archivio | novembre, 2014

il mio oriente d’Orata

_MG_6189modificataLa cosa più difficile per le persone è capirsi. A volte ho la netta convinzione che la comunicazione sia sottovalutata, che sia la ragione di molte discussioni. Litigi ed incomprensioni nascono, a volte, proprio da persone che si ascoltano poco e che comunicano ancora meno. Davanti ad una bottiglia di vino, tre calici e del buon formaggio di malga, tutto è più semplice. Ci si racconta la vita senza troppe inibizioni, si scoprono piccoli dettagli di ognuno e si può lasciare alle spalle una lunga giornata di lavoro. I giorni trascorrono vorticosamente rapidi per me, in questo periodo. Le cose da fare sono tantissime e non mi accorgo di arrivare a sera in un batter d’occhio. Si avvicinano le feste. Si cominciano a vedere le prime luci natalizie, i primi addobbi su balconi e terrazzi e io non faccio che pensare alla ciclicità delle nostre vite. A quanto sia tutto così scandito da eventi di cui già conosciamo il corso. Ormai anche l’etere ha imparato quanto io voglia, invece, sradicare questi appuntamenti. Vorrei che Natale fosse, per una volta, in estate e andare in vacanza per tutto il mese di dicembre. Vorrei che gli uccellini non migrassero in paesi caldi in questi giorni. Vorrei che rimanessero ad annunciare l’arrivo del tepore primaverile. Vorrei che ogni discussione fosse costruttiva, vorrei che tutti si capissero anche parlando la stessa lingua e vorrei cominciare a brindare oggi, per tutti i nostri sogni riposti in quel cassetto, quello che apriamo solo a volte e troppo spesso dimentichiamo di avere. Vorrei che nelle case potessero stare alberi di Natale alti 3 metri per addobbarli come fosse il Carnevale di Rio. Vorrei che il giorno dopo Natale fosse Ferragosto per fare gavettoni in spiaggia e quello dopo ancora fosse S.Lucia per festeggiare la mia mamma e portare tanti regali a tutti i bambini.

Oggi vado verso est, o meglio vado incontro a quello che, in questo momento, sento come il mio personalissimo oriente. Questa ricetta è frutto di un’idea raccolta da Jamie Oliver tanto tempo fa in uno dei suoi programmi. Ho cercato di ricordarla senza grande successo; l’ho cercata su internet e libri, senza altrettanto successo. Allora ho pensato che il senso avrei dovuto darlo io, secondo il mio personalissimo gusto. Una sera, come faccio sempre, l’ho testata con degli amici a cena (le mie povere cavie). Non ne è avanzata nemmeno una briciola: o era buona, o avevano un sacco di fame!!

Il mio oriente d’Orata:

Ingredienti: orata (pescata), olio evo,coriandolo, lemongrass, peperoncino, zenzero, cipollotto, melograno, sale, succo di limone, riso basmati

Procedimento: cuocere in acqua salata il riso basmati. Intanto tritare il peperoncino, il lemongrass, il coriandolo, lo zenzero e il cipollotto. Mettere il una ciotola e aggiungere il limone, abbondante olio evo e un pizzico di sale. Lasciare quindi insaporire il tutto. Incidere il pesce fino a formare una griglia da ogni lato. In una padella mettere altro cipollotto, dello zenzero a pezzetti e un filo di olio evo. Quando sarà ben calda mettere il pesce in cottura e lasciare che si abbrustolisca bene da ogni lato fino a che non sarà cotto (dipende dalla grandezza del pesce ma ci vorranno circa 10 minuti). Servire accompagnando al riso basmati e irrorando generosamente con il condimento di peperoncino, lemongrass, coriandolo, cipollotto e zenzero. Adagiare infine sopra i grani di melograno.

Soundtrack:http://www.youtube.com/watch?v=0k6mQyu2GxM

keep in touch and keep cooking.

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di monsoni e budini al cioccolato

_MG_6305modificataNon possiamo fare affidamento neanche più sul tempo. La mia città, negli ultimi giorni, ha avuto momenti che ricorderemo con poco orgoglio. Siamo un paese monsonico? Non mi pareva ma sembra, invece, che sia proprio così. Il mio quartiere è diventato ostile e pieno di insidie. Il luogo dove ognuno dovrebbe sentirsi a casa, al sicuro, è diventato un fiume di fango e detriti senza controllo. Alcune persone sono rimaste senza elettricità per troppe ore, fino a ieri. A tutti è sorta spontaneamente la stessa domanda: “Siamo pronti per l’Expo?”, “Cosa accadrebbe se la pioggia inondasse la città durante questa manifestazione internazionale, paralizzando tutti gli ospiti che tanto abbiamo atteso?” Non lo so bene; non oso immaginarlo. Certamente non faremmo una grande figura con il mondo intero. Ma la riflessione che è entrata nelle mie vene è quanto siamo sicuri nelle nostre case, quanto diamo per scontato di stare al caldo, avere un tetto sopra la testa, avere l’acqua corrente e l’elettricità. Non sappiamo cosa voglia dire fare senza beni primari di tale importanza perchè siamo abituati solo a sentire il bisogno di cose inutili, secondarie o forse anche in fondo a qualsiasi ragionevole scala di importanza. Oltre alla pioggia, quello appena trascorso, è stato per me un weekend di soddisfazioni, scoperte, musica, cucina e fantasia. Chibimart, Golosaria, Paolo Nutini, una laurea, tanti amici e torte per una festa di compleanno. Non mi sono certamente annoiata ma ho avuto voglia di terminare il fine settimana con copertina e un budino fatto in casa, pensando a quando ero bambina e spesso la domenica, a casa della nonna, si faceva il budino tutti insieme: caldo, confortevole e preparato con quello che c’era in casa.

Ingredienti: 180 gr. di cioccolato fondente, 130 gr. di zucchero, 150 gr. di burro, 800 ml. di latte, 80 gr. di farina, biscotti secchi (Oro Saiwa)

Procedimento: tritare il cioccolato. Scaldare il latte. Mettere un’altra casseruola il burro e far sciogliere lentamente. Unire lo zucchero e il cioccolato e mescolare con una frusta. Quando sarà sciolto e bel lucido, aggiungere la farina setacciata e mescolare amalgamando bene. Aggiungere quindi tutto il latte e lasciare cuocere a fuoco lento finché non si sarà addensato. Lasciare sobbollire per 5 minuti. In una teglia o in vasetti per mono-porzioni adagiare i biscotti secchi e versare sopra il budino. Ripetere l’operazione per un paio di strati. Riporre in frigorifero e lasciar raffreddare per almeno due ore.

Soundtrack:http://www.youtube.com/results?search_query=paolo+nutini+coming+up+easy

keep in touch and keep cooking.

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il salto della quaglia in un’insalata con avocado e tonno

_MG_6251modificataUn inizio è sempre un inizio. Perchè cerco sempre che sia una prima volta? perchè le prime volte sono speciali. Regalano emozioni e generano energia: un nuovo corso di yoga, una partenza, un primo appuntamento, un quaderno con fogli bianchi o un nuovo maglione super cozy. Potrei scommettere sulle cose nuove. Mi rendono allegra, felice e piena di speranza. Anche quando proprio quella speranza sembra non voler albeggiare, nelle giornate grigie e cariche di pioggia. Ho comprato una nuova agenda; forse con troppo anticipo ma ho voglia di scriverci sopra tutti gli appuntamenti che mi aspetto dal futuro. Ho voglia di cambiare modo di vivere la vita; di sentire di più la leggerezza di quelle anime che hanno il dono di vibrare libere sopra la testa degli altri. Ho comprato anche carta da pacchi, come a vuole cominciare a spostare qualcosa. Non la mia casa, ma alcuni oggetti. Sì proprio quegli oggetti dai quali troppo spesso prendo le distanze. Deciderò se farne pacchetti natalizi o imballaggio per cose che non servono più. Spesso abbiamo la credenza che possedendo certe cose saremo diversi ma non ci credo più. Forse in passato mi sono illusa anche io, ma ora mi sono svegliata. Ieri uscendo dal lavoro mi sono accorta che c’è aria da respirare fuori e tutta la vita non si srotola dentro un ufficio o un luogo chiuso. Ho avuto bisogno di camminare e riprendere aria. Questa pratica tanto banale quanto necessaria alle mie membra, di recente, è diventata un piccolo rito che ogni tanto vado a cercare. Per non sentire solo il peso di giornate fatte di lavoro ed impegni. Ma per avere il piacere di sentirsi parte di questo mondo. Non cucino da qualche giorno. Non so esattamente perché ma ho avuto il bisogno di fermarmi un momento per capire bene dove sto andando. Ho preparato solo una zuppa di ceci per un’amica. Ma l’ho fatto senza pensare alla fotografia, alla ricetta e a quello che avrei scritto qui. Oggi ho scritto e basta, come un fiume in piena, come sono io…oggi è così, gente! Sarà un weekend densissimo di impegni:un concerto, due fiere, amici e risate. Spero sia così, all’altezza delle mie aspettative perché oggi non ho voglia di restarne delusa..

Insalata con avocado,tonno e uova di quaglia.

Ingredienti: insalata mista, uova di quaglia, avocado, tonno sott’olio, fior di sale, succo di limone, pepe, olio evo.

Procedimento: mettere le uova in acqua e lasciar bollire per 3-4 minuti. Metterle quindi sotto l’acqua fredda e far raffreddare. Togliere il guscio. Unire all’insalata le uova di quaglia, il tonno, un avocado maturo tagliato a cubetti e condire con fior di sale, olio evo e pepe e con del succo di limone.

Curiosità: l’ uovo di quaglia, poco usato sulle nostre tavole, si usa come l’uovo di gallina ma è più leggero, più delicato e meno ricco di colesterolo. Una proprietà molto importante, infatti, è quella di contenere colesterolo HDL, cosiddetto buono e, di non contenere il colesterolo LDL (cattivo).

Soundtrack:http://www.youtube.com/watch?v=n2MtEsrcTTs

keep in touch and keep cooking.

 

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