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attenzione ai calamari ripieni

_MG_3109modificataStamattina alla radio ho sentito parlare di attenzione. Il discorso degli speaker è passato in secondo piano perchè il concetto dell’attenzione mi ha rapita. Ho pensato all’attenzione nei riguardi degli altri. Mi sono detta spontaneamente di averne moltissima nei confronti delle persone che mi stanno intorno. Poi mi sono ricordata quando mi è stato fatto notare di non averne avuta. In molti casi era vero. In alcuni proprio no, ma alcune volte non mi son proprio accorta di piccoli importanti dettagli. Siamo attenti a quello che ci interessa ma il resto lo tralasciamo, ogni tanto. Quando cominciamo a guardare un po’ oltre, però, ci accorgiamo che c’è un mondo fatto anche di tante altre persone e che forse, siamo un po’ tutti sulla stessa barca. Possiamo accorgerci degli occhiali nuovi della nostra mamma o dello sguardo perso di una collega che fantastica mentre è seduta alla scrivania. Possiamo intravedere gli occhi di una donna che aspetta un bambino e non vuole ancora che si sappia nonostante il suo pancino cominci ad intravedersi. Possiamo capire chi soffre perchè ha sentito le solite critiche da parte delle persone che ama, anche quando sono a fin di bene. Se facciamo caso, possiamo imparare i gusti musicali del nostro vicino di casa che, tornato dal lavoro, ascolta sempre gli 883 o una bachata. E lo possiamo immaginare ballare a ritmi latino americani. Incontrarlo in ascensore sarà molto più divertente. Possiamo notare che alcune persone usano sempre le stesse parole quando si esprimono. Forse lo facciamo un po’ tutti ma in alcuni casi è veramente fastidioso. Possiamo fare caso alle piccole abitudini confortevoli di alcuni che fanno sembrare il mondo più tranquillo, o forse si illudono che così lo sia. Possiamo essere attenti quando ci raccontano una storia. In fondo non siamo obbligati ad ascoltare. Mentre invece ci piace moltissimo essere ascoltati. Il mio post di oggi, piuttosto che una riflessione, è un invito….ad ascoltare, a fare attenzione alle piccole cose. Non sempre siamo disposti ad usare uguali pesi e uguali misure. Con noi stessi siamo più generosi, tolleranti. Ad altri, invece, non permettiamo che sfugga anche il più piccolo dettaglio che riguarda noi stessi…

E’ venerdì. E’ luglio. E’ tempo del primo bagno al mare. Per questo ho pensato ai calamari ripieni, un piatto che adoro e che, a volte, mi ha deluso anche a ristorante perchè se non è ben fatto, diventa un po’ difficile da mangiare.

Ingredienti: calamari freschi, pangrattato, prezzemolo, capperi, uvetta, pinoli, aglio, sale, pepe, olio evo, birra (o vino bianco).

Procedimento: lavare e pulire i calamari eliminando la parte interiore (se non sono già stati puliti); prendere le alette e i tentacoli dei calamari, tagliarli sottilmente e metterli in padella a rosolare per 10 minuti e mettere da parte. Tostare il pangrattato nella stessa padella. Tagliare finemente il prezzemolo, l’aglio e i capperi fino ad ottenere un trito. Unire al trito anche il pangrattato, i pinoli, l’uvetta e i tentacoli cotti. Condire con sale e pepe. Riempire quindi i calamari e richiudere, in cima, con uno stuzzicadente. Mettere i calamari ripieni in una teglia ricoperta di carta forno e aggiungere con un filo di olio. Infornare a 200° per 20/25 minuti. A metà cottura irrorare con la birra e infornare nuovamente. Al termine spolverare sopra altro pangrattato e una ulteriore spruzzata di olio e far gratinare 5 minuti in forno a massima temperatura.

Non vi deluderanno!

Soundtrack: https://www.youtube.com/watch?v=uA6iCEKGgs8

keep in touch and keep cooking

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cartoccio di pesce con pomodorini e olive taggiasche, somewhere over the rainbow

_MG_2137modificata“Addio, disse la volpe.” Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
“E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.
“E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…”sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…” “Io sono responsabile della mia rosa…” ripeté il piccolo principe per ricordarselo.”

Ci sentiamo responsabili delle persone che amiamo.  Desideriamo prenderci cura di loro e questo è il nostro obiettivo. Vogliamo affiancarle nelle scelte, proteggerle comprendendone debolezze e punti di forza per aiutarle a crescere e svilupparsi. Queste attenzioni sono importantissime e non dovremmo mai perderle di vista. Perché alla fine siamo responsabili di ciò che portiamo avanti quanti abbiamo obiettivi comuni e condivisi. Capita nell’amore come nel lavoro; a casa nostra o nella società. Riconosciamo però i nostri limiti? Il destinatario del nostro amore quale reazione avrà?

Questa mattina sono piena di domande.  Mi sono svegliata pensando al Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. E per oggi suggerisco una piccola ricetta che, per me, è la base di quello che so in cucina: un piccolo cartoccio di pesce con pomodorini e olive taggiasche.

Ingredienti: filetti di orata o branzino, olive taggiasche, pomodorini pachino, pomodorini secchi, capperi sottosale, sale, pepe, timo e olio evo.

Procedimento: adagiare il filetto di pesce su un pezzo di carta stagnola. Tagliare i pomodorini freschi a metà e quelli secchi in piccoli pezzetti e dissalare i capperi. Condire il filetto con pomodori freschi e secchi, olive , qualche cappero, sale, pepe, timo e olio. Chiudere la stagnola su se stessa chiudendo all’interno il filetto fino a formare un piccolo cartoccio. Riscaldare il forno a 180°. Mettere tutti i cartocci su una teglia e infornare per 15 minuti.

Sono veloci, facilissimi da preparare e gustosissimi. Garantito

Soundtrack:   https://www.youtube.com/watch?v=F076gt31jC8

keep in touch and keep cooking.

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Luca Centurelli

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