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di fiducia ed insalata di fine inverno

_MG_7856modificataTe la ricordi la primavera? Quella fantastica sensazione di calore che il sole ti lascia sul viso; quel fastidio delicato del non sapere come vestirsi. Gli alberi che dalla sera alla mattina si riempiono di fiori meravigliosi, le giornate che si allungano e i nuovi frutti della terra che tornano rigogliosi. Sta accadendo di nuovo. Inesorabile, rassicurante e piena di speranza. Questo è l’inizio della vita, delle cose nuove e della rinascita. Possiamo farne parte, renderla nostra, partecipare o semplicemete esserne spettatori interessati. Possiamo anche non curarcene, volendo. Ma sarebbe un peccato. Io scelgo la strada dello stupore. Scelgo di guardare con occhi sempre nuovi. Cerco di mettere tutta la fiducia che conosco, di impararne di nuova e di volerla riporre negli altri. La fiducia è una dote dalla quale non so prescindere. Fidarsi del prossimo è fondamentale. Rende migliori noi stessi, per primi. E’ opportunità di crescita, occasione per migliorare noi stessi, per imparare qualcosa di unico ed inaspettato. Ho imparato più da persone alle quali razionalmente non avrei mai pensato di dare nemmeno conto. E’ questa la fiducia. Abbandonare la miopia, saper attendere che il prossimo possa esprimere il meglio di se stesso. Farsi sopraffare dalle proprie aspettative è limitante e mette l’altro nella condizione ottimale per sbagliare inesorabilmente. Non gli si dona la possibilità di sbocciare, di cominciare a volare con le proprie ali. Nulla preserverà dagli errori e dalle delusioni ma le soddisfazioni sono certa saranno di gran lunga più interessanti ed emozionanti. Non cerchiamo a tutti i costi dei risultati; aspettiamo che arrivino con il loro tempo, quello giusto. Aspettiamo che siano sufficientemente maturi per essere raccolti, come frutta e ortaggi. Lasciamo che sia il tempo giusto per raccoglierli. Lasciamo andare le cose, non tratteniamole, non cerchiamo di gestirle ad ogni costo…E’ primavera e tutto arriverà per tempo.  Da fuori siamo tutti uguali. Invece siamo tutti diversi e immensamente speciali…

Insalata di fine inverno:

Ingredienti: finocchi, arance, melagrana, fior di sale e olio evo

Procedimento: tagliare i finocchi finemente ( e attenzione che siano maschi). Togliere la buccia dalle arance con il coltello e fare a fettine. Dividere la melagrana a metà. Prendere la prima metà e sbattere sulla buccia un cucchiaio di legno in modo vigoroso lasciando che i chicchi cadano facilmente in un contenitore posto sotto. Unire quindi i semi ad arance e finocchi. Condire con fior di sale e olio evo e qualche ciuffetto della barba del finocchio. Semplice, nutriente e genuina.

Buona primavera, gente!

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=srE7N0yvQDQ 

keep in touch and keep cooking.

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capesante al fuorisalone


foto-3fuorisalmodifIl fuorisalone non mi delude mai. Anche una persona critica ed esigente come me non può che deporre ogni scetticismo a proposito di una manifestazione così leggera e piena di energia. E’  uno dei pochi momenti dell’anno dove la città risulta vibrante a dispetto del traffico che aumenta. I cortili aperti sono così pieni di fascino da farti sentire un turista anche se hai vissuto tutta la tua vita a Milano. Si entra nei negozi e negli spazi allestiti con disinvoltura come se i luoghi fossero un tutt’uno con gli avventori. Nonostante i molti impegni del week end non ho potuto rinunciarci. Sono approdata presto in zona Ventura Lambrate e ho esplorato ogni angolo con attenzione, rapita da alcune idee geniali. Non nascondo che avrei potuto comprare un sacco di cose in preda all’entusiasmo per quanto esposto. Ho ascoltato le persone chiacchierare durante il loro passeggio per notare quanto ognuno porti ciò che ha dentro, anche quando osserva il design nella sua forma più autentica. E’ stato bellissimo. So di essere ripetitiva ma questa è la Milano che vorrei sempre. Quella un po’ meno snob e un po’ più internazionale, che lascia venire a sè il resto del mondo. Alle 14.00, rapita dalla fame, mi sono ricordata che le intenzioni per la giornata prevedevano anche un po’ del mio tempo preferito: quello in cucina. Rientrata alla base ho dato spazio al mio bottino di ieri conquistato al mercato. Faceva caldo e ormai era pomeriggio inoltrato. La nonna mi aveva invitata a pranzo, come ogni domenica, proponendo uno di quei piatti deliziosi che amo mangiare ma che poi non ti abbandonano per tutto il resto della giornata. A parte il fatto che non avrei mai fatto in tempo ad essere da lei per l’ora di pranzo, ho preferito godermi il fuorisalone per rientrare con comodo. Tornata a casa ho dovuto dare prima un aspetto decente alla casa, messa a dura prova dalla bellissima cena con 7 persone della sera prima (per altro organizzata all’ultimo secondo!! poveri i miei ospiti….) . Mi piace cucinare nell’ordine e nella pulizia altrimenti mi stanco tantissimo!

Ho aperto il frigorifero straboccante e ho estratto, con grande determinazione i miei ingredienti: 1 confezione di misticanza, 2 arance, 1 limone, 6/8 capesante, una noce di burro, fior di sale e olio.

Procedimento (supermegavelocissimo): dividere le capesante dalla conchiglia con attenzione e lavare accuratamente. In un piccolo padellino far sciogliere la noce di burro e adagiare all’interno i molluschi. Lasciar dorare da ogni lato per un totale di circa 5 minuti. Nel frattempo grattugiare la buccia di una delle arance precedentemente lavata e tenerla da parte. Spremere quindi l’arancia e il limone e filtrare il succo. Aggiungere al succo ottenuto un pizzico di sale e sbattere con una frusta mentre si unisce l’olio. Si otterrà così una vinagrette.  Pelare la seconda arancia con un coltellino affilato e prelevarne la polpa. Ora sarà sufficiente adagiare l’insalata in un piatto o una ciotola, accomodare sopra la polpa dell’arancia, le capesante (raffreddate un pochino) e la scorza dell’arancia. Irrorare il tutto con la vinagrette. Ecco pronta la mia insalata con capesante.

Si sta avvicinando l’estate…..che meraviglia!! aspetto con impazienza le primizie.

Keep in touch and keep cooking.

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