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plumcake carote e nocciole nell’armadio

_MG_0849modificataHo aperto l’armadio. Quando comincio a trovare lana e cotone insieme capisco che devo farmi forza e affrontare la “bestia”. Che incubo. Ogni volta parto con intenzioni bellicose spinta dal desiderio di fare razzia di vestiti che non uso. Penso sempre che quando mi rendo conto di spostare le cose da una stagione all’altra senza averle messe, queste sono da dare via. Qualcuno potrà farne un uso migliore, senza dubbio.
In realtà questo non è sempre realizzabile ma ci provo. Certamente è un lavoro che sfinisce. Alcuni anni fa, dove abitavo prima, ho scoperto di aver avuto una bella visita dalle tarme. Non vi racconto il dramma. Ho radunato una squadra composta da mamma, nonna e zia e abbiamo messo a ferro e fuoco la cabina armadio. Abbiamo lavato ogni singolo capo presente e disinfettato tutto. Non contenta ho comprato così tanti anti-tarme che l’odore è rimasto per tutta buona parte della stagione nonostante il trascorrere dei giorni. Avete presente le case delle nonne dove tutto sapeva di naftalina?!?! una cosa del genere, con la differenza che i prodotti che si comprano normalmente al supermercato oggi sono aromatizzati alla lavanda, al cedro, ai fiori d’arancio ecc… comunque puzzano lo stesso moltissimo. Da allora ho il “trauma della tarma” quindi non lascio passare troppo tempo per il cambio di stagione, onde evitare di venire divorata da un vorticoso attacco isterico. La cosa mi ha così tanto colpita da aver letto ogni singolo articolo su internet per poter dare una spiegazione razionale all’accaduto e per evitare che capitasse ancora. Il cambio degli armadi è comunque una tragedia per molte persone. Invidio quelli che non lo fanno perchè hanno un guardaroba unico o perchè hanno molto spazio da non averne bisogno. Provo ammirazione vera per quelli a cui non importa per niente e lasciano tutto come capita. Penso che non potrei vivere cosi’, o forse dovrei lasciare andare le cose come vengono perchè, in fondo, queste non sono cose importanti. Che io sia maniaca del controllo? No dai, però non riesco a non fare ordine, ogni tanto. Mi serve per mettere un punto,per concludere un capitolo. Sono felice per chi, invece, riesce a trascurare serenamente la cosa. Ci sono invece quelli che sono iper-precisi, organizzati e dotati di milioni di scatole dove ogni cosa ha una sua collocazione precisa. Loro non li invidio ma sono comunque attratta dai diversi approcci per affrontare la cosa. Siamo tutti così unici e diversi e anche in queste piccolezze della vita, viene fuori esattamente ciò che siamo.

Dopo questa maratona faticosa, ho deciso di consolarmi con un plumcake alle carote e nocciole:

Ingredienti: 200 gr. di farina integrale ( va bene anche farina 00), 3 carote medie, 230 gr. di zucchero grezzo, 2 uova, scorza di 1 limone naturale, 100 gr. di nocciole (o mandorle) sgusciate, 1 bustina di lievito per dolci, 1 cucchiaino di cannella, 3 cucchiaini di olio evo.

Procedimento: tritare nel mixer le nocciole. Aggiungere le carote e tritare anche quelle. In una terrina mettere la farina setacciata, lo zucchero, la cannella, la scorza del limone, e le uova. Mescolare bene con una frusta o con una spatola. Aggiungere a questo composto le carote e le nocciole tritate e amalgamare bene. Aggiungere infine il lievito e continuare a mescolare. Mettere in una terrina da plum cake l’olio e poi la farina per evitare che si attacchi il dolce. Versare quindi il composto e infornare per 35/40 minuti a 180°.

Soundrack (di notte, sulla fiducia, dalla mia Dj):   http://www.youtube.com/watch?v=QB0ordd2nOI

keep in touch and keep cooking

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panini morbidi al latte e la mamma

_MG_0817modificataI miei pensieri per la festa della mamma sono per tutte le madri che devono andare a lavorare per necessità e soffrono nello stare lontano dai loro bambini. I miei pensieri sono per le madri che vorrebbero perdere la pazienza per i capricci dei loro piccoli ma non lo fanno perché li amano incondizionatamente. I miei pensieri sono per le madri che hanno bimbi malati e vorrebbero alleviare tutte le sofferenze dei loro figli. I miei pensieri sono per le madri che non vedranno crescere i loro figli perchè li hanno persi. I miei pensieri sono per le madri che madri non potranno mai essere non per loro scelta. I miei pensieri sono per quelle madri che sono incinte e che sentono i loro bambini nella pancia. I miei pensieri sono per quelle madri che nonostante abbiano più di 80 anni trattano i loro figli come fossero ancora piccoli. I miei pensieri sono per quelle madri che stanno affrontando un divorzio e farebbero qualunque cosa per evitarlo ai propri bambini. I miei pensieri sono per quelle madri che non hanno più la loro mamma alla quale affidare i loro cuccioli. I miei pensieri sono per quelle madri che ce la mettono tutta per ammorbidire il cuore provato da un passato molto duro. I miei pensieri sono per quelle madri che non sentono più nessun rumore del mondo perchè sono concentrate solo sul proprio figlio. I miei pensieri sono per quelle madri che tentano qualunque strada pur di diventare mamme, anche a costo di mettere a dura prova il proprio corpo. I miei pensieri sono per quelle madri che non volevano essere madri e che invece hanno scoperto, poi, il dono stupendo ricevuto. I miei pensieri sono per quelle madri che hanno scelto di essere le madri coraggiose di figli di altri. I miei pensieri sono per quelle madri che lo sono da sempre perché scritto nel dna. I miei pensieri sono per quelle madri che sopportano per amore dei loro figli. I miei pensieri sono per quelle madri che sono serene anche solo perché sono mamme. I miei pensieri sono per quelle madri che hanno pochi soldi e li spendono tutti per i loro bambini senza pensarci. I miei pensieri sono per le madri single perché hanno la forza necessaria per crescere da sole i loro figli. I miei pensieri sono per le madri che guardano con sufficienza le donne che non lo sono. I miei pensieri sono per le madri che vedono soffrire i propri figli e che farebbero qualunque cosa per accollarsi quel dolore. I miei pensieri sono per quelle madri che hanno desiderato così tanto un bambino da passare attraverso un calvario e oggi, non se la sentono di farlo ancora. I miei pensieri sono per le madri che sanno di avere dei problemi ma non li vogliono affrontare. I miei pensieri sono per le madri che non parlano con i propri figli. I miei pensieri sono per le madri insicure e per quelle dubbiose. I miei pensieri sono per tutte le mamme, preziose, speciali, belle e luminose come stelle in una notte d’estate.

A tutte dedico i miei panini morbidi al latte:

Ingredienti: 500 gr. di farina manitoba, un panetto di lievito di birra, 50 gr. di zucchero di canna (semolato va belle lo stesso), un cucchiaino di sale, 320 ml. di latte, 50 gr. di burro, 1 uovo.

Procedimento:sbriciolare il lievito di birra, unire due cucchiaini di zucchero, e circa 150 ml. di latte. Coprire e attendere che sulla superfici si formino delle bollicine. Mettere il resto del latte a scaldare insieme allo zucchero, al sale e al burro fuso. Sciogliere bene tutto. Mettere nella planetaria la farina. Unire il latte con il lievito. Unire, piano piano, anche il latte con burro, zucchero e sale e proseguire ad impastare molto bene finché la pasta non sarà elastica ed omogenea. Lasciare lievitare per due ore e mezza. Quindi stenderla e formare un filare. Ricavare poi tanti pezzetti che dovranno essere lavorati cercando di tirare i bordi della pasta verso il basso e verso e spingendola verso il centro. Questo permetterà alla superfici di rimanere liscia. Spennellare i panini con del latte e lasciare lievitare ancora 30 minuti. Poi spennellare con un uovo sbattuto e infornare a 210° per 18 minuti circa.

Inutile dire che mi ricordano la mia infanzia e sopratutto la mia mamma….

Soundtrack(veramente azzeccata, bravo Dj):   http://www.youtube.com/watch?v=gI2eO_mNM88

keep in touch and keep cooking.

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trionfo di trifle con fragole e panna

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Oggi voglio parlarvi di coraggio. Sono giorni che questo argomento torna nella mia vita in continuazione, quasi a volermi dire qualcosa. Incontro amici che sono pronti a cambiare vita o affrontano situazioni nuove o inaspettate. Leggo riviste dove si parla proprio di decisioni difficili, a volte quasi strane agli occhi dei più. Trovo molto interessante questo aspetto nella vita di tutti.  Alcune volte ci sono strade che sembrano così dure da percorrere, da non sembrare nemmeno possibili. Troppe volte mi sono trovata in mezzo a questo cammino e venirne fuori è stata un’impresa. Perché quando non ti accorgi di esserti infilata in un guaio, non hai scelta: devi necessariamente venirne fuori. Ecco perchè quando si ha la sensazione di trovarsi, invece, davanti ad un percorso doloroso, talvolta si decide di fare marcia indietro ancor prima di fare il primo passo. Vorrei che per oggi non si potesse fare nessun dietro front perchè troppo spesso è proprio in quell’attimo che si perdono delle opportunità giganti.  Perchè la soddisfazione di essere passati attraverso ad una difficoltà è energia propulsiva per andare avanti e scoprire cose bellissime di sè e del mondo. La pigrizia, le comodità e la paura sono tiranne quando c’è molto in gioco, ma quando si ha quella sete di rischio si riesce ad ottenere inevitabilmente delle grandi esperienze di vita.  In cucina oggi voglio osare. Ho provato qualcosa che ho sempre desiderato fare, ma non ne avevo avuto ancora il coraggio. Un piccolissimo passo, un risultato modesto per una neofita, ma è un inizio. E’ partito tutto da una foto vista su internet di un Trifle che mi ha poi fatto venire in mente di un dolce simile visto preparare in uno dei programmi di cucina che preferisco, Home Cooking Made Easy di Lorraine Pascale (che è inglese e non frequenta i politici, credo :-P). Come sempre non sono stata capace di seguire nessuna delle due ricette ma ho fatto di testa mia: Trifle con fragole e panna

Ingredienti: 1 cassetta di fragole, zucchero a velo, 2 limoni, alchermes, pavesini, panna montata, 6 tuorli, 150 gr. di zucchero di canna, 500 gr. di latte, 1 cucchiaio di maizena, 1 bacca di vaniglia, cioccolato a scaglie o grattugiato.

Procedimento: per prima cosa è necessario tagliare a pezzetti le fragole a pezzetti, condirle con il limone e lo zucchero a velo e mettere in frigorifero a riposare (sarebbe bene farlo la sera prima in modo che si produca un bel sughetto). Preparare poi la crema inglese perchè dovrà riposare in frigorifero per raffreddarsi: mettere il latte sul fuoco con la bacca di vaniglia finchè non inizierà a bollire. Togliere dal fuoco e lasciare in infusione. Separare le uova e unire ai tuorli lo zucchero e la maizena. Amalgamare quindi con una frusta o un frullino fino ad ottenere una crema fluida. Estrarre la bacca dal latte. Togliere i semi dall’interno della bacca e lasciarli nel latte. Mantenendo lontano dal fuoco il pentolino unire la crema di zucchero, tuorli e maizena e mescolare delicatamente. Riportare sul fuoco e lasciar sobbollire fino a che non diventerà vellutata, sempre mescolando.  Mettere in frigorifero a riposare coprendo con della pellicola.

Tagliare le altre fragole in verticale cercando di tenere lo stesso spessore per tutte. Montare la panna con una planetaria o delle fruste. Comporre quindi il dolce a strati. Immergere i pavesini nel succo delle fragole allungato leggermente con l’alchermes. Quindi disporre le fragole sul bordo del contenitore scelto e cominciare a fare degli strati con pavesini , fragole, crema inglese , panna montata e cioccolato. Fare quanti più strati saranno possibili. Penso che questo dessert sia molto bello anche in monoporzioni tipo barattoli e/o bicchieri ma per questa volta ho voluto essere coraggiosa e tentare questa impresa. Non sarà perfetto ma sono contenta perchè era tanto che volevo farlo e oggi sono riuscita. Ed è un po’ come me!

keep in touch and keep cooking

Special Soundtrack:   http://www.youtube.com/watch?v=jlbunmCbTBA

 

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Luca Centurelli

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