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Guacamole tra parole e silenzi

_MG_6403modificataVivo tra il desiderio di silenzi e la necessità delle parole. Amo l’assenza di parole; è una condizione di tranquillità che permette armonia ed elevazione, secondo me. Non credo di averne vera cognizione. Forse sono poche le persone che conoscono veramente il silenzio, che non ne accusino l’eccessivo frastuono. Vorrei apprezzarne a pieno lo sforzo, vorrei poter godere di quel magico equilibrio. Viviamo, poi, in un mondo di parole. Quelle che preferisco sono quelle che mi ronzano in testa mentre guido o ascolto musica. In quei casi si allineano come uccellini in formazione pronti a migrare. In quelle occasioni le vedo che, lettera per lettera, si infilano fino a formare frasi: un post per il mio blog, una mail di ringraziamento per un incontro di lavoro piacevole, un biglietto di auguri per un compleanno, una poesia, un pensiero o anche la letterina a Babbo Natale. Le parole sono un mezzo straordinario per intendersi, per comunicare, per emozionare e per crescere. Sono le basi della nostra vita, il punto di partenza, le prime cose che apprendiamo. A volte dimentichiamo di dire la cosa giusta, a volte siamo così sordi da non voler sentire ciò che ci viene detto, al volte troppo confusi per poter capire quale sia l’essenziale. L’impressione che il mondo non si comprenda è parte del mio modo di sentire questo periodo della vita e parte delle difficoltà che sento di rececente. Ma io non mi arrendo; forse è per questo che sono così attratta dalle cose belle, buone, positive e dense di vita; perchè il mondo è migliore se visto attraverso parole piene; il mondo assume colori ambrati se ci concentriamo sulla comprensione, senza correre, concedendo al prossimo un secondo di silenzio, prima di dire qualunque cosa…
Magari cambieremo idea…e avremo ancora modo di stupirci e godere del silenzio di questo grande successo.

Una vita senza avocado è, per me, impossibile. Ha la capacità di far tornare il sorriso, di rendere speciale un piccolo pic-nic sul divano o una serata con il frigorifero vuoto (come se questo mai capitasse a casa mia). Penso all’avocado e sono felice. Lo immagino spalmato su una fetta di pane, condito con olio, sale e limone , in un’insalata o con del pesce. Ma, Signori e Signore, nessuno tocchi il guacamole: ecco la mia versione, con crostini alle noci, sul divano e con un bicchiere di spumante ghiacciato.

Ingredienti: 2 avocado maturi, 1 pomodoro, lime, 2 cucchiai di cipolla rossa, peperoncino, 1/2 spicchio di aglio, sale, pepe, qualche seme di cumino.

Procedimento: pulire bene l’avocado e metterlo in una ciotola. Tagliare a pezzettini piccoli il pomodoro, la cipolla, il peperoncino e l’aglio tritati e unire il tutto. Lavorare con la forchetta Condire con sale, il succo di un lime, il pepe e qualche seme di cumino schiacciato.

Non vene pentirete, parola mia!

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=UrIiLvg58SY

Keep in touch and keep cooking.

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ravioli dolci con fragole e menta meditando una partenza

_MG_2059modificataGli Aborigeni nel deserto Australiano ritenevano che il loro territorio fosse attraversato da un labirinto di linee immaginarie, visibili solo ai loro occhi, le “Vie dei Canti”. Si trattava delle “impronte degli Antenati” lungo le quali si spostavano da un luogo all’altro. Mi è rimasta impressa nella mente questa storia letta ne Le Vie dei Canti di Bruce Chatwin parecchi anni fa.
L’ impulso di muoversi, di spostarsi e di migrare ha sempre caratterizzato l’uomo fin dall’antichità e credo che il viaggiare rappresenti un momento fondamentale di crescita; un’opportunità unica per apprendere e confrontarsi con modi di vita e culture diverse. Viaggiare è per me una fantastica avventura che regala benessere fisico e mentale. E’ quasi una filosofia di vita che cerco di salvaguardare quando comincio a pensare ad un viaggio. Cerco informazioni di carattere storico, artistico, geografico e soprattutto sociali, nella profonda convinzione che “l’elemento umano”, ancora, costituisca un aspetto di fondamentale importanza per conoscere il paese dove andrò. Dopo aver letto quel libro mi è capitato tante volte, tra le rovine di antiche civiltà o sotto la volta stellata in pieno deserto, di chiudere gli occhi ed immaginare le voci ed i canti di quanti prima di me si sono trovati in quel luogo. Canti che hanno da sempre scandito i vari momenti della vita umana: momenti belli e brutti, momenti di gioia e di dolore, canti di pace e canti di guerra, gridati o sommessi. Cerco strade alternative rifuggendo da programmi troppo veloci e pre-organizzati, pacchetti per turisti usa e getta, itinerari di viaggio oramai relegati ad un ruolo sempre più secondario. Cerco “l’esperienza di viaggio”, un modo di rapportarmi alle persone che incontrerò. Cerco luoghi dove altri possano avere cura della mia sete di conoscenza. L’obiettivo è quello di trarre piacere e nutrimento dal viaggio. Gli imprevisti sono dietro l’angolo, praticamente sempre, ma oltre al momento di evasione, questa esperienza può contribuire all’accrescimento culturale e personale. Di questo sono consapevole….

Avrete capito, sto organizzando una partenza…..

Ravioli dolci con fragole e menta (da una rivista che ho scoperto di recente e che si chiama A Tavola)

Ingredienti: 2 rotoli di pasta frolla (se non c’è il tempo per prepararla a casa), 300 gr. di fragole, 2 cucchiai di zucchero di canna, metà lime, menta fresca, 1 tuorlo d’uovo, 2 cucchiai di maizena, una manciata ancora di zucchero di canna e zucchero a velo.

Procedimento:lavare le fragole e tagliarle a cubetti molto piccoli. Unire la menta sminuzzata. Aggiungere lime e zucchero e lasciare macerare 10 minuti. Nel frattempo stendere la pasta frolla e ricavare tanti dischetti con un taglia biscotti. Rimettere la pasta frolla in frigorifero a rassodare. Nel frattempo separare il sughetto che si è formato dalle fragole e aggiungere la maizena. Mescolare fino a sciogliere tutti i grumi. Riunire alle fragole e amalgamare bene. Su metà dei dischetti di pasta frolla adagiare al centro le fragole, ricoprire con un altro dischetto e chiudere il biscotto con l’aiuto di una forchetta dopo aver bagnato leggermente i bordi del dischetto in modo che aderisca bene. Al centro del biscotto fare 4 forellini che lascino uscire l’aria. Sbattere un tuorlo d’uovo e spennellare sopra ogni dolcetto. Spolverare con lo zucchero di canna e infornare a 180° per 10 minuti. Quando saranno pronti ed intiepiditi spolverare con lo zucchero a velo.

Soundtrack (è tornata la mia Dj):   http://www.youtube.com/watch?v=VEpMj-tqixs

keep in touch and keep cooking

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Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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Luca Centurelli

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Questa pagina e' un omaggio a chi mi ha fatto amare la cucina, i sapori di una volta, la qualita' e la ricerca, la passione, e qualche colpo di testa!

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