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ritorno dal mare con caserecce speck, zucchine e ventresca di tonno

_MG_2978modificataL’estate è fatta così, tra la gente che va e viene dalla spiaggia. Delle colline verdi e dorate dietro i paesi in riva al mare, dei girasoli vividi ed effimeri nei campi visibili dalle autostrade. Dell’acqua del mare calda e accogliente e degli stabilimenti brulicanti di bagnanti. Delle famiglie, dei gruppi di amici cresciuti, di quelli che parlano con i loro vicini di ombrellone e di quelli che, invece, non vogliono parlare con nessuno per godere del meritato riposo.
L’estate è il tempo per passeggiare, il tempo per scrivere mentre i bambini giocano sul bagnasciuga. E’ il momento delle lunghe passeggiate, dei pranzi in spiaggia fatti di pesce fresco, fritture di mare e insalate fantasiose, dei costumi colorati, dei tuffi dei ragazzi dopo l’ora di pranzo quando tutto smette di essere rumoroso e domina solo la brezza che viene dal mare. L’estate ha il sapore dei freschi centrifugati di frutta e verdura, dei gelati sotto l’ombrellone e del cocco. L’estate è sinonimo di biciclette veloci, di ombrelloni in fila e asciugamani dai colori accesi. E’ fatta di libri e riviste piene di sabbia e di frutta fresca sempre a portata di mano. L’estate è il momento dei pensieri, dei progetti e dei bilanci, quando pensi a tutto quello che farai quando la vita tornerà quella di sempre. L’estate è anche il momento della fantasia, quando sogni la vita in un luogo diverso, un luogo più accogliente e meno pretenzioso. Il week end appena passato è stato, per me, l’inizio vero dell’estate. Ci voleva. Benvenuta estate!

Quando si parte o si torna per un week end, ci si arrangia un po’ con ciò che c’è in frigorifero. Io lo faccio sempre e mi diverto un sacco a mettere insieme gli ingredienti improvvisando: caserecce speck, zucchine e ventresca di tonno

Ingredienti: caserecce Garofalo, zucchine, scalogno, speck e ventresca di tonno Consorcio, sale, pepe e olio evo.

Procedimento: tagliare finemente lo scalogno e metterlo in una padella antiaderente con un filo di olio evo. Lavare e tagliare a cubetti le zucchine e aggiungerle allo scalogno. Far cuocere in padella per circa 10/15 minuti (personalmente preferisco che le zucchine rimangano un po’ croccanti). Condire con sale e pepe. Tagliare a listarelle lo speck e aggiungerlo alle zucchine lasciando che cuociano insieme per pochi minuti. Nel frattempo far bollire l’acqua salata e cuocere le caserecce. Unire quindi la pasta in padella aggiungendo un filo di olio crudo in modo che il tutto si amalgami. Impiattare. Direttamente sul piatto aggiungere quindi la ventresca di tonno Consorcio. Buon Appetito!

p.s. sono tornata dal mare con la febbre. Ma si può, a luglio!?!?!?! passerà….

Soundtrack:  https://www.youtube.com/watch?v=fazyao5bGUg

keep in touch and keep cooking

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Elena e i suoi sogni

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Cari amici, oggi parla Elena. Ci racconta la passione e la dedizione di chi ogni giorno realizza il proprio sogno professionale. Di chi lo ha scelto e lo porta avanti con tenacia ogni giorno. Traspare la sua delicatezza e l’attenzione che presta a chi ha la fortuna di incontrarla. Non le manca mai il sorriso anche quando la vita la mette a dura prova. Cerca la strada migliore per affrontare tutto e tutti. La lascio a voi….ne apprezzerete la dolcezza! Io intanto corro a preparare la merenda che ci suggerisce.

Piove, non piove, c’è il sole che poi sparisce… non si capisce bene cosa voglia fare il tempo oggi, resta il fatto che ogni tanto queste giornate non mi dispiacciono affatto perché mi portano inesorabilmente indietro nel tempo a quando, da bambina, rompevo l’anima alla mia mamma affinché mi lasciasse uscire in giardino a giocare con il rischio di inzupparmi tutta per il classico temporale estivo che puntualmente arrivava (ho avuto la fortuna di crescere in una casa che aveva accesso ad un giardino davvero enorme, con tanto di montagnetta dalla quale in inverno, con la neve, si poteva scendere con lo slittino).
Sono sempre stata un maschiaccio e questa cosa mi ha accompagnato per tutta la vita. Tant’è che sin dalle elementari, da grande, sognavo di fare l’informatico – che allora era tipicamente un lavoro “da maschio”. E così è stato…. Ho realizzato il mio sogno e l’ho trasformato nel mio lavoro quotidiano che ho svolto con passione e dedizione per diversi anni finché mi sono resa conto che cominciava ad andarmi stretto. Oddio, i sogni di bambina stavano lasciando il posto al malessere, all’insofferenza.
E’ stato in quel momento che ho avuto la fortuna di imbattermi in quello che era il sogno di qualcun altro. Io, l’anti-sport per eccellenza (per forza, ero una chiavica in tutte le discipline sportive !!), ho iniziato a lavorare come segretaria in una palestra dove si respirava la voglia di fare, di crescere e dove si percepiva l’entusiasmo di chi aveva fatto nascere questa attività.
Beh, dopo diversi anni questa è diventata anche la mia attività, è diventata anche la mia palestra.
Certo, non è stato facile mollare tutto così e cambiare totalmente direzione ricominciando da capo; non è stato facile neanche per chi mi era ed è tutt’ora vicino… grazie mamma (anche se eri la meno convinta del cambiamento che stavo facendo), grazie papà (il tuo appoggio nel momento di grande sofferenza che stavi vivendo ha fatto la differenza), grazie Chica e grazie Natale…senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile. Grazie di cuore Lele perché mi hai permesso di condividere il tuo sogno facendolo diventare anche il mio. E grazie ai “nostri ragazzi”:Vale, Tia, Beppe, Vero, Simo…grazie, perché lavorare con voi è davvero un grande piacere.

P.S. la merenda che la mamma preparava in giornate come questa è il “chisceul” (credo che il nome sia dal dialetto bresciano). Assomiglia alla tipica frittella delle bancarelle.
Mettere 3-4 cucchiai colmi di farina bianca tipo 00 in una scodella, aggiungete un pizzico di sale e acqua q.b. per ottenere una pastella che non deve essere troppo liquida. Versate in una padella antiaderente nella quale avrete fatto scaldare un filo di olio, la pastella stando attenti che questa non attacchi alla superficie. Fate dorare per bene (ci vogliono circa 5-6 minuti) e quando la frittella sarà pronta, eliminate con carta assorbente l’olio in eccesso. Cospargete la superficie di zucchero e godetevela con un buon thè che è la morte sua… Buona merenda !

Soundtrack: https://www.youtube.com/watch?v=zt7kEqWlSyc

Elena 

http://www.palestraproforma.it

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attenzione ai calamari ripieni

_MG_3109modificataStamattina alla radio ho sentito parlare di attenzione. Il discorso degli speaker è passato in secondo piano perchè il concetto dell’attenzione mi ha rapita. Ho pensato all’attenzione nei riguardi degli altri. Mi sono detta spontaneamente di averne moltissima nei confronti delle persone che mi stanno intorno. Poi mi sono ricordata quando mi è stato fatto notare di non averne avuta. In molti casi era vero. In alcuni proprio no, ma alcune volte non mi son proprio accorta di piccoli importanti dettagli. Siamo attenti a quello che ci interessa ma il resto lo tralasciamo, ogni tanto. Quando cominciamo a guardare un po’ oltre, però, ci accorgiamo che c’è un mondo fatto anche di tante altre persone e che forse, siamo un po’ tutti sulla stessa barca. Possiamo accorgerci degli occhiali nuovi della nostra mamma o dello sguardo perso di una collega che fantastica mentre è seduta alla scrivania. Possiamo intravedere gli occhi di una donna che aspetta un bambino e non vuole ancora che si sappia nonostante il suo pancino cominci ad intravedersi. Possiamo capire chi soffre perchè ha sentito le solite critiche da parte delle persone che ama, anche quando sono a fin di bene. Se facciamo caso, possiamo imparare i gusti musicali del nostro vicino di casa che, tornato dal lavoro, ascolta sempre gli 883 o una bachata. E lo possiamo immaginare ballare a ritmi latino americani. Incontrarlo in ascensore sarà molto più divertente. Possiamo notare che alcune persone usano sempre le stesse parole quando si esprimono. Forse lo facciamo un po’ tutti ma in alcuni casi è veramente fastidioso. Possiamo fare caso alle piccole abitudini confortevoli di alcuni che fanno sembrare il mondo più tranquillo, o forse si illudono che così lo sia. Possiamo essere attenti quando ci raccontano una storia. In fondo non siamo obbligati ad ascoltare. Mentre invece ci piace moltissimo essere ascoltati. Il mio post di oggi, piuttosto che una riflessione, è un invito….ad ascoltare, a fare attenzione alle piccole cose. Non sempre siamo disposti ad usare uguali pesi e uguali misure. Con noi stessi siamo più generosi, tolleranti. Ad altri, invece, non permettiamo che sfugga anche il più piccolo dettaglio che riguarda noi stessi…

E’ venerdì. E’ luglio. E’ tempo del primo bagno al mare. Per questo ho pensato ai calamari ripieni, un piatto che adoro e che, a volte, mi ha deluso anche a ristorante perchè se non è ben fatto, diventa un po’ difficile da mangiare.

Ingredienti: calamari freschi, pangrattato, prezzemolo, capperi, uvetta, pinoli, aglio, sale, pepe, olio evo, birra (o vino bianco).

Procedimento: lavare e pulire i calamari eliminando la parte interiore (se non sono già stati puliti); prendere le alette e i tentacoli dei calamari, tagliarli sottilmente e metterli in padella a rosolare per 10 minuti e mettere da parte. Tostare il pangrattato nella stessa padella. Tagliare finemente il prezzemolo, l’aglio e i capperi fino ad ottenere un trito. Unire al trito anche il pangrattato, i pinoli, l’uvetta e i tentacoli cotti. Condire con sale e pepe. Riempire quindi i calamari e richiudere, in cima, con uno stuzzicadente. Mettere i calamari ripieni in una teglia ricoperta di carta forno e aggiungere con un filo di olio. Infornare a 200° per 20/25 minuti. A metà cottura irrorare con la birra e infornare nuovamente. Al termine spolverare sopra altro pangrattato e una ulteriore spruzzata di olio e far gratinare 5 minuti in forno a massima temperatura.

Non vi deluderanno!

Soundtrack: https://www.youtube.com/watch?v=uA6iCEKGgs8

keep in touch and keep cooking

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Luca Centurelli

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