la routine. Ogni tanto, solo in piccole occasioni, armiamoci delle nostre passioni, mettiamole a frutto e diamo un senso alle nostre giornate. Non si può vivere guardano il resto del mondo che corre all’impazzata cercando di rincorrerlo senza comprendere che rincorriamo qualcosa che, in fondo, non ci appartiene. Lasciamo andare avanti quel mondo e cerchiamo la giusta dimensione, quella che non spia la felicità degli altri sui social, ma si impegna per sorridere, felice perché domani sarà un altro giorno di sole.

In una mattina di settembre, con tutta questa energia in corpo, cosa c’è di meglio di una pesca con l’amaretto? proprio non lo so, ma oggi vi faccio assaggiare le mie.

Ingredienti: pesche (di settembre, cariche di sole e piene dei profumi dell’estate), zucchero di canna, amaretti, fiocchi di burro.

Procedimento: tagliare a metà le pesche. Togliere il nocciolo. Svuotare leggermente l’interno scavando delicatamente e mettendo la polpa in una ciotola. Aggiungere alla polpa lo zucchero di canna (io consiglio massimo 1 cucchiaino da tè ogni mezza pesca  ma è soggettivo). Sbriciolare gli amaretti all’interno della ciotola (anche in questo caso 1 poggi mezza pesca) e mescolare bene il composto. Riempire le pesche con la polpa ottenuta e terminare con un amaretto intero in cima. Adagiare un fiocco di burro ed infornare a 180° per 30 minuti. Servire calde o fredde. Il giorno dopo, sono ancora meglio. Volendo si possono aggiungere mandorle e/o rhum ma io sto sempre dalla parte delle cose semplici.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=7wfYIMyS_dI

keep in touch and keep cooking._MG_4569modificata

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la torta margherita a colazione o a merenda?

_MG_4090modificataChe giornate intense! Porto avanti con energia il mio lavoro e un nuovo progetto del quale spero di parlarvi presto. Non sono una fan delle troppe cose fatte contemporaneamente. Ma alcune volte non ci si può tirare indietro se si percorrono due strade. La prima è quella che è stata la mia vita fino ad oggi: un lavoro che svolgo con grande impegno e serietà ma che, come tutti ben sanno, non regala grandi emozioni. Dall’altra parte un progetto che sta prendendo forma, il sogno di una persona che ha avuto voglia di condividerlo e che ho incontrato sulla mia strada. A volte capita proprio così. Ti scapicolli per cercare di rendere concreto ciò in cui credi, quella dolce musica che senti che le tue corde vocali sono in grado di cantare. Invece le occasioni arrivano da lati dai quali non avevi ancora guardato. Vorrei che tutto accadesse con i giusti tempi, senza fretta per gustare ogni momento di questa scoperta. Scommetto su di me e sugli altri. Penso ancora che siamo in tanti a cercare una dimensione un po’ diversa, più umana e degna. Allora questo sarà il viaggio di chi ricerca tradizione e semplicità, di chi vuole sapere cosa ci circonda e non si accontenta di compiere gesti comuni senza consapevolezza. I nostri cuori hanno paura di sbagliare ad ogni piccolo passo e guai se non fosse così. Questo ci permette di riflettere, pensare, ragionare e valutare. Con confronto, determinazione e altrettanta serietà faremo di questo progetto, una filosofia di vita. Incrociamo le dita, intanto.

In onore della semplicità, oggi, preparo la torta margherita. Ottima a colazione o a merenda e da accompagnare ad una marmellata fatta in casa.

Ingredienti: 100 gr di burro, 120 gr di zucchero, estratto di vaniglia, scorza di 1 limone grattugiata, 3 uova ,1 pizzico di sale, 150 gr di farina 00, 120 gr di fecola di patate, 1 bustina di lievito per dolci, 75 ml di latte

Procedimento:lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso. Unire l’estratto di vaniglia e la buccia di limone. Aggiungere le uova una alla volta e infine il pizzico di sale. Continuare a lavorare energicamente. Aggiungere la farina e la fecola. Far sciogliere il lievito nel latte e aggiungerlo, lavorando con le fruste elettriche. Imburrare ed infarinare una teglia e versarvi il composto. Cuocere in forno preriscaldato a 180°per 35 minuti. Lasciar raffreddare e servire dopo aver spolverato con zucchero a velo, se gradito.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=fiore9Z5iUg

keep in touch and keep cooking.

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di riflessioni e torta paesana

_MG_1389modificataMi alzo e piove anche questa mattina. L’estate non vuole proprio farci compagnia. Mentre penso questo il cielo si apre e un raggio di sole attraversa la mia finestra e arriva dritto sul monitor. Sorrido.

E’ evidente che sono piuttosto stanca. E’ la mia ultima settimana di lavoro e di blog. Ho deciso che starò con voi fino a venerdì e poi anche cookingsullenuvole andrà in vacanza fino a settembre. Forse scriverò ogni tanto; forse no. Non lo so ancora e non lo voglio decidere ora. Prendo così tante decisioni! Almeno in questo spazio non ho voglia di prenderne. State connessi, però!! Non si sa mai.

Andrò e verrò. Ho prima bisogno di qualche giorno di decompressione, per forza: devo ricaricarmi di energia. Poi un po’ di tempo con il mio nipotino mi permetterà di tornare bambina e farlo felice dedicandomi a lui. Poi il viaggio: ormai sapete che non posso farne a meno. Infine il mare: ho bisogno di vedere il mare, con il suo spazio infinito e l’orizzonte così netto ed impalpabile. Ho voglia di riempire gli occhi di quel blu cobalto che solo il mare riesce a dare.

I bilanci normalmente li faccio arrivati a questo punto. Per me l’anno finisce qui. Non so rispettare il calendario solare. Non mi interessa. A dicembre fa troppo freddo e non mi sento di fare troppi pensieri. Adesso, stanchezza a parte, sono pronta per riflettere, pensare e fare progetti.

Vista l’acqua di ieri e la dispensa che deve necessariamente svuotarsi ho preparato una torta che ho avuto il piacere di assaggiare pochi anni fa: la torta paesana. La ricetta mi è stata gentilmente donata quindi fatene tesoro anche voi.

Ingredienti: 400 gr. di brioches (io ho usato una colomba avanzata da Pasqua :-D) e biscotti secchi, 100 gr. amaretti, 100 gr. uvetta, 100 gr. cacao amaro, 1-2 panini imbevuti nel latte, 1 litro di latte, 1 bustina di lievito, sale, scorza di limone, pinoli, burro e farina.

Procedimento: lasciare ammorbidire i panini nel latte e ridurli in pezzetti. Aggiungere le brioches e i biscotti secchi ben spezzettati, gli amaretti, l’uvetta, il cacao, il latte, il lievito, il sale, i pinoli e la scorza del limone. Amalgamare bene tutto con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo che non sia troppo liquido né troppo asciutto. Imburrare ed infarinare una teglia e mettere in forno a 180° per 1 ora.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=UCmUhYSr-e4

keep in touch and keep cooking



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Luca Centurelli

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