archivio | dicembre, 2014

zuppa di lenticchie, autunno e montagna

_MG_6426modificataHo camminato su neve friabile e croccante. Era da tempo che lo aspettavo. Avevo il desiderio di osservare la magnificenza delle montagne color brunito, con quelle sfumature tipiche del tardo autunno dalle quali spiccano gli ultimi alberi rosso e arancio. Avevo bisogno di quel silenzio che solo la montagna riesce a darti; quel silenzio dove tutto è soffice e sa di zucchero, di cioccolato e di cannella; quel silenzio che dopo una giornata a camminare tra i boschi desideri accendere il caminetto e guardare le fiamme che avvolgono i ceppi. Avevo voglia di sentire le guance fredde guardando il cielo terso avvolto da piccole soffici nuvole bianche. Avevo voglia di tazze fumanti di tisana e di tè con biscotti al burro, di polenta e formaggio fuso e chiacchiere tra amiche con i vetri delle finestre appannati. Avevo voglia di ammirare le lucine dei paesi da lontano, di notare quanto da lontano sembrino dei piccoli Presepe, di immaginarne la vita lenta e tranquilla. Dopo giornate passate all’aria fredda, a rincorrere il sole e a fare a palle di neve, ti rifugi a casa e ti lasci coccolare dal tepore del nido, in compagnia, in due, con la famiglia ma sempre pronta a sentire il tempo lento scorrere placido: lontano dalla vita di sempre, dalla frenesia del lavoro, e dall’energia della città. So che è solo uno spazio nel tempo ma ogni volta mi domando quanto queste vite sembrino lontane eppure sempre le stesse. Sento solo gratitudine e sono pronta a rigettarmi nel mondo che sta cambiando insieme a me e alla mia vita. E’ stato un bel fine settimana!

Zuppa di lenticchie (come piace a me):

Ingredienti: sedano, carote, cipolla, dado home made, olio evo, lenticchie di Castelluccio di Norcia, sale, pepe, rosmarino.

Procedimento: preparare un trito di sedano e cipolla. Tagliare poi le carote a rondelle e mettere tutto in una casseruola con un filo di olio evo. Lasciare cuocere per qualche minuto, aggiungere quindi le lenticchie, un rametto di rosmarino e abbondante acqua. Condire con un paio di cucchiaini di dado casalingo e lasciare cuocere per circa 40 minuti a fuoco basso. Aggiustare con sale e pepe e servire calda.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=cbixLt0WBQs

keep in touch and keep cooking.

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torta di ricotta alle nocciole e pistacchi per accorciare la distanza

_MG_6526modificataNon ho ancora fatto l’albero, parliamone! All’inizio di novembre non vedevo l’ora che arrivasse fine mese per correre in cantina a recuperare tutte le mie scatole di Natale. Ero pronta a spacchettare con impazienza tutte le palline, le luci, le statuette del Presepe di legno che mi hanno regalato mamma e papà. Ero pronta ad affrontare i combattimenti dell’anima per dove posizionare l’albero: “lo mettiamo in terrazzo quest’anno? o vicino al divano nel suo posto tradizionale?” Ero pronta a farmi travolgere dallo spirito delle feste, dalla carta da pacco da abbinare a nastri rossi, dalle stelle di legno, dalle fette di arancia essiccate abbinate alla cannella e dal gingerbread con le sue spezie inconfondibili. Ma quest’anno è evidentemente particolare sotto tutti i profili. Il tempo tra quei pensieri e oggi ha fatto molto di più, in realtà. Ho sentito il mondo color Marsala, ne ho apprezzato le tonalità intense e decise. Ho sentito l’oro e il ghiaccio impossessarsi dei miei pensieri. Sono passata attraverso fortissimi sentimenti di paura ed emozioni degne di essere scritte. Evidentemente abbassando la guardia, mi sono lasciata trasportare dall’ignoto. Ho perso di vista la tradizione per lasciare spazio alle novità. Ho pensato alle cose per le quali vale la pena lottare, ai sogni, ai progetti per i quali battersi. Ho avuto dubbi, ma sono passata oltre. Mi sono interrogata sulla creatività e mi è venuto in mente un Panettone: soffice, dall’aspetto austero ma dolce e gentile, ricco di uvetta e canditi ma semplice e paziente. Ho desiderato essere in grado di farlo e ho deciso che imparerò. Quindi ho capito che stavo lavorando per quello: per la mia passione, per poter accorciare sempre di più quella distanza tra me e lei ricordandomi quanto conosco l’albero dal quale provengo e desiderando sempre più che il vento mi permetta anche di allontanarmi quanto basta.

Torta di ricotta alle nocciole e pistacchi:

Ingredienti: 50 gr. di pistacchi, 50 gr. di nocciole, 300 gr. di ricotta fresca vaccina, 100 gr. di burro fuso, 250 gr. di farina integrale biologica, 200 gr. di zucchero, 1 bustina di lievito, 3 uova, 1 pizzico di sale.

Procedimento: tritare le nocciole. Dividere le uova e montare gli albumi con lo zucchero versandolo a pioggia finchè saranno spumose. Aggiungere quindi i tuorli, il lievito, la farina. Mescolare bene. Aggiungere quindi la ricotta ed incorporarla bene. Aggiungere quindi il burro fuso e un pizzico di sale. Unire infine le nocciole e le mandorle tritate. Versare tutto in una teglia imburrata, livellare e infornare a 180° per 40 minuti. Lasciare in forno ancora qualche minuto, sfornare e spolverizzare con lo zucchero a velo.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=8UVNT4wvIGY

keep in touch and keep cooking.

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Guacamole tra parole e silenzi

_MG_6403modificataVivo tra il desiderio di silenzi e la necessità delle parole. Amo l’assenza di parole; è una condizione di tranquillità che permette armonia ed elevazione, secondo me. Non credo di averne vera cognizione. Forse sono poche le persone che conoscono veramente il silenzio, che non ne accusino l’eccessivo frastuono. Vorrei apprezzarne a pieno lo sforzo, vorrei poter godere di quel magico equilibrio. Viviamo, poi, in un mondo di parole. Quelle che preferisco sono quelle che mi ronzano in testa mentre guido o ascolto musica. In quei casi si allineano come uccellini in formazione pronti a migrare. In quelle occasioni le vedo che, lettera per lettera, si infilano fino a formare frasi: un post per il mio blog, una mail di ringraziamento per un incontro di lavoro piacevole, un biglietto di auguri per un compleanno, una poesia, un pensiero o anche la letterina a Babbo Natale. Le parole sono un mezzo straordinario per intendersi, per comunicare, per emozionare e per crescere. Sono le basi della nostra vita, il punto di partenza, le prime cose che apprendiamo. A volte dimentichiamo di dire la cosa giusta, a volte siamo così sordi da non voler sentire ciò che ci viene detto, al volte troppo confusi per poter capire quale sia l’essenziale. L’impressione che il mondo non si comprenda è parte del mio modo di sentire questo periodo della vita e parte delle difficoltà che sento di rececente. Ma io non mi arrendo; forse è per questo che sono così attratta dalle cose belle, buone, positive e dense di vita; perchè il mondo è migliore se visto attraverso parole piene; il mondo assume colori ambrati se ci concentriamo sulla comprensione, senza correre, concedendo al prossimo un secondo di silenzio, prima di dire qualunque cosa…
Magari cambieremo idea…e avremo ancora modo di stupirci e godere del silenzio di questo grande successo.

Una vita senza avocado è, per me, impossibile. Ha la capacità di far tornare il sorriso, di rendere speciale un piccolo pic-nic sul divano o una serata con il frigorifero vuoto (come se questo mai capitasse a casa mia). Penso all’avocado e sono felice. Lo immagino spalmato su una fetta di pane, condito con olio, sale e limone , in un’insalata o con del pesce. Ma, Signori e Signore, nessuno tocchi il guacamole: ecco la mia versione, con crostini alle noci, sul divano e con un bicchiere di spumante ghiacciato.

Ingredienti: 2 avocado maturi, 1 pomodoro, lime, 2 cucchiai di cipolla rossa, peperoncino, 1/2 spicchio di aglio, sale, pepe, qualche seme di cumino.

Procedimento: pulire bene l’avocado e metterlo in una ciotola. Tagliare a pezzettini piccoli il pomodoro, la cipolla, il peperoncino e l’aglio tritati e unire il tutto. Lavorare con la forchetta Condire con sale, il succo di un lime, il pepe e qualche seme di cumino schiacciato.

Non vene pentirete, parola mia!

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=UrIiLvg58SY

Keep in touch and keep cooking.

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