archivio | febbraio, 2015

l’Infinito, un luogo a Milano o poesia?

_MG_7826modificataIn macchina, complice un traffico fastidioso e il costante desiderio di imboccare la strada dritta verso il mare, ho avuto un pensiero: e se da domani tutti ci alzassimo e avessimo un lavoro completamente diverso da quello che facciamo? un Assessore potrebbe vendere la frutta nel negozio sotto casa, un operatore ecologico potrebbe fare il Ministro dell’ambiente, un’infermiera potrebbe occuparsi di energia aerospaziale e un ristoratore potrebbe cimentarsi nel marketing strategico. Penso che sarebbe un’opportunità unica ed irripetibile. La visione di persone estranee al proprio lavoro potrebbe essere illuminante, sotto certi punti di vista; certamente miope da altri, ma miracolosa per il candore inevitabile che apporterebbe. Saremmo in grado di ascoltare chi ha una visione così differente dalla nostra? Non lo so con certezza ma sapete che non smetto mai di avere fiducia nell’essere umano. L’ascolto è fondamentale, lo dico spesso. Ascoltando gli altri e meno se stessi si ha la possibilità di entrare in contatto con mondi sconosciuti, luoghi in cui la nostra mente non è abituata ad andare. Non sentire…ma ascoltare, con la differenza fondamentale che esiste tra questi due verbi apparentemente simili. L’altra settimana sono stata in un ristorante storico milanese: l’Infinito.  Si trova in Via Leopardi e il nome non è scelto a caso. Indietro, nei meandri della mia formazione, prettamente scientifica, ma con anni di letteratura alle spalle, mi sono venute in mente le parole del Prof. Panzini che, con passione irrefrenabile, tentava di spiegare a noi studenti distratti, una delle meraviglie mai scritte. Questa poesia è contenuta nell’Idillio. Un’opera immensa per un significato che rimanda ad un’immagine piccola, ristretta e limitata. Leopardi si trova in un luogo fisico preciso, che frequenta abitualmente, che ama moltissimo: un colle solitario, intorno ad una siepe. Leopardi guarda e non riesce a vedere. E allora immagina…..un’immagine forte, intensa, quasi virtuale. E allora ecco l’Infinito….quello dove la mente può sentire tutto, dare forme intense, può generare emozioni piene di sentimenti. Questo ristorante è così. Un luogo dove le persone si sentono a casa, dove la qualità del cibo è cardine indiscusso. Ho mangiato una tagliata sublime e delle verdure in pastella così gustose da far dimenticare la dieta. I dolci che preparano sono genuini e pieni di amore. La scelta è a dir poco vasta, forse troppo, ma spazia tra carne, pesce, primi, secondi, antipasti e piatti unici. Merita certamente più visite per poter apprezzare a fondo un menu’ così Infinito….. Hanno bisogno di rinnovare un pochino lo stile dei luoghi, che sono rimasti quelli dei ristoranti di qualche anno fa ma hanno le carte in regola per affrontare questo passaggio, pronti a regalare ai loro clienti, affezionati e new entry, un’emozione culinaria di grande rispetto. Una cena fuori è ormai vissuta come una poesia, esperienza sublime tra ciò che gustiamo, vediamo e sentiamo e ciò che immaginiamo, ricordiamo e presentiamo. Che loro la pensassero proprio così quando hanno aperto, tanti anni fa?

Buon fine settimana gente……

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=RBumgq5yVrA

keep in touch and keep cooking.

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Bocconcini di pollo, cipollotto e zenzero

_MG_7587modificataMi interrogo sui punti di vista da cui guardiamo le cose. Quando mi sforzo di cambiare il luogo da cui osservare qualcosa, vedo sempre un lato che non avevo considerato. Ognuno ha una storia, sentimenti, pensieri e desideri che tengono in piedi il delicato castello su cui si basano le vite. Troppo spesso non capiamo il perché di alcune cose, dei comportamenti dei nostri familiari, degli amici, di quanto ci accade al lavoro o anche di ciò che osserviamo in metropolitana. Ma c’è un perché. Non necessariamente ci è dato sapere, non necessariamente è richiesto il nostro parere. Basta capire e rispettare l’altro. Non ci sono regole, né tanto meno visioni comuni. Quasi mai. Agiamo spinti dai bisogni, dal cuore, dai sentimenti o dalla totale assenza di queste cose, mossi magari da ragioni meno nobili. Abbiamo la facoltà di imparare dalle strade attraverso le quali passiamo. Questo sì! Abbiamo l’occasione per smussare i nostri desideri; abbiamo la possibilità di fermarci a respirare e lasciare indietro ciò che non ci rende davvero felici. Desideriamo non sempre in modo autentico. A volte crediamo di volere qualcosa. Magari, dopo tempo, guardando indietro riusciamo a scoprire che, in realtà, non eravamo così pronti per quell’amicizia o quell’amore; riusciamo a notare sbigottiti che quel lavoro non era veramente la strada che avremmo voluto percorrere. Ci stupiamo ma siamo fatti così: testardi, volubili, curiosi e pronti a risorgere dalle nostre ceneri. Io sono la regina di queste cose! Quest’anno, prima che il 2015 iniziasse davvero, ho pensato a tutto quanto avrei voluto fare. Il mese di gennaio, un mese normalmente lungo e noioso per la sottoscritta, è stato, invece, pieno di movimento: ho cenato con le persone che amo, ho avuto buoni pensieri per tanti amici che non vedo spesso, ho un nuovo tatuaggio in mente, ho cambiato un po’ stile di vita, ho fatto troppe eccezioni alla mia dieta, ho deciso che è arrivato il momento di adottare un gatto, ho capito che alcune persone non vogliono essere felici, ho sentito che non c’è bisogno di programmare le cose, ho capito che le cose possono cambiare e ho iniziato a farlo.  Altri pensieri li ho lasciati indietro. Alcuni, forse, per sempre. Altri sicuramente solo per un po’. Ma non ho voglia di intestardirmi su niente. Voglio solo vivere….e cambiare il punto di vista è il miglior modo per iniziare.

Buon martedì, amici!

Bocconcini di pollo, cipollotto e zenzero

Ingredienti: petto di pollo, cipollotto, zenzero, farina, birra, olio evo, sale, pepe.

Procedimento: tagliare il petto di pollo a cubetti non troppo piccoli. Mettere in una busta di plastica (tipo quelle per conservare i cibi in freezer) la farina e inserire i cubetti di pollo ben lavati e asciugati. Privare lo zenzero della sua buccia e tagliarlo a listarelle sottili (maggiore sarà il quantitativo, maggiore sarà la piccantezza). Lavare, pulire e affettare il cipollotto in pezzetti piuttosto consistenti. In una padella mettere a scaldare a fuoco vivo il cipollotto insieme all’olio e allo zenzero, aggiungere il pollo privato degli eccessi di farina che rimarranno nel sacchetto e lasciare rosolare per un paio di minuti. Sfumare con un goccino di birra e lasciare evaporare l’alcool. Aggiungere sale e pepe e terminare la cottura a fuoco più moderato.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=OPf0YbXqDm0

keep in touch and keep cooking.

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insalata tiepida, in un sabato freddo

_MG_7667modificataServe un caffè americano bollente per iniziare al meglio la giornata del sabato. Sì, è il giorno più bello della settimana e non può essere onorato degnamente senza caffè e, perché no, frutta. Mi sono svegliata pensando a piastrelle liberty da miscelare a tinte corda e al mio adorato bianco. A dispetto della pioggia di questa mattina, è evidente che l’atmosfera romantica della poca neve di ieri, ha lasciato in me quel desiderio di rinnovamento che spesso mette fuori la sua testolina nella vita di tutti i giorni per essere ascoltato. Mi serve una nuova libreria, innanzi tutto. Comincio ad avere per casa pile di riviste, libri e pubblicazioni di cucina di ogni genere. Vorrei trovargli il giusto spazio. Vorrei cambiare i mobili dello studio e far spazio tra le tante cose che si accumulano inevitabilmente in una casa. Ci sarà tempo. Quando comincerà la primavera sarà un processo naturale. Per ora mi godo una ciotola di meravigliose primule colorate che mi ha preparato la mamma, penso a cosa fare oggi e a come combattere questo freddo umido degli ultimi giorni. Basterà preparare delle frittelle di mele? Non lo so, ve lo saprò dire. L’importante è infilarsi degli stivaloni caldi, mettere il mio bel cappello beige con le renne bianche, un po’ di rossetto e un maglione comodo perfetto per il sabato. Il resto verrà da sè. Voglio provare un sacco di ristoranti di cui ho letto o sentito parlare, voglio abbandonarmi a litri di tè verde e pensare ad una ricetta nuova per una soffice torta al cioccolato. Voglio ricomprare un piatto che ho rotto questa settimana facendo cadere sopra una tazzina. Voglio andare a cercare un dispenser in vetro per il sapone che ho visto da qualche parte ma non ricordo più esattamente dove. Bisogna che parta se ho intenzione di fare tutte queste cose…ma prima vi lascio a questo sabato con una ricettiva giusta per compensare le chiacchiere golose dell’altro giorno: insalata tiepida con salmone, patate novelle, avocado e formaggio di capra.

Ingredienti: salmone affumicato, patate novelle (o da forno, comunque), rucola, avocado, formaggio di capra, aneto, pepe, sale, olio evo.

Procedimento: far bollire dell’acqua salata. Al bollore immergere le patate e lasciarle cuocere (lasciando la buccia). A cottura, scolarle e farle intiepidire in una ciotola condendole con sale, olio evo e aneto. In un piatto da portata adagiare della rucola fresca. Tagliare l’avocado a cubetti, il salmone a fettine e il formaggio di capra in piccoli pezzetti. Unire il tutto sul piatto. Aggiungere in pizzico di sale, pepe e olio evo.

Semplice, completa, nutriente e gustosissima. Il mio genere di insalata in queste fredde giornate di febbraio.

Soundtrack:https://www.youtube.com/watch?v=pGTdfZVj6b4

keep in touch and keep cooking.

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