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insalata tiepida, in un sabato freddo

_MG_7667modificataServe un caffè americano bollente per iniziare al meglio la giornata del sabato. Sì, è il giorno più bello della settimana e non può essere onorato degnamente senza caffè e, perché no, frutta. Mi sono svegliata pensando a piastrelle liberty da miscelare a tinte corda e al mio adorato bianco. A dispetto della pioggia di questa mattina, è evidente che l’atmosfera romantica della poca neve di ieri, ha lasciato in me quel desiderio di rinnovamento che spesso mette fuori la sua testolina nella vita di tutti i giorni per essere ascoltato. Mi serve una nuova libreria, innanzi tutto. Comincio ad avere per casa pile di riviste, libri e pubblicazioni di cucina di ogni genere. Vorrei trovargli il giusto spazio. Vorrei cambiare i mobili dello studio e far spazio tra le tante cose che si accumulano inevitabilmente in una casa. Ci sarà tempo. Quando comincerà la primavera sarà un processo naturale. Per ora mi godo una ciotola di meravigliose primule colorate che mi ha preparato la mamma, penso a cosa fare oggi e a come combattere questo freddo umido degli ultimi giorni. Basterà preparare delle frittelle di mele? Non lo so, ve lo saprò dire. L’importante è infilarsi degli stivaloni caldi, mettere il mio bel cappello beige con le renne bianche, un po’ di rossetto e un maglione comodo perfetto per il sabato. Il resto verrà da sè. Voglio provare un sacco di ristoranti di cui ho letto o sentito parlare, voglio abbandonarmi a litri di tè verde e pensare ad una ricetta nuova per una soffice torta al cioccolato. Voglio ricomprare un piatto che ho rotto questa settimana facendo cadere sopra una tazzina. Voglio andare a cercare un dispenser in vetro per il sapone che ho visto da qualche parte ma non ricordo più esattamente dove. Bisogna che parta se ho intenzione di fare tutte queste cose…ma prima vi lascio a questo sabato con una ricettiva giusta per compensare le chiacchiere golose dell’altro giorno: insalata tiepida con salmone, patate novelle, avocado e formaggio di capra.

Ingredienti: salmone affumicato, patate novelle (o da forno, comunque), rucola, avocado, formaggio di capra, aneto, pepe, sale, olio evo.

Procedimento: far bollire dell’acqua salata. Al bollore immergere le patate e lasciarle cuocere (lasciando la buccia). A cottura, scolarle e farle intiepidire in una ciotola condendole con sale, olio evo e aneto. In un piatto da portata adagiare della rucola fresca. Tagliare l’avocado a cubetti, il salmone a fettine e il formaggio di capra in piccoli pezzetti. Unire il tutto sul piatto. Aggiungere in pizzico di sale, pepe e olio evo.

Semplice, completa, nutriente e gustosissima. Il mio genere di insalata in queste fredde giornate di febbraio.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=pGTdfZVj6b4

keep in touch and keep cooking.

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noi e le frappe di Carnevale

_MG_7761modificataCerchiamo di fare posto al nuovo, spostando le barriere e rimuovendo i paletti che si infilano tra noi e il futuro. Abbiamo la fortuna che ad accompagnarci ci sia sempre l’amore, quel morbido giaciglio sul quale accomodarci spesso. Avanziamo su strade tortuose, alla volta dell’ignoto e del conosciuto. Facciamo posto a tutto quanto abbiamo analizzato negli anni, alle paure e a quelli che eravamo un tempo. Mandiamo avanti il nostro nuovo io, quello rigenerato e rafforzato da ogni novità, da ogni passaggio fondamentale. Anche le cose che sembrano spaventare di più, quelle che ci hanno fatto soffrire come mai avremmo pensato, diventano sbiadite emozioni del passato, nuvole grigie in un cielo blu cobalto. Siamo noi gli artefici del destino che abbiamo nelle mani. Le cose che non possiamo combattere sono poche e a quelle siamo pronti almeno a dire no, anche quando ci travolgono come gelide raffiche di vento.
Il presente è ciò che abbiamo nelle mani, è quello che ci è dato per fare meglio. Non ieri, non domani. Oggi, prima di tutto. Abbiamo le occasioni in tasca, sulla punta delle dita. Riempiamole di prime volte, perchè la vita sia una scoperta continua. Coccoliamo le difficoltà, prendiamole sotto braccio come vecchie amiche un po’ noiose alle quali, però, vogliamo comunque bene. Non opponiamoci alla nostra reale natura. Assecondiamo quello che ruggisce segretamente dentro di noi. Diamoci il tempo per gustare, per scacciare la paura del salto nel vuoto e per amare senza che altri giudichino. Diventiamo i pittori più creativi della nostra anima, con le mani nelle tempere e pennelli pronti a dare forma ai sogni. Non portiamo tacchi alti quando siamo comodi con infradito e ballerine. Vestiamo con abiti lunghi anche quando fuori c’è la neve. Avvolgiamoci dentro candidi scialle di lana appena usciti dal letto, perchè la strada verso il nuovo giorno sia più confortevole. Impariamo a volerci bene e a dircelo ogni giorno. Buona giornata amici!

A proposito di prime volte, oggi vi faccio assaggiare una ricetta di Araba Felice per preparare delle frappe di carnevale furbe, veloci, facilissime e sopratutto superlative. Qui a Milano le frappe non sono così comuni. Abbiamo chiacchiere, bugie, crogetti, sdrufoli…ma non potete perdervi queste!

Ingredienti: 85 gr. di farina, 100 gr. di Philadelphia, un pizzico di lievito per dolci in polvere, olio di semi di arachidi, zucchero a velo.

Procedimento: impastare la farina con il Philadelphia fino ad ottenere una pasta liscia e compatta. Lasciare riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Stendere la pasta in modo molto sottile. Usando una macchina per stendere la pasta sarà necessario tirarla diverse volte prima di ottenere la giusta consistenza partendo da uno spessore maggiore e fino ad arrivare allo spessore 6. Tagliare a striscioline con un taglia pasta per ravioli e praticare un piccolo taglietto al centro di ogni stisciolina. Nel frattempo scaldare bene l’olio e friggere fino a doratura. Togliere dall’olio e adagiare su un piano con carta da forno affinchè perdano l’olio in eccesso. Spolverare con zucchero a velo.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=09R8_2nJtjg

keep in touch and keep cooking.

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un immenso silenzio e frittatine con porri al forno

_MG_7497modificataStavo pensando a come sarebbe il mondo se, per alcuni minuti, tutto si fermasse. Stavo immaginando alle persone ferme per strada, come mi è capitato di vedere in alcuni film; un fermo immagine universale.  Se tutte le guerre, le violenze, le liti si placassero, se tutto fosse immobile per 10 minuti. Se tutto fosse inevitabilmente fermo. Cosa proveremmo? Cosa sentirebbe il mondo? forse finalmente cominceremmo a sentire veramente. Saremmo avvolti da un immenso silenzio e secondo me sarebbe emozionante, vibrante, unico. Ma tutto il mondo, proprio tutto. Al di là del fuso orario, del giorno e della notte, dei continenti e del giorno della settimana. Tutto fermo, solo silenzio. Che sogno. Non credo sia nemmeno possibile immaginare un mondo in questo stato di grazia e pace. Siamo così abituati al rumore. L’anno scorso tornata dall’India ho provato una stranissima sensazione. L’india, sopratutto nelle città, è notoriamente un luogo fitto di rumori: in auto si suona per avvisare che si sta passando vicino ad un altro veicolo. Immaginate in una metropoli come Delhi con 15 milioni di abitanti e tante auto che vagano a tutte le ore. Appena arrivata giravo lo sguardo ad ogni strombazzata di clacson.  Dopo 15 giorni ero praticamente anestetizzata. Al rientro, erano i primi giorni dell’anno, quando in molti sono ancora sulle piste da sci o comunque via per le vacanze. Era una domenica mattina, ho questo ricordo impresso nella mente. Fuori da casa c’era un silenzio irreale. Non ero più abituata a questa tranquillità (e si tratta sempre di Milano….). Mi sono sentita in un luogo strano, ovattato, quasi triste. Poi, pensandoci, ho provato a godere di quel piccolo silenzio. E’ stato bellissimo.

Oggi in questa fredda mattina di gennaio, quando le giornate si stanno allungando, guardo fuori dalla finestra e vedo il sole si leva rosa all’orizzonte. Vedo le montagne innevate in lontananza e sento le campane della chiesa qui vicino, vorrei proprio un momento di quel silenzio cosmico che sto immaginando, che possa essere di conforto a quanti soffrono, a quanti hanno troppi pensieri nella mente, a quanti hanno paure e timori e a quanti basterebbe solo un po’ di silenzio per trovare il coraggio di vivere questa vita, invece di respingerla. Lo dico a me stessa, lo dico a tante persone che conosco e lo dico anche a chi ho solo incontrato per caso.

Buon week end gente!!

Uno spunto per il pranzo, per un aperitivo o per un pic nic: mini-frittatine con porri al forno.

Ingredienti: 1 porro, 2/3 uova, gambi di prezzemolo, parmigiano grattugiato, sale, pepe, olio evo, un pizzico di pangrattato.

Procedimento: tagliare a rondelle sottili il porro e lavarlo accuratamente. Lasciarlo appassire in una padella antiaderente con un filo di olio evo. Lasciare raffreddare. In un boccale sbattere le uova con il sale, il pepe, il parmigiano. Tagliare i gambi del prezzemolo al coltello. Aggiungere all’interno del boccale i porri e il prezzemolo. Ungere delle piccole cocotte con un filo di olio e aggiungere una spolverata di pangrattato affinché non si attacchi il composto. Dividere nei 4 stampini e infornare a 180° per circa 25 minuti.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=59BfMVyZK8M

keep in touch and keep cooking. 

 

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Luca Centurelli

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