archivio | 2015

noi e le frappe di Carnevale

_MG_7761modificataCerchiamo di fare posto al nuovo, spostando le barriere e rimuovendo i paletti che si infilano tra noi e il futuro. Abbiamo la fortuna che ad accompagnarci ci sia sempre l’amore, quel morbido giaciglio sul quale accomodarci spesso. Avanziamo su strade tortuose, alla volta dell’ignoto e del conosciuto. Facciamo posto a tutto quanto abbiamo analizzato negli anni, alle paure e a quelli che eravamo un tempo. Mandiamo avanti il nostro nuovo io, quello rigenerato e rafforzato da ogni novità, da ogni passaggio fondamentale. Anche le cose che sembrano spaventare di più, quelle che ci hanno fatto soffrire come mai avremmo pensato, diventano sbiadite emozioni del passato, nuvole grigie in un cielo blu cobalto. Siamo noi gli artefici del destino che abbiamo nelle mani. Le cose che non possiamo combattere sono poche e a quelle siamo pronti almeno a dire no, anche quando ci travolgono come gelide raffiche di vento.
Il presente è ciò che abbiamo nelle mani, è quello che ci è dato per fare meglio. Non ieri, non domani. Oggi, prima di tutto. Abbiamo le occasioni in tasca, sulla punta delle dita. Riempiamole di prime volte, perchè la vita sia una scoperta continua. Coccoliamo le difficoltà, prendiamole sotto braccio come vecchie amiche un po’ noiose alle quali, però, vogliamo comunque bene. Non opponiamoci alla nostra reale natura. Assecondiamo quello che ruggisce segretamente dentro di noi. Diamoci il tempo per gustare, per scacciare la paura del salto nel vuoto e per amare senza che altri giudichino. Diventiamo i pittori più creativi della nostra anima, con le mani nelle tempere e pennelli pronti a dare forma ai sogni. Non portiamo tacchi alti quando siamo comodi con infradito e ballerine. Vestiamo con abiti lunghi anche quando fuori c’è la neve. Avvolgiamoci dentro candidi scialle di lana appena usciti dal letto, perchè la strada verso il nuovo giorno sia più confortevole. Impariamo a volerci bene e a dircelo ogni giorno. Buona giornata amici!

A proposito di prime volte, oggi vi faccio assaggiare una ricetta di Araba Felice per preparare delle frappe di carnevale furbe, veloci, facilissime e sopratutto superlative. Qui a Milano le frappe non sono così comuni. Abbiamo chiacchiere, bugie, crogetti, sdrufoli…ma non potete perdervi queste!

Ingredienti: 85 gr. di farina, 100 gr. di Philadelphia, un pizzico di lievito per dolci in polvere, olio di semi di arachidi, zucchero a velo.

Procedimento: impastare la farina con il Philadelphia fino ad ottenere una pasta liscia e compatta. Lasciare riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Stendere la pasta in modo molto sottile. Usando una macchina per stendere la pasta sarà necessario tirarla diverse volte prima di ottenere la giusta consistenza partendo da uno spessore maggiore e fino ad arrivare allo spessore 6. Tagliare a striscioline con un taglia pasta per ravioli e praticare un piccolo taglietto al centro di ogni stisciolina. Nel frattempo scaldare bene l’olio e friggere fino a doratura. Togliere dall’olio e adagiare su un piano con carta da forno affinchè perdano l’olio in eccesso. Spolverare con zucchero a velo.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=09R8_2nJtjg

keep in touch and keep cooking.

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un immenso silenzio e frittatine con porri al forno

_MG_7497modificataStavo pensando a come sarebbe il mondo se, per alcuni minuti, tutto si fermasse. Stavo immaginando alle persone ferme per strada, come mi è capitato di vedere in alcuni film; un fermo immagine universale.  Se tutte le guerre, le violenze, le liti si placassero, se tutto fosse immobile per 10 minuti. Se tutto fosse inevitabilmente fermo. Cosa proveremmo? Cosa sentirebbe il mondo? forse finalmente cominceremmo a sentire veramente. Saremmo avvolti da un immenso silenzio e secondo me sarebbe emozionante, vibrante, unico. Ma tutto il mondo, proprio tutto. Al di là del fuso orario, del giorno e della notte, dei continenti e del giorno della settimana. Tutto fermo, solo silenzio. Che sogno. Non credo sia nemmeno possibile immaginare un mondo in questo stato di grazia e pace. Siamo così abituati al rumore. L’anno scorso tornata dall’India ho provato una stranissima sensazione. L’india, sopratutto nelle città, è notoriamente un luogo fitto di rumori: in auto si suona per avvisare che si sta passando vicino ad un altro veicolo. Immaginate in una metropoli come Delhi con 15 milioni di abitanti e tante auto che vagano a tutte le ore. Appena arrivata giravo lo sguardo ad ogni strombazzata di clacson.  Dopo 15 giorni ero praticamente anestetizzata. Al rientro, erano i primi giorni dell’anno, quando in molti sono ancora sulle piste da sci o comunque via per le vacanze. Era una domenica mattina, ho questo ricordo impresso nella mente. Fuori da casa c’era un silenzio irreale. Non ero più abituata a questa tranquillità (e si tratta sempre di Milano….). Mi sono sentita in un luogo strano, ovattato, quasi triste. Poi, pensandoci, ho provato a godere di quel piccolo silenzio. E’ stato bellissimo.

Oggi in questa fredda mattina di gennaio, quando le giornate si stanno allungando, guardo fuori dalla finestra e vedo il sole si leva rosa all’orizzonte. Vedo le montagne innevate in lontananza e sento le campane della chiesa qui vicino, vorrei proprio un momento di quel silenzio cosmico che sto immaginando, che possa essere di conforto a quanti soffrono, a quanti hanno troppi pensieri nella mente, a quanti hanno paure e timori e a quanti basterebbe solo un po’ di silenzio per trovare il coraggio di vivere questa vita, invece di respingerla. Lo dico a me stessa, lo dico a tante persone che conosco e lo dico anche a chi ho solo incontrato per caso.

Buon week end gente!!

Uno spunto per il pranzo, per un aperitivo o per un pic nic: mini-frittatine con porri al forno.

Ingredienti: 1 porro, 2/3 uova, gambi di prezzemolo, parmigiano grattugiato, sale, pepe, olio evo, un pizzico di pangrattato.

Procedimento: tagliare a rondelle sottili il porro e lavarlo accuratamente. Lasciarlo appassire in una padella antiaderente con un filo di olio evo. Lasciare raffreddare. In un boccale sbattere le uova con il sale, il pepe, il parmigiano. Tagliare i gambi del prezzemolo al coltello. Aggiungere all’interno del boccale i porri e il prezzemolo. Ungere delle piccole cocotte con un filo di olio e aggiungere una spolverata di pangrattato affinché non si attacchi il composto. Dividere nei 4 stampini e infornare a 180° per circa 25 minuti.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=59BfMVyZK8M

keep in touch and keep cooking. 

 

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Trattoria Mussi, girovagando per gli Appennini

imageVagando per le colline in macchina, non ho molta voglia di parlare. Non riesco a mettere in fila le parole. Volano in testa come farfalle, incantate dalle colline innevate a tratti e baciate da un caldo sole invernale. Le strade deserte di questa Emilia Romagna così lontana dal frastuono della costa sono dolci pendii di collina. La vita sembra lenta, a tratti assente. Interi paesi con le persiane chiuse lasciano credere che tutti siano scappati in città. Non posso fare a meno di pensare e lasciar andare la mente verso tutte quelle meraviglie della natura che abbiamo intorno e di cui ci accorgiamo poco. Sì perchè sono proprio quei momenti la fonte della mia più intima ispirazione, quando tutto prende forma e le parole diventano frasi; quando ogni singolo verbo si lega ai raggi solari lasciando il calore scorrere nelle vene e fino alla mente, così da diventare la più semplice espressione di ciò che ho davanti. Come ogni girovagare che si rispetti, ad un certo punto (molto presto, per la verità) viene fame. E’ la fame di chi si gode la vita, di chi ha deciso che un sabato di gennaio potrebbe non finire mai. E’ la fame di chi sente che stare intorno ad un tavolo è importante per conoscersi, per diventare parte dell’altro. E’ la fame di chi ha la curiosità dei bambini nell’assaggiare la cucina di altri, di chi non si accontenta di un pasto generoso ma cerca di portare con sè un piccolo segreto imparato dalla tradizione tramandata da persone che neanche si conoscono. Questo è stato il mio weekend in Emilia Romagna, tra Bardi e Compiano, tra Parma e le colline dell’Appennino Tosco- Emiliano dove ospitalità e genuinità fanno a gara con volpi e scoiattoli per rimanere impressi in modo indelebile nella mente.
Siamo capitati alla Trattoria Mussi per caso, come le cose belle della vita. Un luogo difficile da trovare e sperduto al punto da domandarsi se si sta andando nella giusta direzione. Il locale è in cima ad una salita che domina una valle piena di sole e neve. Quella leggera foschia tipica del sole che incontra il freddo. Entrando abbiamo avuto subito la percezione che non ci fosse grande movimento di clienti: era chiuso. In cucina, però, un vero e proprio fermento. Le aspettative di un’ottima recensione letta ci ha, prima, fatto pensare che si trattasse del pensiero quasi folle di una persona poco esperta. Poi piano piano abbiamo capito: Anna, la figlia della proprietaria, ci ha accolte dicendo che il locale lavora abitualmente su prenotazione e che al momento, era chiuso. Ha aggiunto, però, che avrebbero fatto un’eccezione. Ci ha fatto fare un giretto nelle diverse sale di questo locale autentico mentre hanno acceso la stufa e apparecchiato in una piccola sala con camino. Gnocco fritto con salumi affettati al momento, la giardiniera più buona della vita, ravioli appena fatti con ripieno di erbette e spinaci conditi con funghi trifolati, cinghiale in umido e polenta. Gutturnio e chiacchiere. Non credo si possa volere di più…
Nella recensione di questa ragazza veniva detto che lei e il marito tornano spesso ed appositamente da Mussi da Milano. Abbiamo riso leggendo queste parole, ignari del pranzo meraviglioso che avremmo degustato di lì a poco. Ah che bello potersi ricredere…..

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=F3L0EUbRJGk

keep in touch and keep cooking.

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Luca Centurelli

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