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lemon loaf ai semi di papavero

_MG_6062modificataCosa si può fare in una grigia serata milanese nella quale hai bisogno di trovare risposte? un soffice lemon loaf, per riflettere, cercare conforto e lasciare alle spalle le lacrime. Oggi stravolgo quanto avevo pensato di scrivere oggi e sopratutto la ricetta che avevo pensato per questo venerdì di novembre. Il cibo è per molti una valida medicina; o un’ossessione, un rifugio o una consolazione . Per me è un piacere infinito e ne scorgo all’interno proprietà stupende in grado di guarire le anime e consolare gli affranti. Ne percepisco il valore e desidero approfondirne sempre ogni aspetto. Ci riesco, quasi sempre. Altri giorni, invece, fatico perché sono troppe le risposte di cui avrei bisogno. Risposte così dure e difficili da non poterle dare nessuno. Quesiti a cui nessuno vorrebbe e dovrebbe mai sottoporti. Pensi al tempo trascorso con persone che non ci sono più, ingiustamente, inesorabilmente volate via come piume bianche. Pensi alla purezza delle anime rapite da questo duro mondo; ti consoli credendo che il loro tempo e il loro spazio sia stato prezioso, speciale e che ora siano in un luogo migliore, dove tutto è luce e dove non soffriranno più. Forse è così: la sofferenza è per coloro che rimangono; coloro i quali non hanno ragioni a cui aggrapparsi, ragioni nelle quali riporre il dolore che circola nelle vene. La mia ossessione è sempre sul tempo che trascorriamo su questa Terra, senza mai fermarci a chiedere se vale la pena per ogni gesto che mettiamo nella nostra vita. Siamo così poco interessati dalle grandi risposte e ci accontentiamo di piccole ed insignificanti battaglie che difendiamo ogni giorno. Lei no. Cri aveva capito il valore di ogni singolo giorno, di ogni goccia di sudore sprecata, delle parole dette nelle orecchie o sussurrate sotto un cuscino. Ha avuto l’amore che meritava, tutto, stretto in un cerchio di luce che l’ha protetta fino alla fine; Cri sapeva cosa volesse dire dono, conosceva l’empatia più vera e la sua affezione era sincera e percepibile anche da chi conosceva a mala pena. Cri, oggi sarà dura, ma ci sarai tu a consolare i nostri poveri cuori.

Lemon Loaf ai semi di papavero:

Ingredienti: 3 uova, scorza di un limone, 195 gr. di farina, 170 gr. di burro morbido, 150 gr. di zucchero, i semi di 1 bacca di vaniglia, 1 cucchiaino abbondante di lievito, un generoso pizzico di sale, 3 cucchiaini di semi di papavero, latte q.b.

Procedimento: lavorare il burro con lo zucchero con delle fruste. In un’altra ciotola unire farina, lievito, sale, semi di vaniglia, scorza di limone e semi dipanassero. Mescolare. Unire gli ingredienti secchi al composto di zucchero e burro e aggiungere, una alla vota, le uova. Ammorbidire leggermente con qualche cucchiaio di latte (2/3 massimo). Imburrare uno stampo da plumcake e versare il composto. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 35-40 minuti (il tempo di pende da quanto latte sarà stato aggiunto per ammorbidire la preparazione)

Soundtrack:http://www.youtube.com/watch?v=llyADThAg5o

keep in touch and keep cooking

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desideri di mini crostate con crema chantilly e frutta fresca

_MG_5881modificataIl week end è troppo breve e finisco sempre per correre come in settimana. Vorrei fare milioni di cose, tutte quelle che non riesco a concedermi mentre lavoro. Non ci riesco mai. Mi servirebbe sempre un giorno di pausa in più per lavare la macchina, fare la manicure, andare a fare shopping, a vedere una mostra o andare a trovare un’amica per il tè. La cosa più assurda è che ci rimango male sempre come non fosse mai accaduta una cosa simile. Non è che io non faccia tutte queste cose, sia ben inteso, ma rimandarle mi rende nervosa, irascibile e , ogni tanto, finisco per rovinarmi il weekend. Sopratutto la domenica. Poi mi dico…”ma ti pare possibile?” e torno a sorridere come prima, pensando che sono proprio vittima della vita frenetica che faccio. Un po’ come tutti, immagino. Il posto dove, però, riesco a non sentire più il rumore di fondo, l’incombenza delle cose da fare e delle responsabilità è (sa va san dir) la cucina. In cucina tutto ha il suo tempo. Non puoi far lievitare il pane per pochi minuti, non puoi fare un minestrone in un lampo, non è concesso ad una pasta di cuocere meno del tempo che le è necessario. Allora so aspettare. In quel caso emerge tutta la pazienza di cui dispongo per aspettare che il soufflé sia ben gonfio o che la mia torta al cioccolato formi la crepa centrale che indica la perfetta cottura.

Così ho fatto ieri.  Continua quindi la serie dei miei dolci, preparati in barba alla dieta. Non poterli mangiare mi regala il desiderio ardente di cucinarli. Almeno quello…..mi è concesso oltre al desiderio che mi picchietta in testa in questi ultimi giorni. La soddisfazione che mi regala, però, chi li assaggia è impagabile. Alcuni sono di parte, lo ammetto anche io. Però lasciatemi almeno gongolare per tutti i complimenti ricevuti.

Per iniziare la settimana al meglio, dopo un week end di sole autunnale e temperature miti, vi faccio assaggiare una tortina che vorrei dedicare a tutte le persone che compiono gli anni in questi giorni di fine ottobre e inizio novembre: mini crostate con crema chantilly e frutta fresca.

Ingredienti per la pasta frolla: ricordate la crostata di settimana scorsa? era così buona che ho riutilizzato proprio quella ricetta. Dimezzate le dosi per ottenere 4 crostatine. clicca qui

Ingredienti per la crema chantilly: 2 tuorli, 2 cucchiai di farina, 2,5 cucchiai di zucchero, 250 ml. di latte, 1/2 bacca di vaniglia, 1/2 scorza di limone grattuggiata, 125 ml. di panna montata.

Procedimento per la crema chantilly: mettere a bollire il latte con la bacca di vaniglia e la scorza di limone lasciandoli in infusione. In una ciotola a parte, intanto, lavorare i tuorli con lo zucchero. Quando saranno ben montati aggiungere la farina (o amido di mais o farina di riso) e continuare a lavorare. Estrarre dalla bacca i semi (che andranno rimessi nel latte) e togliere dal fuoco la casseruola. Aggiungere quindi il composto con le uova amalgamando delicatamente. Riportare quindi il tutto nella casseruola e quindi sul fuoco facendo riprendere il bollore. Piano piano la crema prenderà densità. Non appena avrete ottenuto la tipica consistenza della crema pasticcera, togliere dal fuoco e riporre in una ciotola. Coprire con un velo di zucchero e della pellicola trasparente e lasciar riposare in frigorifero per almeno 1 ora. Poco prima di estrarla dal frigorifero montare con delle fruste la panna montata. Unire quindi la crema pasticcera alla panna montata facendo ben attenzione a non smontarla (dal basso verso l’alto). Con una sacca da pasticcere decorare le crostatine che avrete già preparato in precedenza e guarnire con frutta fresca.

Soundtrack:http://www.youtube.com/watch?v=vZarE8_M3fc

keep in touch and keep cooking

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crostata con marmellata di albicocche, per tutti!

_MG_5856modificataHo presto trovato risposta alla mia indecisione circa cosa fare della pasta frolla che avevo preparato. Sono a dieta quindi qualsiasi cosa sarebbe stata per me praticamente off limits. Per esperienza credo di aver preparato i dolci migliori proprio mentre ero a dieta o, per qualunque motivo, non potessi poi mangiarli. E’ come una sorta di riscatto. Non posso assaggiare un a torta o dei biscotti? allora farò i migliori della storia!!! E’ un po come mettere un po’ di questa voglia di golosità nelle cose che faccio. Adoro preparare i dolci: crostate, torte al cioccolato, creme, biscotti, plumcake, dolci al cucchiaio e con la frutta. C’è qualcosa di magico nella pasticceria. Per una piccola cuoca come me che ha la brutta abitudine di cambiare ingredienti e quantità posso dire che non è così semplice. Sì perchè la pasticceria è rigorosa. Gli ingredienti devono essere rispettati sia nella tipologia che, sopratutto, nelle quantità. Quindi devo proprio fare uno sforzo per non lasciarmi prendere dalla smania di fare come mi pare. Questa volta sono stata quasi brava. Ho deciso di provare una ricetta della crostata che ho trovato su la La Cucina Italiana di ottobre. Ho cambiato solo la tipologia di farina (ops). Ho usato quella di farro (biologico). Ma per il resto sono stata scrupolosa e mi sono attenuta pedissequamente. Per fare contento il mio amico Lele, ho preparato la crostata di marmellata di albicocche, la sua preferita. Risultato? appena l’ha ricevuta, l’ha mangiata tutta. Anche nel mio ufficio è andata a ruba e la mia amica Carla è arrivata troppo tardi ed è rimasta senza. Quindi stamattina mi sono alzata presto per preparare una crostatina anche per lei. Corro a portargliela! Buona giornata, gente!!!!

 

Ingredienti: 250 gr. di farina di farro bio, 150 gr. di burro, 100 gr. di zucchero, 2 tuorli, mezza bacca di vaniglia, scorza di limone, sale e marmellata di albicocche.

Procedimento: impastare il burro ammorbidito con il sale e la farina, fino ad avere un composto sabbioso. Sbattere i tuorli con i semi ottenuti dalla bacca di vaniglia. Unire le uova e lo zucchero al burro e alla farina . Aggiungere la scorza di limone e impastare velocemente finchè non diventerà omogeneo. Formare un palla, ricoprirla con la pellicola e lasciare in frigorifero a riposare per almeno un’ora. Stendere 2/3 della pasta fino allo spessore di un mezzo centrimetro. Foderare la teglia con burro e farina. Stendere l’impasto e forare la base con la forchetta affinchè cuocia meglio. Farcire la torta con la marmellata. Stendere l’ultima parte della pasta fino a formare delle striscioline e appoggiarle sulla marmellata fino a creare la classica griglia. Decorare il bordo della crostata con una forchetta. Infornare a 180° per 30 minuti.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=aEnfy9qfdaU

keep in touch and keep cooking.

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